L'IMPREVISTO

Rifiuti Chieti, la giunta Di Primio spiegherà perché ha liquidato 2,4mln in più alla coop di Buzzi

Giovedì il primo cittadino ha deciso di chiarire le tante incongruenze dietro l’appalto

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Umberto Di Primio

Umberto Di Primio

CHIETI. Non sarà mercoledì ma giovedì l’appuntamento che il sindaco Umberto Di Primio ha dato alla stampa per spiegare come e perché la sua giunta ha deciso di pagare 2,4mln di euro in più per il servizio appaltato nel 2010 all’Ati Cns/Mantini per la differenziata.
Nel dicembre 2013, però, Mantini ha venduto un ramo d’azienda a Formula Ambiente che è la coop che vede tra i suoi componenti alcuni indagati eccellenti dell’inchiesta Mafia Capitale. Tra questi uno dei soci principali, Salvatore Buzzi, considerato il prestanome e braccio destro del criminale nero, Massimo Carminati.
Una miriade di coop sono anche dentro Cns (Consorzio Nazionale Servizi) e tra queste c’è pure la 29 giugno di Salvatore Buzzi che è proprietario dunque oltre che di quote di Formula Ambiente anche di Cns insieme a tanti altri.
Al sindaco Di Primio non è piaciuto un articolo di un paio di giorni fa del quotidiano Il Centro che ha scritto dei 2,4 mln di euro, di incongruenze e dei personaggi coinvolti a Roma e per questo ha convocato -tra gli strali- una conferenza stampa prima per mercoledì, spostata poi a giovedì.
Erano piaciuti di più, evidentemente, gli articoli di PrimaDaNoi.it sulla vicenda pubblicati ben prima dello scandalo romano che, ad ora, non ha riverberi di nessun tipo sulle vicende chietine se non, magari, invogliare a maggiore attenzione e chiarezza.
In realtà di chiarezza finora ce n’è stata molto poca e per quanto indulgenti si possa essere non si può non ammettere qualche errore, magari di calcolo o di distrazione, nel computo delle cifre.

A voler essere cattivi, invece, ci sono tutti gli elementi per sospettare il gioco scorretto delle coop.
Il tutto si evince dalla sola lettura delle carte scritte con chiarezza ed in un italiano semplice  e dunque comprensibile a tutti. Non ci sono dietrologie o «illazioni», come pure ha tuonato il sindaco, ma solo incongruenze nelle carte del Comune.  
Nella vicenda, come già spiegato nei giorni scorsi da PrimaDaNoi.it, rientra –tra le altre- anche una voce di costo “imprevista” generata da una serie di mastelli consegnati a circa 8mila utenti in più, non censiti secondo Formula Ambiente. Ma questa affermazione non è suffragata da alcuna documentazione, anzi il dirigente comunale parla esplicitamente di dichiarazioni senza riscontri. Secondo la coop di Buzzi sarebbero stati scovati di fatto 8mila cittadini morosi ed evasori totali, cosa che non risulta invece dai ruoli delle bollette di Teate Servizi. Dunque qualcuno bara. Chi?
Scrive il dirigente del VII settore Giuseppe La Rovere: «Nonostante le numerose richieste l’Ati non è stata mai in grado di indicare i nominativi dei soggetti cui sono stati consegnati i mastelli per cui la stessa non è stata in grado di dimostrare il numero di mastelli consegnati  secondo le prescrizioni . Non è quindi possibile verificare se i 26mila mastelli dichiarati come consegnati dall’Ati siano stati effettivamente consegnati a 26mila famiglie e soggetti imponibili ai fini Tari o siano stati consegnati ad un numero di soggetti diversi».
Ora è successo che, invece di saltare sulla sedia e fermare tutto, magari fare la voce grossa, la giunta Di Primio -pur scorporando quella singola voce così sospetta- liquida tutto il resto.
Un altro sindaco, magari, si sarebbe alzato e avrebbe preteso magari più rispetto e magari “professionalità” fermando un presunto tentativo di lucro senza alcuna pezza d’appoggio.
Anche i bambini sanno che per far sborsare un centesimo ad una pubblica amministrazione c’è bisogno di una montagna di carte. Formula Ambiente, invece, non produce nulla, eppure ha centinaia di appalti in altrettanti comuni italiani. Fa sempre così?
 
