BANCHE

Carichieti, ricorso al presidente della Repubblica contro il commissariamento

Ex presidente e due consiglieri chiedono “l’annullamento previa sospensione”

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

7931

Carichieti, ricorso al presidente della Repubblica contro il commissariamento

Napolitano e Renzi


CHIETI. «Le motivazioni recepite del decreto impugnato (quello del commissariamento della Carichieti, ndr) non reggono, da sole o tra loro connesse, ad un esame di congruità e di corrispondenza ai dati reali, così come documentati ai ricorrenti, ed ai presupposti affermati»: è questa la conclusione del ricorso straordinario al presidente della Repubblica, presentato dall’ex presidente Mario Falconio e dai consiglieri Vincenzo Farina e Domenico Martino, che si va ad aggiungere ad analoghe iniziative del dg e di altri consiglieri contro il commissariamento della Carichieti.
Il ricorso, datato 10 dicembre, è a cura dello studio legale avvocato Domenico Martino e chiede l’annullamento – previa sospensione – del decreto di scioglimento delle cariche sociali emesso il 5 settembre scorso dal Ministro dell’Economia e di tutti gli atti precedenti e successivi della Banca d’Italia. 

I DUBBI SULLE VERE MOTIVAZIONI DEL PROVVEDIMENTO DI AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA
Infatti le motivazioni di questi provvedimenti «comunque non reggono ad un giudizio di gravità delle violazioni contestate nel significato di cui all’art. 70 del Testo unico bancario, ovvero di proporzionalità tra gli addebiti e l’estremo scioglimento degli organi di amministrazione e controllo della banca».
 Insomma, si legge nel lungo ricorso che è una vera e propria requisitoria punto per punto contro gli addebiti mossi per giustificare l’intervento a gamba tesa sulla Carichieti, «ciò avvalora il sospetto, ormai diffuso nell’opinione pubblica e che ci si augura infondato, che la Carichieti sia stata commissariata nella logica “dell’assorbimento” delle banche medio/piccole in gruppi bancari rispondenti a finalità di concentrazione, e non invece al fine, dichiarato, del ripristino di una gestione regolare. Da ciò il denunciato vizio di sviamento: si indica una finalità apparente e se ne persegue realmente un’altra».
 Senza dire – conclude il ricorso – che un provvedimento di sospensione farebbe l’interesse dei risparmiatori in quanto eviterebbe gli inevitabili effetti riduttivi dell’attività della banca nel territorio di riferimento. Infatti – e questa è una notizia importante – «proprio a causa del commissariamento, Carichieti non ha potuto partecipare al programma di rifinanziamento della Bce (cosiddetto Tltro) che avrebbe garantito fondi nell’ordine di 80/85 mln da destinare a nuove concessioni creditizie in favore delle piccole e medie imprese, nonché delle famiglie» nelle aree in cui opera la Banca e cioè la val Pescara e tutta la provincia di Chieti.

IL CONTENUTO DEL RICORSO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Il ricorso affronta tutti i punti – peraltro già condivisi con altre iniziative analoghe contro il commissariamento  – sulla mancata istruttoria del provvedimento da parte del ministro, dopo la proposta della Banca d’Italia, al possibile eccesso di potere e di violazione del principio di proporzionalità tra addebiti e commissariamento ed alla regolarità degli “incagli” (che sono in linea con quelli di tutto il sistema bancario italiano). Sottolineato poi l’errore di persona con il quale è stato ingiustamente penalizzato il dg Roberto Sbrolli (errore corretto solo dopo il decreto di commissariamento), ribadita l’assoluta mancanza di decisioni «opache e di influenze esterne al consesso» nell’attività creditizia che non presenta «persistenti lacune», la richiesta di fondo al presidente della repubblica è di farsi garante del principio che la legge è uguale per tutti. Di qui la richiesta che gli atti del commissariamento vengano annullati. Fin qui le 36 pagine del ricorso. Che lasciano però una sensazione sgradevole che ogni tanto si avverte nella vita quotidiana e cioè il rischio che le leggi possano essere stiracchiate.
Sebastiano Calella