LA MATASSA

Ricorso Tre Gemme: «i danni li paghino Del Vecchio, Alessandrini & Company»

Comune condannato a versare 14 mila euro

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COMUNE PESCARA
PESCARA. Il TAR di Pescara, nell'udienza del 6 novembre scorso ha esaminato il ricorso presentato dalla società Tre Gemme volto a ottenere il risarcimento dei danni subiti a causa del ritardo con cui il Comune di Pescara ha riscontrato la richiesta di permesso di costruire presentata nel marzo del 2012 sull'area dell'ex Consorzio Agrario in via del Circuito.
L’istanza era stata presentata ai sensi del Decreto Sviluppo e sul palese ritardo del Comune il TAR, con sentenza del 2 dicembre 2013, aveva ordinato al Dirigente del SUE di concludere il procedimento mediante l'adozione di un provvedimento espresso entro i successivi 60 gg., cosa che avvenne nel gennaio 2014.
La vicenda si era trascinata per oltre 10 mesi in Consiglio Comunale con ben 15 sedute nel corso delle quali i rappresentanti dell'allora opposizione di centrosinistra, Del Vecchio in testa e Alessandrini, presentarono decine di pregiudiziali e sospensive per impedire all'organo di esprimersi sul progetto presentato.

Ora il Tar ha condannato il Comune al pagamento di 14 mila euro, tra danni e spese legali, nonostante l'avvocatura avesse rappresentato l'assenza di colpa da parte degli uffici amministrativi che avevano da tempo predisposto tutti gli atti e che il ritardo nella conclusione del procedimento era stato in realtà determinato dall'organo politico (Consiglio Comunale) che aveva più volte rimandato l'esame della pratica.
«Proprio su questo aspetto», sottolinea il capogruppo di Forza Italia, Marcello Antonelli, «si è concentrato il Giudice Amministrativo che ha sanzionato, di fatto, il Comune non facendo riferimento solo agli apparati burocratici, ma anche agli organi politici in quanto soggetti attivi all’interno del procedimento. Un segnale importante per chi pensa che la politica possa permettersi di fare tutto e il suo contrario»

«Giova ricordare», insiste Antonelli, «i ripetuti appelli del sottoscritto, all'epoca assessore all'Edilizia, affinché il Consiglio fosse messo nelle condizioni di potersi esprimere nel rispetto della legge, ma Del Vecchio & C. insistettero nello sciagurato e insensato atteggiamento ostruzionistico presentando questioni pregiudiziali in continuazione proprio per impedire all'Assemblea di adempiere ad un suo obbligo preciso. Le iniziative dell'opposizione erano tese, in sostanza, a costringere il Consiglio a violare la legge, straordinario esempio di attenzione alla legalità e di tutela dell'interesse pubblico».
Ora bisognerà pagare i danni: «ritengo che sia assolutamente inaccettabile», commenta Antonelli, «che a farsene carico siano i cittadini pescaresi con le proprie tasse. Mi farò personalmente parte attiva per segnalare alla Corte dei Conti i responsabili di questo pastrocchio, ancora una volta dannoso per la città e l'obiettivo non può che essere uno solo: cari Del Vecchio, Alessandrini e compagnia bella, adesso pagate voi».

DEL VECCHIO: «ERRORI E STRAFALCIONI DELLA VECCHIA GIUNTA»
«Con il pronunciamento del Tar, il Comune è chiamato a risarcire una cifra che si sarebbe potuta evitare se non fossero stati compiuti errori e strafalcioni da parte dell’ex Amministrazione di centrodestra sul progetto della società Tre Gemme», replica ‘attuale vice sindaco Enzo Del Vecchio.
«Una richiesta di costruire avanzata nel 2012, diventata una delibera che conteneva palesi incongruenze, fra cui la possibilità di procedere nella concessione di cambi di destinazione d’uso in assenza di adeguato corrispettivo economico nei confronti del Comune per le plusvalenze che l’Ente era chiamato ad autorizzare». 
«Un vulnus tanto grande nella gestione della politica urbanistica cittadina», insiste Del Vecchio, «che lo stesso assessore Marcello Antonelli che l’aveva proposta, nel luglio del 2013 dovette ritirare la delibera. Un ritiro che non nascondeva, peraltro, possibili elementi di conflitto con consiglieri del centrodestra. Non basta: a dicembre dello stesso anno il Tar nell’esortare l’Amministrazione a procedere, con la sentenza 853/2013 di fatto boccia la procedura adottata dall’ex esecutivo, perché, si legge testualmente, non “risulta sia stato previsto alcuna disposizione relativamente ai permessi di costruire in deroga” e dice espressamente che il procedimento avrebbe richiesto una modifica dello strumento urbanistico che non si poteva attuare al di fuori del Consiglio Comunale, come avrebbe voluto l’ex maggioranza per “risparmiare tempo”».
«Parliamo dello stesso Marcello Antonelli», chiude Del Vecchio, «che per gettare altro fumo negli occhi della città progetta di denunciare i responsabili del ritardo nella procedura e della condanna del Comune a pagare la ditta da parte del Tar».
DEL VECCHIO: «ERRORI E STRAFALCIONI DELLA VECCHIA GIUNTA»
«Con il pronunciamento del Tar, il Comune è chiamato a risarcire una cifra che si sarebbe potuta evitare se non fossero stati compiuti errori e strafalcioni da parte dell’ex Amministrazione di centrodestra sul progetto della società Tre Gemme», replica ‘attuale vice sindaco Enzo Del Vecchio.«Una richiesta di costruire avanzata nel 2012, diventata una delibera che conteneva palesi incongruenze, fra cui la possibilità di procedere nella concessione di cambi di destinazione d’uso in assenza di adeguato corrispettivo economico nei confronti del Comune per le plusvalenze che l’Ente era chiamato ad autorizzare». «Un vulnus tanto grande nella gestione della politica urbanistica cittadina», insiste Del Vecchio, «che lo stesso assessore Marcello Antonelli che l’aveva proposta, nel luglio del 2013 dovette ritirare la delibera. Un ritiro che non nascondeva, peraltro, possibili elementi di conflitto con consiglieri del centrodestra. Non basta: a dicembre dello stesso anno il Tar nell’esortare l’Amministrazione a procedere, con la sentenza 853/2013 di fatto boccia la procedura adottata dall’ex esecutivo, perché, si legge testualmente, non “risulta sia stato previsto alcuna disposizione relativamente ai permessi di costruire in deroga” e dice espressamente che il procedimento avrebbe richiesto una modifica dello strumento urbanistico che non si poteva attuare al di fuori del Consiglio Comunale, come avrebbe voluto l’ex maggioranza per “risparmiare tempo”».«Parliamo dello stesso Marcello Antonelli», chiude Del Vecchio, «che per gettare altro fumo negli occhi della città progetta di denunciare i responsabili del ritardo nella procedura e della condanna del Comune a pagare la ditta da parte del Tar».