TERRA DI MEZZO

‘Mafia Capitale’, da Avezzano a Roma per truccare appalti: la super confidente del numero due della «cupola»

La donna si trova in carcere accusata di corruzione aggravata. Braccio destro di Salvatore Buzzi

Redazione Pdn

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‘Mafia Capitale’, da Avezzano a Roma per truccare appalti: la super confidente del numero due della «cupola»

Salvatore Buzzi

ABRUZZO. C’è anche una donna abruzzese tra gli arrestati  dell’inchiesta ‘Terra di mezzo’ che due giorni fa ha sconvolto la capitale romana. Si tratta di Pierina Chiaravalle, 30 anni, incensurata, originaria di Avezzano e da qualche tempo residente nella Capitale dove lavora come dipendente di una società cooperativa coinvolta nell’inchiesta.
La procura di Roma sostiene di aver decapitato un’associazione di stampo mafioso che domina la capitale e avrebbe fatto affari con imprenditori collusi, con dirigenti di municipalizzate ed esponenti politici, per il controllo delle attività economiche in città e per la conquista degli appalti pubblici.
A capo del gruppo Massimo Carminati, il «dominus»: ex terrorista dei Nar ( i Nuclei armati rivoluzionari) e già esponente di spicco della Banda della Magliana.
Suo braccio destro Salvatore Buzzi, gestore di una rete di cooperative che spaziano dalla raccolta dei rifiuti, alla manutenzione del verde pubblico, fino all’accoglienza di profughi e rifugiati. Buzzi è socio di Formula Ambiente (la cui proprietà è detenuta dalla sua Cooperativa 29 giugno) che ha vinto un appalto di rifiuti a Chieti.
L’appalto  sta evidenziando proprio in questi giorni alcuni onerosi imprevisti non ancora chiariti dalla amministrazione di centrodestra guidata dal sindaco Umberto Di Primio. Ora questa inchiesta di Roma sta creando nuovi imprevisti in città e al momento non si sa ancora cosa fare.
Ma Formula Ambiente, nei mesi scorsi, come ha scoperto Libera, associazione contro le Mafie, avrebbe tentato di insediarsi anche nell'area marsicana e aquilana, attraverso l'acquisizione di parte del capitale sociale di Aciam S.p.A., quello fino ad ora detenuto della parte privata, IREN Holding S.p.A.. Si tratta di operazioni rimaste sempre nell’ombra -quando non espressamente coperte- ma si intuisce che vi siano “forze occulte” che spingevano per questo tipo di operazioni dagli scopi ignoti. Quali siano i contatti sul territorio abruzzese di Buzzi e soci non è chiaro ma ci sono e sono tanti.  

 LA COLLABORATRICE DI BUZZI
 Pierina Chiaravalle, collaboratrice di Buzzi, viene ritenuta dagli inquirenti una sua persona di fiducia. A lei la procura addebita il reato di corruzione aggravata «dall'aver agito al fine di agevolare l'associazione mafiosa».
Con Buzzi, sostiene l’accusa, «condivide chiaramente i pagamenti illeciti da lui elargiti, come emerge dalle conversazioni telefoniche».
Secondo quanto emerso il ruolo di Chiaravalle era chiaro: insieme ad un’altra collaboratrice, Emanuela Bugitti, si occupava «della alterazione documentale finalizzata a interferire con i processi decisionali della Pubblica Amministrazione».
Chiaravalle spesso viaggiava in macchina con Buzzi in occasione della consegna dazioni di denaro. Tra i due c’è fiducia e complicità.
«Nonostante Piera Chiaravalle non partecipi ad alcuna riunione», scrive il gip Flavia Costantini nell’ordinanza di custodia cautelare, «la stessa viene resa edotta dal Buzzi sui programmi criminosi, è a conoscenza dei rapporti tra quest'ultimo ed il Carminati, del quale il Buzzi le parla. Siffatta prossimità, tuttavia è indice di elevata pericolosità sociale. Sebbene sia coinvolta solo in due dei reati contestati, nei confronti di Chiaravalle sussistono le ragioni cautelari».
Il gip parla senza mezzi termini di  «fiducia assoluta di Buzzi nei suoi confronti». Un rapporto che la mette in contatto con Carminati, capo assoluto dell’organizzazione.
 
