OMICIDIO

Aquilano ucciso a Birmingham, ancora incerta data rimpatrio salma

Sospettato di omicidio il coinquilino italiano rinchiuso in un centro psichiatrico

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Aquilano ucciso a Birmingham, ancora incerta data rimpatrio salma

L'AQUILA. Il 21enne aquilano Francesco Leccese, ucciso a coltellate il 18 novembre scorso a Birmingham, dove lavorava come croupier, sarebbe stato colpito mentre era nel letto.
Dopo aver tentato la fuga, sarebbe stato finito vicino alla porta della casa dal presunto omicida, Alberto Casiroli, 20 anni, giovane originario di Lissone (Monza), con il quale divideva l'appartamento insieme a un altro connazionale, testimone del fatto di sangue.
La ricostruzione emerge da ambienti vicini alla famiglia del giovane aquilano.
Intanto non si sa ancora quando la salma sarà rimpatriata e quando potranno svolgersi i funerali. È in forse persino che la riconsegna avvenga entro Natale. L'autopsia ha confermato la causa del decesso, per «ferite da accoltellamento», come si legge sul referto. La polizia delle West Midlands ha detto che il caso è stato aggiornato a gennaio.
Il ritardo del ritorno a casa della salma è dovuto alle difficoltà nelle indagini che, tra le altre cose, hanno richiesto la necessità di una seconda autopsia: in questo senso, secondo quanto si è appreso, il presunto omicida è ancora ricoverato in un centro psichiatrico dove si troverebbe in condizioni psicologiche tali da non consentirgli di essere interrogato dagli inquirenti.

Il giovane è stato fermato proprio a ridosso del ritrovamento del corpo senza vita di Francesco Leccese.
Stando a quanto emerso sempre da ambienti vicini alla famiglia, il giorno precedente il delitto il presunto omicida avrebbe litigato anche con il testimone, non si sa per quali motivi. Intanto la Procura dell'Aquila, che sul caso ha aperto un fascicolo, sta seguendo il caso attraverso le istituzioni di polizia, non esperendo ancora la strada della rogatoria internazionale.
Francesco era arrivato in Inghilterra nell'agosto scorso e da inizio novembre era stato assunto a tempo indeterminato come croupier.
L'omicidio del giovane, molto conosciuto all'Aquila dove aveva mantenuto tanti contatti, ha gettato nella disperazione amici e parenti. E' stato descritto come un bravo ragazzo, 'senza grilli per la testa', con la passione per il gioco che lo aveva portato a inviare il suo curriculum all'estero. Un'altra sua passione era la musica: aveva frequentato il conservatorio dell'Aquila e suonava il pianoforte.