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Elettrodotto Terna, l’Abruzzo si mobilita. Incontri e assemblee per dire no

Nei comuni coinvolti dall’opera si moltiplicano le riunioni dei comitati

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Elettrodotto Terna, l’Abruzzo si mobilita. Incontri e assemblee per dire no

ABRUZZO. Si intensificano gli incontri pubblici per dire no all’elettrodotto Villanova Gissi.
Quello è solo una parte del progetto Terna che dovrebbe continuare fino a Foggia e portare fin lì l’energia in arrivo dal Montenegro. Il tutto anche attraverso un cavo sottomarino che dovrà “sbarcare” sulla costa pescarese e fino alla centrale di Villanova di Cepagatti.
Una volta tirato fuori dall’acqua del mare, infatti, il cavo passerà nell’alveo del fosso Vallelunga per poi essere nuovamente interrato. Dopo aver attraversato via Nazionale Adriatica sud, si snoderà, sempre sotto terra, lungo via Tirino, parallelamente a via Tiburtina per proseguire verso San Giovanni Teatino. Oltrepassato il fiume Pescara, il cavo lambirà per alcuni metri il territorio di Santa Teresa di Spoltore, lungo gli argini fluviali, e arriverà a Villanova, nella centrale elettrica di Piano Marino, sulla collina di contrada Buccieri.
Si comincia oggi presso la biblioteca comunale di Atessa in Corso Vittorio Emanuele, 90 dove il comitato spontaneo "No elettrodotto 380kV Villanova-Gissi" alle 18 organizza un incontro per discutere delle problematiche relative alla costruzione del nuovo elettrodotto e al piano energetico regionale vigente.
Interverranno l’ingegnere Antonio Di Pasquale ed il rappresentate del "Forum Abruzzese Movimenti per l'Acqua"
Alle 21 a Spoltore nello spazio Serra (via Mare Adriatico 105) si terrà un incontro organizzato dal Comitato di Lotta ‘Energie alternative’ Val Pescara al grido di ‘fermiamoli ora’.

Lunedì 22 dicembre invece è prevista un’assemblea pubblica alle ore 18.30, presso la sala consiliare
del Comune di San Giovanni Teatino. «Nonostante l’assenso iniziale dato dalla passata Amministrazione», ricorda il sindaco Luciano Marinucci, «il Comune di San Giovanni Teatino ha presentato un ricorso al Tar, un ricorso al Consiglio di Stato ed un esposto alla Procura della Repubblica, il cui unico effetto è stato, fino ad ora, una querela da parte di Terna. E’ arrivato il momento in cui noi tutti ci attiviamo per bloccare il passaggio del cavidotto Terna davanti alle nostre case ed aziende: un’opera che porterà rischi e disagi, oltre che vincoli, a gran parte del nostro territorio».
Lunedì 29 dicembre è invece in programma una riunione (dalle ore 17 presso la sala parrocchiale del Villaggio Alcione (Pescara sud, zona d’approdo del cavo) organizzata dal comitato a difesa del territorio nazionale italiano e montenegrino diretto da Lorenzo Valloreja.
«Ci saranno i residenti», annuncia Valloreja, «gli imprenditori, i rappresentanti di categoria, il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, i responsabili di Terna. Manifesteremo il nostro dissenso e chiederemo l’intervento, questa volta si a gamba tesa, della politica. I 5 milioni di Euro dati a Pescara per il giusto ristoro sono già terminati - in parte utilizzati per risolvere il problema fognario di Portanuova che ahimè però è rimasto tale e quale a prima ed in parte assorbito dai debiti comunali – tuttavia l’opera è di li da venire e quindi ci siamo venduti per un pugno di mosche. Nessuno può venire in casa nostra e sfrattarci così! ... perché questo stanno facendo».