IL FATTO

Truffa, denunciato falso avvocato: prometteva sblocco pensioni invalidità

Per le pratiche si faceva consegnare fino a 3 mila euro

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Truffa, denunciato falso avvocato: prometteva sblocco pensioni invalidità

TORINO. Si spacciava per avvocato, a suo dire operante per l'Inps, e prometteva lo sblocco delle pensioni di invalidità.
A smascherarlo i carabinieri della tenenza di Settimo Torinese che hanno avviato le indagini a seguito delle denunce di alcuni truffati. I carabinieri hanno accertato che il falso avvocato, F.C., 38anni, abitante a Settimo Torinese, con diversi precedenti di polizia, ha truffato più di quaranta persone, ma il numero è solo parziale, residenti in Abruzzo, Campania, Emila Romagna, Lazio, Marche, Piemonte e Puglia.
Ha fatto credere alle vittime, che avevano in atto dei contenziosi finalizzati al riconoscimento dell’invalidità civile, di essere riuscito a sbloccare la loro situazione e di aver vinto le cause pendenti nel loro interesse. Come compenso per la buona riuscita della causa e utilizzando come destinatario il suo vero nome, ha chiesto alle vittime la trasmissione a mezzo vaglia postale on-line di somme variabili da 1.000 a 3.000 euro.

ULTIMA TRUFFA
Il 12 dicembre scorso, alle 16, a Settimo Torinese, al termine di un’attività investigativa, i militari hanno proceduto al controllo e alla denuncia per truffa continuata di F.C..
L’uomo è stato fermato dai carabinieri dopo aver incassato l’ultimo vaglia presso l’ufficio postale di via Fantina a Settimo: in totale 2.500 euro, frutto di una truffa commessa ai danni di una donna, G. G., di Tortoreto.
All’interno di un cestino della spazzatura, situato all’esterno dell’ufficio postale, è stata ritrovata, strappata in piu’ parti dall’indagato, la ricevuta del vaglia postale riscosso poco prima. Il modus operandi risulta perfettamente compatibile con altre decine di truffe commesse dal medesimo in Abruzzo, Campania, Emila Romagna, Lazio, Marche, Piemonte e Puglia.
Il truffatore si era qualificato al telefono alle vittime come avvocato incarico dall’Inps a rappresentare i loro interessi. Le indagini in corso sono finalizzate a rintracciare il basista che fornisce i dati delle vittime attingendogli, probabilmente, dal database dell’Inps.