IL FATTO

Allevatore protesta sotto casa del presidente del Parco d’Abruzzo. Carraro: «non accetto intimidazione»

L’uomo chiede indennizzi per bovini e ovini ucci da lupi e orsi

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Allevatore protesta sotto casa del presidente del Parco d’Abruzzo. Carraro: «non accetto intimidazione»

PESCARA. Ieri mattina l’allevatore di Tagliacozzo, Giuseppe Tatangelo, ha messo in scena una protesta sotto casa, a Pescara, del direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise che ha accusato, in un cartello, di voler far scomparire gli allevatori dal Parco.
L’allevatore non è nuovo a proteste, anche eclatanti. Qualche anno fa si fece portare a spalla dai colleghi in una bara minacciando di darsi fuoco su un albero.
Una protesta forte e disperata affinchè venissero riconosciuti i mancati risarcimenti per i bovini e ovini uccisi da lupi e orsi. Qualche settimana dopo portò un vitello sbranato da canidi davanti agli uffici del Parco nazionale.
«Anche se siamo abituati alle ricorrenti proteste del Tatangelo che, non a caso, ha ricevuto un provvedimento amministrativo dell’autorità che gli impedisce di mettere piede a Pescasseroli », commenta Antonio Carraro, «la nuova protesta non può essere derubricata a episodio folcloristico e merita di essere chiarita».

Carraro assicura che nessuno vuole far scomparire gli allevatori: «la maggior parte di essi sa bene che grazie alla presenza del Parco riesce ad avere i rimborsi per danni da fauna selvatica con certezza e celerità, al contrario di quanto accade nei territori non ricadenti nella nostra area di competenza. Abbiamo un sereno rapporto con la maggior parte degli allevatori con i quali esiste un confronto continuo. Quelli rispettosi delle regole sono benvenuti perché aiutano l’Ente a presidiare il territorio e a realizzare attività compatibili con la conservazione in tutte le aree nelle quali è possibile. Il signor Tatangelo non è tecnicamente un allevatore del Parco in quanto l’attività della signora Fiorella Silo, intestataria dell’allevamento, si svolge al di fuori del territorio del Parco. Le predazioni da fauna selvatica denunciate dall’allevamento della Silo si riferiscono tutte ai Comuni di Trasacco, Ortucchio e Collelongo che, notoriamente, non sono nel Parco d’Abruzzo ma hanno parte del territorio in Zona di Protezione esterna».
Il presidente del Parco, qualche tempo dopo il suo insediamento, ha incontrato Tatangelo impegnandosi a garantire i pagamenti degli indennizzi per i quali la signora Silo, a norma del regolamento, aveva diritto: «ha ricevuto come indennizzo per danni da Lupo e da Orso accertati nella zona di protezione esterna del Parco la somma di euro 13.200 euro nell’anno 2012, la somma di euro 12.300 nell’anno 2013 e oltre 10.000 nell’anno 2014 non ancora concluso. I mancati risarcimenti lamentati dal Tatangelo si riferiscono a predazioni avvenute fuori della zona di protezione esterna, a predazioni in territori nei quali, in assenza di una regolare autorizzazione, il pascolo è da considerarsi abusivo e, infine, a presunte predazioni da lupo e da orso che il personale del Parco non ritiene tali».

«Al di là dei chiarimenti ritengo gravissimo – afferma Antonio Carrara, Presidente del Parco - che in un paese civile funzionari pubblici, che provano a fare solo il proprio dovere, ricevano pressioni nella sfera delle proprie abitazioni con comportamenti che assumono il carattere dell’intimidazione, minando la serenità e la tranquillità di contesti familiari. Tra le tante forme di tutela dei cittadini non è prevista la pressione e l’intimidazione dei funzionari pubblici che devono poter svolgere il proprio lavoro in tranquillità e coscienza. Mi aspetto che il prefetto e le forze dell’ordine intervengano per evitare che si ripetano simili episodi».