LA SENTENZA

L’Aquila. Crollo con 9 morti: il palazzo era costruito male ma gli imputati erano quelli sbagliati

Tutti assolti gli imputati per il crollo del condominio al 79 di via XX Settembre

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L’Aquila. Crollo con 9 morti: il palazzo era costruito male ma gli imputati erano quelli sbagliati

Fabio Picuti

L’AQUILA. Il giudice monocratico del Tribunale dell'Aquila, Giuseppe Grieco, ha assolto ieri sera con la formula «per non aver commesso il fatto» i cinque imputati per il crollo, causato dal sisma del 6 aprile 2009, del condominio al civico 79 di via XX Settembre nel quale morirono nove persone. 
Sotto processo con l'accusa di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e lesioni gravi erano finiti i costruttori Francesco Laurini, 58 anni, di Magliano dei Marsi (L'Aquila) coamministratore della societa' 'Belvedere' proprietaria e committente dei lavori di un fabbricato vicino a quello crollato in via Persichetti, Armido Frezza, 67 anni, aquilano, socio di Laurini, ex presidente dell'Ance e impegnato nella ricostruzione, Diego Scoccia, 59 anni, di Rocca di Mezzo (L'Aquila) progettista e direttore dei lavori, Pietro Paoloni, 60 anni, di Rocca di Mezzo, anche lui progettista architettonico e direttore dei lavori e infine Enrico De Cristofaro, 59 anni, di Avezzano (L'Aquila), collaudatore statico. 
In realtà in fase di indagini preliminari il pm Fabio Picuti aveva individuato responsabilità in capo ai progettisti e realizzatori dell'edificio poi crollato, tutti morti però nel corso degli anni. L'intera istruttoria dibattimentale è stata caratterizzata dalla "battaglia" legale tra parti civili e difese in relazione all'interazione che il nuovo fabbricato Belvedere, sorto accanto a quello preesistente di via XX Settembre civico 79, avrebbe avuto a causa del terremoto, aggravando la situazione sull'edificio crollato. 
La svolta c'è stata nella scorsa udienza nella quale i periti del giudice hanno puntato il dito contro il vecchio edificio (per i periti non poteva avere l'abitabilità perchè realizzato in 'maniera temeraria') convincendo il pm Picuti a chiedere l'assoluzione per i cinque imputati legati all’edificio nuovo. 
Il palazzo poi crollato, sempre secondo i periti del giudice, era stato realizzato malissimo circa 50 anni fa e sarebbe crollato comunque in quanto vulnerabile in relazione alla progettazione, alla forma e per il cemento che, a causa degli anni, si era deteriorato.
 Nella precedente udienza, i due consulenti hanno rappresentato due diversi scenari sulle cause del crollo ma, al di là dei dubbi che su questa tragedia ci saranno sempre, le lacune costruttive di quell'edificio (progettisti ed esecutori sono deceduti da molti anni) sembrano essere l'elemento che più degli altri ha influito sulla sentenza. Le parti civili hanno annunciato di ricorrere in appello. Nell’ultima udienza che si è tenuta ieri proprio le parti civili avevano richiesto la revocazione della perizia a causa di parti incomplete e poco chiare o, in subordine, l'integrazione della stessa o, infine, la condanna civile degli imputati.