L'INCHIESTA

Le Naiadi, Di Renzo: «la Regione ci deve 2 mln e noi ci ritroviamo la Procura in casa»

Presentata una istanza di fallimento ma il gestore si difende

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Le Naiadi, Di Renzo: «la Regione ci deve 2 mln e noi ci ritroviamo la Procura in casa»

PESCARA. Novità in casa Le Naiadi? La Regione sarebbe intenzionata a revocare la concessione a Progetto Sport e ad indire una nuova gara. Ma non solo: una istanza di fallimento rischia di mandare il gestore attuale con le gambe all’aria.
Non ci sta Luciano Di Renzo, titolare della concessione di Progetto Sport Srl dal 2009. E’ proprio lui a confermare l’ istanza di fallimento a carico della società, «pur in assenza di decreti ingiuntivi».
«Ritrovarci la Procura in casa non è quello che ci aspettavamo a seguito della richiesta di pagamento da parte della Regione Abruzzo di circa 2 milioni di euro –spiega Di Renzo – ma non ci spaventiamo: andremo avanti e qui nessuno fallirà come qualcuno si auspica per non pagare il debito e assegnare al altri la concessione. Ci difenderemo, è qui che abbiamo i nostri soldi, li abbiamo spesi qui e chi dice che vogliamo scappare deve spiegare perché dovremmo. Scappa chi ha intascato e ha i debiti, non chi, come la Progetto sport, ha invece speso in proprio e vanta crediti. Siamo di fronte all’esatto opposto di quanto viene diffuso ad arte. La Procura accerterà tutte le nostre ragioni, ne siamo certissimi, ed è un bene che sia subentrata un’entità super partes. Chi vuole prendere chiavi in mano 4milioni di lavori e dare ad altri la gestione, ce lo deve comunicare ufficialmente e deve almeno restituire il dovuto».
Di Renzo ha spiegato di aver chiesto più volte incontri con la Regione per avere risposte ma dopo «74 raccomandate e lettere» nessuno si sarebbe fatto sentire. Il centro sportivo è noto in tutta Italia, i suoi sono numeri da record: 347 sono gli addetti tra Pescara e Francavilla, 70 le entità fruitrici tra società e associazioni, 7.800 gli atleti che vi si recano.
«Anche dei silenzi», assicura l’amministratore, «chiederemo conto con azioni legali nelle sedi opportune, dove agiremo nei confronti di chi non ha ottemperato ai propri doveri di funzionario».

L’ACCORDO CON LA REGIONE
Secondo l’accordo stipulato tra Regione e gestore, la Progetto Sport è tenuta a versare un canone di 1.500 euro iva esclusa per 10 anni. Inoltre all’atto della stipula dell’accordo il gestore si è impegnato a realizzare lavori e opere di migliorie all’impianto per 663 mila euro. Sempre al gestore spetta la manutenzione ordinaria mentre la Regione di occupa della manutenzione straordinaria preventiva.
Ma a luglio 2012 Di Renzo presenta alla Regione il conto: ha effettuato migliorie, manutenzione ordinaria e straordinaria per 1,9 milioni di euro e fa sapere che per mettere in sicurezza il complesso servono altri 900 mila euro.
Il Commissario fa una relazione e vengono comunque certificati lavori effettuati per 1.994.316 euro: 1,4 milioni per la gestione straordinaria, 180 mila euro per quella ordinaria e 410 mila euro per migliorie oltre a 500 mila euro per l’acquisto di attrezzature e macchinari vari (macchine cardio fitness, impianti videosorveglianza, computer fotocopiatrici e softwere di gestione).
Proprio ieri in conferenza stampa di Renzo ha riordinato i conti della gestione 2009/2013 e snocciolato una serie di cifre: 2,9 milioni di euro di investimenti di cui 1,3 milioni di migliorie e 1,2 mln di manutenzione ordinaria: «la seconda spetta alla Regione Abruzzo proprietaria dell’immobile, come da codice civile».
Nei mesi scorsi il gestore del complesso ha citato l’Azienda di Soggiorno, la Regione Abruzzo e 3 dirigenti regionali a titolo personale, richiedendo il rimborso dei lavori di manutenzione straordinaria dallo stesso eseguiti tra il 2009 e il 2012, per l’importo di 734mila euro circa.
Ma nel costituirsi in giudizio presso il Tribunale di Pescara la Regione Abruzzo e i 3 dirigenti hanno addebitato ogni responsabilità all’Azienda di Soggiorno e al Commissario Liquidatore, il quale avrebbe gestito, secondo loro, male la questione.

«La stessa perizia della Regione», contesta Di Renzo, «riconosce un debito della stessa di 743mila euro più iva e rivalutazione per i lavori di messa in sicurezza eseguiti fino alla sola prima parte del 2012 e da allora è passato 1 anno e mezzo. E in più mette pure nero su bianco che lo statuto della concessione è stato rispettato. Il riferimento alla violazione dell’art. 3 è inesistente: l’uso del centro sportivo da parte delle Associazioni rientra a pieno titolo nella concessione».

LE UTENZE NON PAGATE
Le fatture dell’acqua e del gas non pagate, assicura il gestore, sono quelle specificatamente riferite al periodo in cui le tubature perdevano acqua calda e la Regione non autorizzava i lavori né li eseguiva. «Progetto Sport ha allora deciso di provvedere per fermare l’incessante aumento dei danni ma ha preteso che fosse la Regione a pagare lo sperpero consapevole di acqua e gas.
Si parla di 400 metri cubi di acqua al giorno e del gas necessario per scaldarla»
«Siamo vicini alle 347 famiglie che vivono del lavoro in questo centro Sportivo», ha commentato il vice sindaco del Comune di Pescara, Enzo Del Vecchio. «Faremo tutto quanto di nostra competenza come Comune e quanto in nostro potere per sollecitare la Regione ad un intervento immediato».
«Siamo testimoni in prima persona dell’impossibilità di comunicare con la Regione Abruzzo», ha confermato invece il direttore Confimi Abruzzo, Associazione datoriale regionale, Ernesto Petricca: «abbiamo trovato un vero e proprio muro, non c’è stato modo di sederci ad un tavolo. E’ incredibile come l’Istituzione pubblica continui a remare contro le Pmi, nonostante i continui impegni al pagamento dei crediti alle imprese e alla consapevolezza che il 98% delle imprese italiane sia composto proprio dalle piccole».