NORME DA MARCIAPIEDE

Prostituzione, le ordinanze comunali sono un bluff

Maragno è solo l'ultimo sindaco che firma i "divieti di contrattazione" ma nulla è cambiato

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Prostituzione, le ordinanze comunali sono un bluff

MONTESILVANO. Quali effetti benefici produrrà la nuova ordinanza anti prostituzione del sindaco Francesco Maragno?
Il primo cittadino ha firmato il documento trovandosi praticamente costretto a coprire un ‘vuoto’. Che quello della prostituzione stradale sia una delle piaghe della città è ovvio ma l’ultima ordinanza che vietava agli automobilisti di avvicinarsi alle lucciole per contrattare una prestazione sessuale, pena una multa fino a 500 euro, risale all’aprile del 2013.
A novembre 2011 un provvedimento simile venne firmato anche dall’ex sindaco Pasquale Cordoma che andava a sostituire la più celebre ordinanza del 2008 di cui ci sono ancora tracce in città: ovvero sui cartelli stradali che riportano il divieto citando proprio il documento di 6 anni fa, ormai non più valido. 

Anche in quel caso l'ordinanza prevedeva una sanzione fino a 500 euro per i clienti e una di minore entità per le prostitute: non solo nelle casse del Comune è entrato molto poco ma il problema non è stato debellato e si trascina di anno in anno, sempre uguale a se stesso, con decine di donne ogni 200 metri, d’inverno come d’estate, nelle zone più isolate come quelle frequentate dal passeggio di famiglie ed anziani, fuori ai ristoranti e sotto ai balconi della abitazioni private.
Un problema amministrativo ma anche sociale che è vecchio quanto l'uomo e che di certo questo tipo di contromisure più che blande non riuscirà nemmeno a scalfire.  
Dal 2008 al 2010 sono state fatte 408 multe alle prostitute ma nessuna di queste  ha pagato. Dal Comune sono partite 67 ingiunzioni di pagamento alle "peripatetiche" ma, anche in questo caso, nessuna ha risposto all'invito di pagare. Il risultato? 126.072 euro mai riscossi.
Che cosa si è fatto per recuperare la cifra utile per asfaltare strade o ristrutturare e rendere confrotevoli scuole o luoghi pubblici?
Va meglio con i clienti, quando non decidono di impugnare il provvedimento davanti al giudice. 

E proprio i giudici hanno stabilito che questa tipologia di ordinanza per essere valida debba essere ‘straordinaria’ e limitata nel tempo. L’ultima di Maragno, infatti, ha validità solo dal 3 dicembre al 31 dicembre: un tecnicismo necessario per non renderla nulla. Se così è deciso... vorrà dire che persio la giustizia impedisce di fatto la risoluzione del problema anche di ordine pubblico di sicurezza se non di criminalità vera e propria.
 Intanto mentre Maragno informa del provvedimento Questura, Carabinieri, Finanza e Municipale, l’ex sindaco Attilio Di Mattia si chiede come si farà a far rispettare l’ordinanza dal momento che non c’è il turno notturno dei vigili urbani. «La risposta non ve lo do io», ha scritto Di Mattia su Facebook, «ma ve la daranno i fatti quando a Maggio continueremo a vedere le prostitute per strada perché i "consumatori di sesso a pagamento" continueranno a transitare per Montesilvano per il solito Puttan Tour».

Proprio Di Mattia nel corso del suo mandato aveva fatto discutere (ed aveva partecipato anche a trasmissioni di Barbara d’Urso) per le iniziative dei box del sesso o parcheggi dell’amore sul modello della città di Zurigo.
 Secondo l’ex sindaco, infatti, il problema della prostituzione poteva essere arginato così. Ma anche lui nel 2013 firmò un ordinanza anti prostitute con la quale istituiva il divieto «su tutto il territorio comunale, a conducenti e passeggeri di mezzi di trasporto, di contrattare prestazioni sessuali e intrattenersi, anche solo per chiedere informazioni, con persone che esercitano attivita' di meretricio su strade in prossimita' di abitazioni, spazi e luoghi pubblici e demaniali o aperti al pubblico'».
In pratica la stessa ordinanza di oggi.

Funzionerà questa volta?