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Imu, ok ricorso Tar: esenti anche terreni agricoli sotto i 600 metri altitudine

La rata del 26 gennaio è quindi sospesa

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Imu, ok ricorso Tar: esenti anche terreni agricoli sotto i 600 metri altitudine



ABRUZZO. Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato da Anci Liguria, con Anci Umbria, Veneto e Abruzzo contro il decreto interministeriale del 28 novembre che prevedeva l'esclusione dei terreni agricoli sotto i 600 mt di altitudine dalla esenzione dell'Imu.
Secondo quanto già stabilito dal Governo nei giorni scorsi l’applicazione del tributo prevedeva un’esenzione in modo indifferenziato solo per i terreni montani al di sopra di 600 metri d’altitudine.
«Con l'accoglimento del ricorso saranno esenti dal pagamento dell'Imu anche i terreni agricoli sotto i 600 metri di altitudine - spiega il presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco -. Non posso che accogliere con entusiasmo questa notizia, anche se so che non si puo' ancora dare nulla per scontato. Colgo positivamente l'iniziativa dell'Anci e il risultato raggiunto, ma adesso non dobbiamo abbassare la guardia, anche perche' il nostro territorio non potrebbe sopportare un colpo cosi' duro».
«La rata del 26 gennaio è stata quindi sospesa», commenta con soddisfazione anche il sindaco di Rapino, comune alle falde della Majella chietina, Rocco Micucci. «Una buona notizia per i cittadini e una piccola battaglia vinta da noi sindaci, ma non possiamo accontentarci. L'obiettivo non è rinviare, ma cancellare questa scelta che mortifica e penalizza i comuni dell'entroterra».,
Per protestare contro la misura, Micucci a inizio dicembre si era preparato alla battaglia decidendo di trasferire la sede legale del Municipio a quota 2.000 metri. Proposta, dice lo stesso Micucci «ripresa anche da tanti altri Comuni sia abruzzesi che di altre regioni».
Oggi la decisione, fa sapere dopo la sentenza del Tar del Lazio, «è rimandata con la speranza che ci sia un ripensamento definitivo». E conclude: «Non siamo in guerra con il Governo, perché noi, come dice la Costituzione, siamo parte dello Stato, ma proprio per questo - dice Micucci - vogliamo che la voce dei sindaci in rappresentanza dei cittadini venga ascoltata».