Di incongruenze ce ne sono anche altre che saranno spiegate di sicuro da Di Primio ed i suoi.
La più grande rimane tuttavia il calcolo dello stesso dirigente che nel documento nel quale “bacchetta” Formula Ambiente (partite da una richiesta di 3,1 mln di euro in più) elabora la cifra “reale” dell’eventuale debito imprevisto del Comune.
Secondo il dirigente La Rovere il Comune dovrebbe versare alla coop 887.261,09 euro. Il 5 novembre 2014, però, la giunta Di Primio con una delibera liquida all’Ati 2,4 mln di euro con il parere positivo dello stesso dirigente.
Come mai nella delibera approvata non vi sia traccia degli 887mila euro calcolati dal dirigente è una delle spiegazioni che si richiedono alla giunta.
   
Sta di fatto che il dirigente calcolava 455mila euro per sovvalli, 368mila euro per organico e 1,1 mln di euro per la squadra di pulizia a terra. A questa cifra, per un totale di 1,8mln di euro, bisognava detrarre i minori oneri per l’Ati connessi con il ritardo dell’avvio del porta a porta pari a 954mila euro.
Alla fine della fiera il dirigente nelle sue «conclusioni» scriveva: «a conclusione della presente e sulla base di quanto esposto il debito complessivo riconoscibile a favore dell’Ati è pari a 887.261,09 euro. Detti importi si riferiscono solo alle prestazioni non previste in capitolato e sono quindi al netto degli importi variabili (premialità ecotassa) previsti in ambito del capitolato».
   
Una storia che sicuramente sarà chiarita dalla giunta Di Primio affinchè si possa smettere di parlare di “regalo di Natale” alla coop che ha tra i componenti del consiglio di amministrazione e soci, persone da una parte accusati di reati gravissimi come quello associativo e di mafia e che, dall’altra, dalle intercettazioni telefoniche sembrano avere una spiccata predilezione per la corruzione. Anche per questo tutti gli appalti del Comune di Roma saranno vagliati «attentamente» per evitare che rimangano dubbi di sorta. Cosa che dovrebbe fare anche il Comune di Chieti.
In attesa di avere le risposte dal sindaco e dalla giunta, lasciamo qui un promemoria delle nostre domande…

LE DOMANDE

  1. Sindaco come spiega che la richiesta iniziale dell’Ati era di 3.100.000 e la transazione poi si chiude a 2.400.000,00, considerando che le prestazioni non incluse nella cifra ammontano dai calcoli che si evincono dai carteggi a circa 1.600.000?
  2. È stata mai chiesta formalmente l’autorizzazione per l’impianto di compostaggio che l’Ati aveva l’obbligo di realizzare poiché inserito nella gara di appalto?
  3.  Le prestazioni offerte gratuitamente in sede di gara sono state tutte regolarmente effettuate? Si parlava di 1% del canone annuo da spendere in pubblicità per la differenziata, la raccolta dell’olio esausto con taniche  per ogni utenza, prestazioni gratuite di manodopera per circa 8000 ore annue…
  4. Il porta a porta non poteva prevedere la raccolta separata del vetro così da non creare tutto il sovvallo poi accertato?
  5. Si è poi parlato anche di una certa “indisciplina” dei cittadini che di fatto avrebbero creato più sovvallo e dunque i maggiori costi. A fronte di questo c’è un regolamento preciso che non è stato rispettato. Il Comune ha provveduto a sanzionare i cittadini che non hanno rispettato le regole di conferimento?
  6. Il centro raccolta di via Aterno perché è ancora chiuso e non è a servizio dei cittadini come previsto dal contratto ?
  7. Come da verbale del maggio 2012 sono state fatte le analisi merceologiche per verificare le impurità , ogni 15 giorni così come stabilito nel verbale stesso?
  8. Come mai il computo finale del dirigente La Rovere che attestava l’esborso a 887mila euro non è citato in delibera ed è stato ignorato?
  9. Sindaco lei è proprio sicuro che tali spese in più non si potevano evitare in nessun modo?
  10. Lei e la sua giunta ha qualcosa da rimproverarsi nella gestione di questo appalto/servizio?
  11. Che cosa dice ai cittadini circa il fatto che anche in conseguenza di questo pasticcio le tasse sui rifiuti non scenderanno?
  12. Quali sono stati gli interlocutori che l’Ati ha delegato per dialogare con il Comune  di Chieti?