LA PROTESTA

Unificazioni Camere Commercio, Taffo: «basta con stillicidio»

«Si decida prima di perdere potere decisionale»

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Unificazioni Camere Commercio, Taffo: «basta con stillicidio»
ABRUZZO. Confartigianato Abruzzo chiede che gli enti camerali d'Abruzzo decidano la loro unificazione, prima di perdere il proprio potere decisionale.
«Non importa con chi, ma Chieti, Pescara, Teramo e L'Aquila devono operare affinché nella nostra regione vi siano almeno due Camere». E' questo il pensiero espresso da Angelo Taffo, presidente di Confartigianato Abruzzo, nella conferenza stampa, svoltasi stamane, nella nuova sede della Federazione Regionale di Confartigianato, in via Paolucci a Pescara.
«Occorre umiltà per far sì che la fusione resti all'interno dell'Abruzzo: imprevedibili gli esiti di un commissariamento».
Alla domanda su quali accorpamenti siano più opportuni, Angelo Taffo ritiene più logica quella di Chieti - Pescara e L'Aquila, con Teramo: «Chieti e Pescara- spiega il presidente di Confartigianato Abruzzo- insieme rappresentano gli interessi di 95 mila aziende, ben oltre il limite che la nuova legge impone per ogni ente camerale, che è di almeno 80 mila aziende».
Tuttavia, nella conferenza stampa Confartigianato ha ribadito che non è interessata a quale tipo di matrimonio si potrà combinare (se Teramo con Chieti, o L'Aquila con Pescara, tanto per fare un esempio ) quel che importa, invece, è che si faccia davvero in fretta, prima della fatidica data del 27 febbraio.
Confartigianato Abruzzo ritiene che al momento, all'interno delle Camere di Commercio «stia succedendo ben poco. E' chiaro-così Angelo Taffo-che quando si va a toccare qualsiasi tipo di equilibrio, ci siano mal di pacia e scontenti. Confartigianato Abruzzo sta cercando di far comprendere, con umiltà, le conseguenze di una mancata applicazione della nuova normativa, della quale sembra che non vi sia ancora consapevolezza piena. Se ancora si continua ad andare avanti con questo stillicidio, a Roma potrebbero prendere decisioni al posto nostro, che conosciamo il nostro territorio e le necessità delle aziende che vi operano. Non deve accadere».