I RISVOLTI

Mafia Capitale, la coop Cns taglia i ponti con Buzzi: anche in Abruzzo?

L’inchiesta romana e gli strascichi

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Mafia Capitale, la coop Cns taglia i ponti con Buzzi: anche in Abruzzo?

La sede di Cns

ABRUZZO. La reazione è di quelle a caldo, forse poco ragionata e di pancia ma è quella di chi pare non sospettasse tutto quello che la procura ha poi svelato e in fondo si sente un po’ tradito.
Il presidente del Consorzio nazionale servizi, Cns, di Bologna, Ugo De Francesco, è netto e -intervistato da Pagina99- non le manda a dire a Salvatore Buzzi.
Al giornale dice : «Sapevo che Buzzi era in carcere per aver ucciso il suo ex socio, ma credevo l’avesse fatto con una sedia, non con 34 coltellate. Quando si associò al Consorzio nel 1994 – De Francesco è presidente del Cns da giugno, n.d.R. – presentò tutte le carte in regola. Aveva ormai pagato il suo debito con la giustizia anche grazie alla fondazione della sua “29 Giugno”. Rischia di suonare quasi un elogio. Ma quello che vedo dai video dei carabinieri dei Ros – continua il presidente - mi fa vomitare! Perciò ho già revocato tutte le gare vinte dalle cooperative di Buzzi con il Cns. Non penso ai contenziosi!».
Non c’è spazio per le interpretazioni e così pare che già da qualche giorno il Cns non avrà più nulla a che fare con le cooperative di Salvatore Buzzi e di conseguenza anche con Formula Ambiente tra i cui soci figurano alcuni indagati nell’inchiesta Mafia Capitale.

Il Cns sembra abbia un fatturato di circa 11mln di euro che deriva dalla collaborazione con l’impero di Buzzi da circa 60mln di euro con un picco toccato proprio nel 2013 dopo dieci anni di continuo crescendo.
L’inchiesta e le intercettazioni sembrano dimostrare il metodo per far lievitare così il bilancio delle coop e tale metodo pare non abbia nulla a che fare con il merito.
De Francesco appare indignato e non sono ancora chiare le conseguenze della sua decisione annunciata. In Abruzzo ci sono alcuni appalti in corso e tra questi quello di cui si è parlato molto ultimamente: quello di Chieti dove il Cns ha vinto in Ati nel 2010 un appalto per la raccolta differenziata insieme alla srl abruzzese, Mantini, che poi nel 2013 cede un ramo di azienda per 93mila euro a Formula Ambiente detenuta da una serie di coop dell’universo Buzzi, ritenuto braccio destro di Massimo Carminati.
Ad inizio novembre la Giunta comunale di Chieti ha deliberato il pagamento di 2,4 mln di euro in più rispetto al capitolato di appalto per spese giudicate impreviste i cui calcoli però sono stati fortemente criticati e non risultano chiari.

Diversa è stata nei giorni scorsi la reazione del primo cittadino di Chieti, Umberto Di Primio, che ha convocato una conferenza stampa in risposta ad un articolo de Il Centro per respingere al mittente, «notizie infamanti e diffamatorie».
Di Primio ha spiegato che non «ci sono regali di Natale» fatti a nessuno e tantomeno a Formula Ambiente che Buzzi e gli altri non li ha mai conosciuti e che le carte ed i pareri sono stati predisposti dal dirigente del V settore, Giuseppe La Rovere, che ha dato parere favorevole alla delibera poi approvata dalla giunta di centrodestra.
Di Primio ha sparato a zero contro i giornali che avevano pubblicato «una mail riservata» dello stesso dirigente che illustrava nel dettaglio cifre e calcoli per determinare l’eventuale surplus da versare a Formula Ambiente.
Di Primio ha chiesto di fare chiarezza sulle ragioni che hanno determinato questa fuga di notizie.
In realtà dai documenti visionati da PrimaDaNoi.it il documento che attesta una cifra massima da pagare per il Comune di circa 880mila euro non è una mail ma un documento predisposto dal dirigente da protocollare e riporta cifre che sono in gran parte presenti anche su altri documenti inerenti l’appalto. Ad ogni modo su quel documento vengono illustrate cifre e calcoli evidentemente giudicati errati sia dallo stesso dirigente che infatti poi “certifica” la cifra di 2,4mln di euro che poi di conseguenza dalla giunta.

C’è anche da dire che manca allegato alla delibera il corrispettivo documento analitico “corretto” che spiega i vari importi che compongono il totale di 2,4mln di euro sborsati dalle casse comunali a Formula Ambiente.
Infine il Tg3 ha poi dato notizia di un comunicato ufficiale di Formula Ambiente nel quale la società avrebbe assicurato di aver tagliato i ponti con Buzzi già da parecchio tempo. Circostanza che non risulta però dalle carte. 

«E’ stato creato un inutile caso», ha detto il sindaco Di Primio, «da chi artatamente ha cercato di leggere le carte in modo non corretto. Oggi ho descritto cosa è successo con estrema chiarezza. Non infamiamo le persone per bene! Sono indignato per quanto scritto da qualcuno. Il Comune di Chieti non ha regalato niente a nessuno! Piuttosto ci sono consiglieri che non sanno leggere le carte! questa è l’assoluta verità.. E’ diffamatorio e offensivo l’assioma che qualcuno ha tentato di fare mettendo insieme vicende che nulla centrano l’una con l’altra. Ci si accusa di aver regalato 2,4 milioni a Formula Ambiente. Questo, purtroppo, è il tema offensivo utilizzato dai giornali. Non abbiamo regalato niente a nessuno! Abbiamo pagato meno di quanto ci era stato richiesto per servizi erogati per la città in questi anni. Abbiamo fatto in modo che chi verrà dopo non si trovi a pagare i debiti che devo pagare oggi io e devono pagare i cittadini di Chieti. Sono atti amministrativi, del dirigente, di una commissione tecnica che ha analizzato i servizi fatti, il valore degli stessi e ha valutato un punto di transazione su quegli importi tali da far risparmiare il Comune di quasi un milione di euro.. il resto è pura diffamazione».