CASSE POPOLARI

Ater Pescara, salasso per 437 famiglie: «ingiunzioni di pagamento per mezzo milione di euro»

Ma sindacato Sunia protesta: «massacro sociale»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1856

Ater Pescara, salasso per 437 famiglie: «ingiunzioni di pagamento per mezzo milione di euro»

PESCARA. Una raffica di ingiunzioni di pagamento fanno tremare 437 famiglie pescaresi. Il mittente è l’Ater di Pescara e il Sunia, Sindacato Unitario Nazionale Inquilini Assegnatari, parla senza mezzi termini di «un' ingiustizia sociale di grande rilevanza».
L’Ater ha ricalcolato gli affitti degli ultimi 10 anni di questi inquilini che in apparenza erano nullatenenti. In realtà l’azienda territoriale ha scoperto che posseggono piccoli appezzamenti di terreno e dunque anche il loro canone abitativo va riconteggiato. «L'Ater», spiega la Cgil Pescara, «con una interpretazione assurda ed arbitraria dell'articolo 25 della Legge Regionale 96/96 ha ritenuto che questi assegnatari, in virtù del fatto di essere diventati proprietari e quindi non più nullatenenti, debbano pagare un canone di affitto fortemente maggiorato rispetto al reddito effettivo (canone sociale) e ha ricalcolato la differenza di canone dalla data di assegnazione, con richiesta di arretrati che vanno da 5 -6 mila euro fino a 12 mila euro ed oltre gettando nel panico le famiglie interessate».
Ma i loro redditi, assicura il sindacato, non può consentire di soddisfare le richieste anche perché si starebbe parlando di «piccole porzioni di orticello o di ruderi di valore catastale irrisorio e di valore reale zero ereditato dai genitori».

Il Sunia nei mesi scorsi aveva proposto ed ottenuto dal Consiglio regionale della vecchia legislatura una legge interpretativa dell'articolo 25 della L.R. N.96/96: «sembrava che il problema fosse risolto», continua il sindacato, «in quanto la norma stabiliva che le disposizioni di cui all'art. 25, comma 1, punti 1 e 2 della L.R. 96/96 si applicano a tutti i soggetti in possesso delle condizioni reddituali ivi definite, anche se proprietari o usufruttuari, a qualsiasi titolo, di beni immobili che non producano redditi da locazione o da altra attività economica e che abbiano una rendita catastale o un reddito domenicale inferiori a 100,00. I soggetti gestori degli alloggi di Edilizia Residenziali pubblica sono tenuti ad attenersi alla presente interpretazione per la determinazione dei canoni a far data dalla pubblicazione della legge ed a sanare gli eventuali contenziosi in essere inerenti i periodi pregressi, mediante l'immediata applicazione dei criteri fissati».
Ma la situazione non è affatto risolta perché l’Ater continua a inviare ingiunzioni di pagamento e preavvisi di sfratto.
Ma Sunia contesta: «l'Ater ritiene che la legge non può essere retroattiva e quindi non potrebbe valere per i periodi pregressi. Ma la legge 27 non è retroattiva perchè la legge 96/96 non viene modificata bensì viene interpretata dal legislatore in maniera aderente alla originaria volontà dello stesso, in modo da attenersi a quanto disposto dai principi giuridici e di civiltà del nostro ordinamento e in conformità a quanto disposto dalla Costituzione in tema di principi di uguaglianza e, pertanto modifica solo l'interpretazione del tutto arbitraria data dall'Ater stessa all'art. 25. Il problema di fondo è che l'Ater non ha le risorse economiche per porre fine ad una palese ingiustizia e a quello che potrebbe diventare un disastro sociale con centinaia di famiglie messe ingiustamente sul lastrico».
Per queste ragioni il sindacato chiede alla presidenza della Giunta regionale di prevedere, nella stesura del prossimo bilancio di previsione, «un' adeguata risorsa economica destinata alla politica della casa e l'impegno ad affrontare il disagio abitativo che con la crisi economica ha raggiunto livelli di guardia».

LOTTA ABUSIVISIMO, CANCELLATO FONDO DA 100 MILA EURO
Intanto il Movimento 5 Stelle denuncia che giunta ha cancellato dal bilancio 2015 il contributo di 100mila euro destinato alle Ater per la lotta all’abusivismo. Lo sottolinea il consigliere regionale Domenico Pettinari, che già la scorsa estate era riuscito a far reinserire la somma che era stata precedentemente cancellata. «Questa decisione – spiega Pettinari – dimostra come questa maggioranza non abbia nessuna intenzione di tutelare le tante famiglie abruzzesi che, legittimamente, stanno aspettando l’assegnazione di un alloggio popolare. Nel tempo quei fondi sono stati utilizzati per sfrattare dagli appartamenti di proprietà degli enti gli inquilini abusivi, che li avevano occupati ricorrendo alla violenza e ai soprusi, turbando la pace sociale in quartieri spesso difficili, e la tranquillità dei tanti cittadini onesti che abitano in quei palazzi. Da parte mia, e del M5S, ci sarà una dura battaglia in Aula per ripristinare questo contributo».