POLITICA E TASSE

Comune Pescara, Tasi e Tari: «incassati 15 milioni di euro»

L’assessore Sammassimo: «centrodestra rinunci alle indennità per risarcire danni causati»

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Comune Pescara, Tasi e Tari: «incassati 15 milioni di euro»

PESCARA. «La prima scadenza Tasi ha dato un risultato molto soddisfacente, siamo in linea con quanto previsto in bilancio, abbiamo riscosso circa 5,5 milioni di euro. Stessa soddisfazione possiamo manifestare per il contributo Tari, ad oggi le casse comunali vedono un accredito di circa 10 milioni di euro. Altro che flop».
E’ soddisfatta l’assessore Bruna Sammassimo per la prima ondata di pagamenti di tributi che ha investito nelle scorse settimane i cittadini di Pescara. Una situazione non facile per i contribuenti che si sono trovati a dover fronteggiare l’ultimo mese dell’anno con l’accavallarsi di diverse scadenze.
«Di questo dobbiamo ringraziare l’Amministrazione Mascia e tutto il centrodestra», sostiene Sammassimo, «per non aver provveduto nei tempi previsti a regolamentare la nuova tassa sui rifiuti e a curarne la relativa riscossione, facendo irresponsabilmente perdere ai contribuenti anche il vantaggio di una rateizzazione in tre soluzioni, come accadeva in passato».
Questa inadempienza, secondo l’assessore, non sarebbe casuale, ma studiata per evitare di richiedere le tasse nell’imminenza del voto, «cosa che avrebbe comportato una debacle elettorale al centrodestra».

Le casse comunali lasciate da Mascia al 16 giugno, ricorda il Comune in una nota, avevano «uno scoperto di Tesoreria di 26,5 milioni di euro; pagamenti da effettuare presso la Ragioneria per 32,3 milioni di euro; un disavanzo di amministrazione di 4,5 milioni di euro da coprire nel Bilancio 2014; somme vincolate utilizzate per spese correnti pari a 13,5 milioni di euro da coprire».
«Chi si è dimesso dell’ex Giunta per il mancato incasso della Tares, pari a 8 milioni di euro, mai sollecitati da gennaio 2014 ai cittadini?», chiede Sammassimo.  «Tutti bravi a fare i conti quando non si è più classe dirigente. Perché gli ex assessori che oggi ci insegnano come si dovrebbe governare, non hanno fatto nulla per riscuotere le tasse? Perché non si sono sottratti a brindare a opere mai completate, sapendo che non ci sarebbero state le coperture finanziarie?»
Da qui la proposta di Sammassimo, come «un atto concreto di coraggio a titolo di risarcimento morale verso la città per aver causato questa situazione»: «rinuncino alle indennità per tutta la durata del mandato, per evitare che la comunità paghi i pessimi amministratori del passato come pessimi controllori per il futuro.  Noi abbiamo tagliato le nostre indennità, facendo seguire alle parole fatti per cui, fra cinque anni, saremo giudicati dalla città».
Per il capogruppo di Forza Italia, Marcello Antonelli, i conti sulla Tari esposti da Sammassimo non tornano: «la Commissione Finanze di giovedì scorso ha dichiarato formalmente che l’incasso Tari ammonta a 6 milioni di euro, o i pescaresi nel fine settimana hanno versato i restanti 4 milioni oppure siamo ai numeri al lotto».
Sulla mancata copertura finanziaria dei Lavori Pubblici, invece, insiste Antonelli, sono dichiarazioni  «deliranti», ma «perfettamente in linea con la assoluta impreparazione dell’Assessore su questa e tante altre questioni».
«Una sola Amministrazione», sottolinea Antonelli, «era maestra nel realizzare Opere Pubbliche senza soldi e senza gare (vista l’enorme mole di debiti fuori bilancio riconosciuti e pagati negli ultimi cinque anni), quella di Luciano D’Alfonso che però era molto attenta anche alle assunzioni dei geometri».
Per quanto attiene, infine, alla rinuncia dei gettoni di presenza da parte degli esponenti dell’opposizione, «ci limitiamo a commentare che se non prova vergogna lei ad intascare l’indennità da assessore, nonostante dimostri palesemente, in ogni occasione, la sua assoluta impreparazione ed inadeguatezza rispetto alle strategiche deleghe che le sono state attribuite»