LE RISPOSTE

Vaccino e morti sospette, rientra l’allarme sui tre casi abruzzesi

L’autopsia su anziano di Francavilla conferma «gravi patologie pregresse»

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CHIETI. Sembra destinato a rientrare, almeno in Abruzzo, l’allarme sulle morti legate alla somministrazione del vaccino Flaud della Novartis.
Tre i casi sospetti emersi una settimana fa nel Chietino e nel Teramano, quando in Italia si era diffuso già l’allarme per una decina di anziani vaccinatisi da poche ore.
E se già l’Aifa ha scagionato il prodotto farmaceutico, tutte le verifiche sui corpi degli anziani deceduti stanno confermando questa linea: nessuna correlazione tra il vaccino e la morte.
L’ultima conferma arriva sul caso di Erminio Sangiovanni, l'uomo di 89 anni di Francavilla al mare morto lo scorso 29 novembre, quattro giorni dopo essersi vaccinato. A causare il decesso «sono state le gravi patologie pregresse».
È quanto emerso dell'autopsia eseguita ieri dal medico legale Giorgio Bolino, docente all'università La Sapienza, su incarico del sostituto procuratore della Repubblica di Chieti Marika Ponziani. Dunque non c'è alcun nesso tra la morte e il vaccino.
Due giorni fa la stessa risposta era arrivata in merito ad un altro caso, quello della signora Rita Giuseppina Marcattilli di 73 anni della frazione di Rapino, nel Teramano. La segnalazione clinica del caso era stata fatta dal medico curante della deceduta, lo stesso che le aveva somministrato il vaccino all'inizio dello scorso mese di novembre.
La direzione sanitaria ha ricevuto una relazione sul caso in cui si conferma il decesso per arresto cardiocircolatorio della paziente il cui quadro clinico era fortemente compromesso da patologie a livello cardiaco, polmonare e renale. Non è stata infatti disposta l'autopsia e il caso è stato archiviato come ‘morte naturale’.
Resta ancora in piedi il caso di Giovina Bellisario, 90 anni, deceduta dieci giorni fa a Frisa. L’autopsia eseguita martedì mattina per il momento ha svelato un problema cardiaco preesistente. L'esperto nominato dal pm depositerà la perizia tra 60 giorni, dopo ulteriori accertamenti per verificare se il decesso sia stato generato da queste varie patologie, tra cui anche il diabete, oppure se ci possa essere una concausa con la vaccinazione avvenuta il giorno antecedente quello della morte.