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Filovia Pescara, Russo non ci crede: i Comitati mostrano documenti del fallimento della società

«Ora la Regione blocchi il progetto e chieda danni»

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Filovia Pescara, Russo non ci crede: i Comitati mostrano documenti del fallimento della società

PESCARA. «La notizia del fallimento della società Apts, l’azienda fornitrice del Phileas, è vera. Abbiamo fatto una ricerca in internet e abbiamo trovato il sito contenente i dossier dei fallimenti registrati in Olanda. L'Apts è fallita (pratica n. 17105303) il 25 novembre 2014».
Così Wwf, Carrozzine Determinate e Comitati No Filovia replicano al presidente della Gtm, Michele Russo, che nei giorni scorsi sulla stampa locale aveva parlato di «presunto fallimento» e spiegato di non aver ricevuto alcuna notizia ufficiale («aspetto di sapere se la notizia è vera»). Un modo per prendere tempo o sviare anche perchè  avrebbe avuto più di un modo per verificare la "diceria".
Non vogliono menare il can per l'aia invece i comitati che allora con una semplice ricerca trovano la fonte ufficiale. La notizia del fallimento crea non pochi dubbi sul destino della filovia. Le prime perplessità sono state avanzate dal vice sindaco Enzo Del Vecchio che si è chiesto cosa accadrà adesso.

Per Russo, invece, non c’è alcun pericolo perché «la società appaltatrice è la Balfour Beatty», ha sottolineato il presidente della Gtm, «che è viva e vegeta, dunque ritengo che andrà alla sostituzione del mezzo e non all’annullamento dell’appalto. Non è scritto da nessuna parte che se un’impresa subappaltatrice ha difficoltà si revoca tutto. Ad ogni modo la filovia è un progetto della Regione alla quale spetta decidere cosa fare».
«Non è fallita solo un'azienda», insistono intanto Wwf, Carrozzine determinate e comitati no Filovia, «bensì è fallito il brevetto del sistema di guida “innovativo” prerogativa fondamentale del Phileas e del capitolato d'appalto che ha permesso, nel luglio 2006 all'ATI vincitrice di aggiudicarsi la gara a rilevanza europea, surclassando nel punteggio i veicoli (pur innovativi) offerti delle due ditte concorrenti. Infatti nell'oggetto sociale dell'APTS figura come attività principale la “ricerca e lo sviluppo “ ma non la produzione di autobus». 

I comitati, dunque, tornano a chiedere intanto la sospensione immediata dei lavori (che stanno proseguendo a Montesilvano) e contestualmente che la Regione Abruzzo, in autotutela, pretenda la risoluzione del contratto di fornitura (stipulato nel maggio 2007), con richiesta di danni e conseguente ripristino dello stato dei luoghi.
«É l'unica maniera», spiega Loredana Di Paola, «per salvaguardare l'interesse della collettività e rimediare ad una serie di errori commessi dalla politica (bipartisan) in questi anni e dalle dubbie condotte degli organi regionali su quest'appalto».
«Le difficoltà di mercato ed il probabile fallimento della società produttrice del filobus dimostrano che il Phileas non è quel prodigio di modernità e competitività da sempre sbandierato dalla GTM e dai fautori della filovia», sostiene invece Mario Sorgentone, presidente dell’associazione Strada Parco. «I dubbi e le riserve che noi avanzammo fin dal 2006, anno dell’appalto, non erano quindi “pretestuosi”, ma dettati da serietà e competenza, come tutta la nostra azione in questi anni». Sorgentone chiede adesso di ridiscutere dell’opera «con senso di responsabilità» e avanza diverse proposte: «non è più logico l’acquisto di autobus elettrici di dimensioni più contenute, moderni, del tipo wireless, meno impattanti per l’assenza di pali e fili, più economici e flessibili, e soprattutto con ridotti costi di gestione e di manutenzione ?»