LA PROTESTA

Abruzzo, nuovi orari treni, pendolari marsicani delusi: «promesse non mantenute»

«Ci prendono in giro quotidianamente e con il sorriso in bocca»

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Abruzzo, nuovi orari treni, pendolari marsicani delusi: «promesse non mantenute»

ABRUZZO. Cambiano gli orari ferroviari, ma in Abruzzo nessun miglioramento del servizio cittadini, pendolari e associazioni dei consumatori, tutti aspettavano con interesse il nuovo orario ferroviario . C'erano molte promesse nell'aria, qualcuna doveva diventare realtà. Ma l'orario ferroviario in vigore da domenica scorsa non ha portato nessuno dei risultati sperati e promessi.
La delusione è fortissima, specialmente nei pendolari marsicani costretti a subire quello che definiscono «un furto di vita sempre più scandaloso» a causa del continuo aumento dei tempi di percorrenza dei treni tra casa e lavoro.
«Il dolcetto che ci hanno fatto “gustare” domenica è stato l’arrivo al binario 3 Piazzale Est (ex binario 25)», racconta Daniele Luciani, «e quindi siamo rientrati nell’ambito dei marciapiedi di Roma Tiburtina. Ma sicuramente anche qui ci saranno delle modifiche, non tanto per il deflusso verso la Metro, quanto per l’accesso ai binari 1-2-3 Piazzale Est. Perché per ora non hanno ancora messo i tornelli e quindi tutto è come prima, ma con le postazioni dei tornelli fisse che metteranno, per l’accesso bisognerà scendere dall’alto del forum della stazione, quindi andare dalla Metro al terzo livello, farsi tutto il forum di tiburtina, ammirare i negozi, e poi scendere sul marciapiede 3 Piazzale Est. Con un’ andatura normale dalla Metro ci vorranno dai 8-10 minuti. Per chi va di fretta si regoli di conseguenza».

Consultando però il nuovo orario, si nota che delle loro richieste di accesso a Roma Termini, nonostante le assicurazioni del ministro Lupi esattamente un anno fa, nulla è stato fatto. «A noi ci bendano gli occhi con roboanti protocolli d’intesa firmati ed esecutivi, se tutto va bene tra 12-18 mesi, mentre nell’immediato gli altri potranno godere dei privilegi a loro dati ed a noi negati. E’ uno schifo, ci prendono in giro quotidianamente e con il sorriso in bocca. Che vergogna», chiude Luciani.
«Noi sappiamo», commenta Federconsumatori, «che il nostro assessore-presidente è molto impegnato per le infrastrutture ferroviarie, e questo è bene. Ma gli effetti positivi derivanti dalle infrastrutture si vedranno fra anni. C'erano soluzioni che si potevano adottare subito : non costavano niente, e avrebbero portato vantaggi sia ai viaggiatori, sia al bilancio regionale. Soluzioni che si potevano realizzare a prescindere dalle infrastrutture, e non si capisce perché il cambio orario non abbia portato agli abruzzesi nessuna di queste semplici soluzioni».

Secondo l’associazione si poteva , per esempio, eliminare qualche fermata ai treni Pescara-Roma, per ridurre il tempo di percorrenza dalle attuali 4 ore alle 3 ore del 1970. Si poteva concretizzare l'impegno assunto dal Ministro Lupi di attestare almeno un treno dei pendolari marsicani nella stazione di Roma Termini ( per i treni dei pendolari abruzzesi l'ingresso a Roma Termini è proibito, mentre per i pendolari di Guidonia lo spazio per entrare a Roma Termini è stato trovato).
Si poteva dialogare, continua Federconsumatori, «con la Regione Lazio sia per consentire tracce orario più veloci per alcuni treni abruzzesi in ingresso-uscita da-a Roma; sia per sollecitare una soluzione meno svantaggiosa dell'attuale per gli incroci dei treni dei pendolari abruzzesi nel tratto Tivoli-Roma».
Inoltre si sperava in qualche collegamento con treni regionali tra Pescara e Foggia; collegamenti che sono stati disponibili per un secolo, e che solo negli ultimi anni sono stati cancellati, o si poteva intervenire per impedire di elimiare gli incroci le stazioni sulla Pescara-Roma proprio nella fase in cui si sta implementando il Controllo Traffico Centralizzato (CTC), e queste disabilitazioni produrranno danni notevoli sia al viaggio dei passeggeri, sia all'efficacia dell'investimento nel Trasporto Pubblico Locale.
«Si poteva sollecitare il Ministro dei Trasporti perché le popolazioni adriatiche non fossero più vessate da costi da Alta Velocità, pur disponendo solo della Bassa Velocità», insiste Federconsumatori. «Si poteva sostenere il tentativo della Sangritana di attivare treni regionali veloci tra Pescara e Bologna e Pescara e Bari. Si poteva riordinare (anche parzialmente) l'offerta ferroviaria regionale per migliorare la velocità commerciale dei nostri treni».