TASSE DIMENTICATE

Attività commerciali morose a Vasto: «mancano all’appello 5 milioni di euro»

Effettuati i conteggi su partite iva che non hanno versato Ici, Tarsu e Tosap

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Attività commerciali morose a Vasto: «mancano all’appello 5 milioni di euro»

Vasto




VASTO. E’ arrivata ad un punto fermo l’attività di ricomposizione dei crediti vantati dal Comune di Vasto, nei confronti delle attività, a titolo di ICI, TARSU e TOSAP: il totale sfiora i 5 milioni di euro.
La cifra, però, è parziale in quanto il controllo riguarda solo i titolari di partita iva e non è stato esteso ai privati cittadini. E’ stato un lavoro piuttosto lungo che ha impegnato dipendenti comunali, della Soget e dell’Aipa.
Le verifiche sono state svolte in una postazione del Municipio messa disposizione ed appositamente dedicata.
Alla richiesta di accesso agli atti, presentata il 21 agosto scorso dal consigliere comunale Massimo Desiati del gruppo consiliare Progetto per Vasto, è stato possibile dar corso soltanto dopo l’intervento della Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, alla quale l’Amministrazione comunale si era rivolta con un quesito in cui si paventava l’ipotesi di poter negare la documentazione richiesta.

OLTRE 5 MILIONI DA RISCUOTERE
Le imposte e tasse, per annualità, prese in considerazione sono state l’Ici per le annualità 2007-2011, Tarsu dal 2007 al 2012, Tosap dal 2007 al 2013. Non è stato possibile effettuare controlli per gli anni successivi e fino ad oggi a causa della mancanza della definitiva registrazione, presso le concessionarie del servizio di riscossione, dei relativi dati.
E’ così emerso che per quanto riguarda l’Ici il Comune deve ancora ricevere 2,5 milioni di euro (323.080 euro nel 2007, 483.283 euro nel 2008, 468.129 euro nel 2009, 500.135 euro nel 2010, 784.423 euro nel 2011).
Per quanto riguarda la Tarsu, invece, la somma complessiva ammonta a 1,6 milioni mentre per la Tosap si parla di quasi 770 milioni di euro per un totale che sfiora i 5 milioni di euro (precisamente 4,960.769 euro).
«Dai totali qui conteggiati, sono già stati detratti gli importi relativi a posizioni debitorie annullate, a seguito di verifica, o soddisfatte, a seguito di accertamento», spiega Desiati. «E’ possibile, inoltre, che i totali possano, in parte, discostarsi dalla precisa realtà, fatto imputabile agli accertamenti in corso ma, in ogni caso, le variazioni sarebbero, in percentuale, di scarso rilievo sui totali stessi. Variazioni di maggior rilievo, invece, sarebbero prodotte se potessero essere aggiunti gli importi relativi a ICI 2012/2103 e TARSU 2013, dati ancora in corso di registrazione e verifica».

«STOP AUMENTI»
Desiati sottolinea che il Comune di Vasto non è certo l’unico Comune d’Italia a trovarsi nelle condizioni di scarsa disponibilità finanziaria, anche e causa dell’evasione di imposte e tasse locali. «L’attenzione va però rivolta, piuttosto, alla sua capacità e volontà di far fronte a tale evenienza. E’ impensabile, infatti, procedere in costanti e generalizzati aumenti delle imposte e delle tasse prima ancora di recuperare i crediti e l’evasione accumulati negli anni. La nostra iniziativa non è certo sospinta da atteggiamento poliziesco o, addirittura, persecutorio nei confronti delle imprese operanti sul territorio della città. La nostra azione è rivolta ad assicurare, per quanto possibile, un’equità contributiva senza la quale i cittadini, quelli scrupolosi nell’osservare, con diligenza, tutte le scadenze relative alle imposte e tasse comunali, considererebbero le stesse, così come in effetti giustamente considerano, inique ed eccessive».