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Meteo Abruzzo: irruzione artica, arriva l'inverno

Novembre mese dei record: «il più caldo dal 1800 ad oggi»

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Meteo Abruzzo: irruzione artica, arriva l'inverno

ABRUZZO. Arriva l'inverno. Venti freschi orientali stanno iniziando a pulire il cielo sulle regioni settentrionali, ma la vera irruzione del freddo si è avuta la notte scorsa.
Un nocciolo d'aria fredda, come conferma IlMeteo.it dal Nord Europa è entrato in Italia passando per la Francia.
Questa discesa fredda richiamerà venti orientali anche moderati o forti che inizieranno a far diminuire le temperature, ma anche creerà una veloce bassa pressione nei pressi del Mar Ligure che porterà a un intenso peggioramento su Liguria, Piemonte meridionale e Lombardia.
Nelle prossime ore il nucleo freddo raggiungerà la Sardegna e punterà verso la Tunisia, conferma Giovanni De Palma di Abruzzo Meteo, e verso il cuore del Mediterraneo, favorendo la formazione di un minimo depressionario a cui sarà associato un deciso rinforzo dei venti dai quadranti nord-orientali anche sulla nostra Regione. Venti che favoriranno un deciso aumento del moto ondoso e una generale diminuzione delle temperature con fenomeni di instabilità sul settore orientale dell’Abruzzo e sui rilievi dove, con il calo delle temperature, tornerà la neve intorno ai 900-1000 metri ma, localmente, anche a quote lievemente inferiori.

«Si tratterà di un peggioramento piuttosto veloce», sottolinea De Palma, «a cui farà seguito un progressivo miglioramento del tempo a partire da mercoledì sera e nella giornata di giovedì, a causa della rimonta di un promontorio di alta pressione sul Mediterraneo centro-occidentale che, alla base dei dati attuali, favorirà condizioni di tempo stabile almeno fino a domenica».
Nella giornata di oggi, intanto, si prevedono condizioni iniziali di cielo nuvoloso o molto nuvoloso con annuvolamenti più consistenti sul settore centro-orientale, dove sono attese precipitazioni, nevose intorno ai 1200-1300 metri, in graduale calo intorno ai 900-1000 metri soprattutto nella seconda metà della giornata. Non si escludono nevicate localmente a quote lievemente inferiori, specie sulle zone montuose che si affacciano sul versante adriatico. Atteso un generale rinforzo dei venti di bora con deciso aumento del moto ondoso, specie dal pomeriggio-sera.

NOVEMBRE DA RECORD
E il freddo arriva dopo un novembre da record, il più caldo dal 1800 ad oggi, con temperature fino a 3,3 gradi sopra la media rispetto a quelle registrate nel periodo compreso fra il 1971 e il 2000.
Un primato che 'trascina' anche quello dell'2014 come anno più caldo, con temperature di 1,4 gradi sopra la media, tanto da battere il 2003 e la sua memorabile estate torrida. E' il quadro che emerge dai dati elaborati dall'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Isac-Cnr) a chiusura dell'anno meteorologico 2014 (dicembre 2013 - novembre 2014).
«Il 2014 si colloca fra i dieci anni più caldi successivi al 1800 e il fatto che, di questi, 9 su 10 siano successivi al 2000 è indicativo di un cambiamento climatico», osserva uno degli autori della ricerca, Michele Brunetti, responsabile del Gruppi di Climatologia Storica dell'Isac-Cnr.
A spingere il 2014 al primo posto della classifica degli anni più caldi non è stata però l'estate, piuttosto fresca, ma sono stati l'inverno (con quasi due gradi sopra la media, secondo solo all'inverno 2006-2007) e l'autunno (il più caldo di sempre con +2,1 sopra la media).
«L'inverno 2014 è stato il più caldo e piovoso, soprattutto nel Nord, seguito da un'estate fresca e piovosa», rileva l'esperto. «Non ci sono infatti state irruzioni di aria calda dal Nord Africa, soprattutto in luglio». 

L'autunno, poi, è stato «estremamente piovoso soprattutto nel Nord Italia, dove in alcune zone soltanto in novembre sono caduti fino a 1.000 millimetri di pioggia». I dati indicano infatti che il novembre 2014 si afferma come il quarto mese di novembre più piovoso dal 1926, con piogge del 74% più abbondanti rispetto alla media. Nel Nord è piovuto il triplo del normale, con picchi di oltre 5 volte la media in alcune zone del Nord-Ovest. In generale l'intero anno è stato particolarmente piovoso per l'Italia settentrionale: con il 34% di precipitazioni in più rispetto alla media, è stato l'anno più piovoso dal 1960.
L'inverno, in particolare, ha fatto registrare oltre il doppio delle precipitazioni tipiche della stagione (2,3 volte superiori alla media), seguito da autunno (+30%) ed estate (+30%). «Non ci sono dati, ma è probabile che il 2014 sia stato anche particolarmente nuvoloso», aggiunge infine Brunetti. «Le giornate serene sono state poche e le nuvole hanno fatto riscontrare le anomalie maggiori nelle minime registrate nella notte».


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