«CONDIVISIONE DEI CONTATTI ILLECITI»
 Nelle conversazioni, in relazione a vicende diverse dai reati a lei contestati, Buzzi condivide con la donna «i suoi contatti illeciti dentro il Comune».
 A maggio del 2013 gli inquirenti ascoltano Buzzi e Chiaravalle parlare. L’uomo le racconta le sue mosse, la mette al corrente di quanto già fatto e proprio da qui, secondo gli investigatori, emergerebbe il coinvolgimento della donna nell’organizzazione criminale. Conosceva i personaggi, gli spostamenti e i pagamenti.
 «Allora», racconta Buzzi, «sono andato ... a fare i regali per Dino …. (inc) 6000 euro di vino ... poi sono andato ... all’EUR a parl.., a compramme ... quella che mi controlla ... niente, si è fatta comprà subito (il riferimento era all’incontro avuto in mattinata presso il bar Palombini con Clelia Logorelli, responsabile  parchi e giardini per la società Eur Spa)... poi sono andato in Ama a parlà con il Direttore Generale, poi in AMA con il Direttore delle strategie…” ».
Insomma vista «la pericolosità sociale della donna» la misura cautelare in carcere viene ritenuta quella più idonea anche perché «una misura diversa vanificherebbe le esigenze di tutela insite nel provvedimento restrittivo, giacché consentirebbe l’immediata ripresa di contatti con l’ambiente, criminale e istituzionale, di riferimento, ciò che agevolerebbe, secondo la sua consuetudine, la ripresa nella commissione di gravi reati».
 
I SOLDI E LE BUSTARELLE
Ad aprile 2014 viene intercettata un’importante conversazione dalla quale si evinceva come anche Marco Placidi, nella qualità di responsabile U.T.C. del Comune di S. Oreste (provincia di Roma) e responsabile unico del procedimento, dunque Pubblico Ufficiale,  come contropartita per la propria ingerenza nella gara per la gestione dei rifiuti, avrebbe ricevuto  dei soldi.
A pagare fu Buzzi che voleva vincere l’appalto romano.
Gli inquirenti ascoltano proprio il momento in cui Buzzi si appresta a consegnare «altri cinquemila euro», dunque nemmeno i primi.
In auto c’è anche Chiaravalle. La consegna avviene poi  Buzzi, salito nuovamente sulla propria autovettura, riferisce alla donna abruzzese che il successivo giovedì sarebbero dovuti ritornare a Sant'Oreste.
I due in auto commentano la dazione appena avvenuta in favore di Placidi che, secondo quanto asserito dai due, costituiva la prosecuzione di altre somme già versate.
«E’ rimasto contento del regalino?»  chiede la donna a Buzzi che risponde: «ah, penso di sì, altri cinquemila euro porca puttana».
 
«NON SCAPPARE CON I SOLDI»
Il giovedì successivo  Buzzi incontra nuovamente Placidi, come previsto, e porta con sé  15.000 euro in contanti.
Buzzi apre la portiera e rivolgendosi a Piera Chiaravalle le dice: «...resti in macchina che fai?» e avuto da lei conferma riferiva: «attenta qui ci stanno un sacco di soldi eh!!...non scappareeee».
Insomma il rapporto di fiducia tra i due era totale, sostengono gli inquirenti, la donna conosceva bene le intenzioni e i pagamenti dell’uomo.
 
«LA GARA TRUCCATA»
E che i pagamenti a Placidi fossero importanti gli inquirenti lo scoprono ascoltando le conversazioni dove si parla apertamente della gara per l'affidamento dell'appalto del servizio di igiene urbana, servizi accessori e forniture di attrezzature e materiali d'uso per la raccolta differenziata indetta dal Comune di Sant'Oreste.
Secondo la Procura Placisi si era accordato con Buzzi «prima dell'aggiudicazione, come emerge dalle conversazioni del 2 e 3 ottobre 2013».
L’8 febbraio del 2014 la polizia giudiziaria accertò che l'Ufficio tecnico di Sant'Oreste, a firma del responsabile U.T.C. decreteva la sospensione dell'affidamento dell'Appalto in questione
L’11 febbraio  Buzzi e Chiaravalle si erano recati presso il Comune di Sant'Oreste, dove si erano incontrati con Placidi che gli aveva parlato della inadempienza contrattuale, perché non avevano provveduto né alla formazione del personale né all'acquisto del materiale previsto.
«Si evince», scrive il gip Costantini, «che Placidi, dopo aver visionato le offerte per l'appalto sui rifiuti, aveva comunicato a Buzzi i punteggi delle cooperativa antagoniste, inducendo quest'ultimo a decidere di modificare l'offerta presentata e proporne una vincente e lo comunicava ai suoi collaboratori Lucci e Garrone. Dunque il piano era chiaro e andò in porto: si misero d'accordo per aprire la busta dell'offerta e sostituirla con quella modificata redatta ad hoc materialmente.
La gara viene poi vinta da Buzzi e i suoi e il gruppo festeggia via sms:  «Risultati sant'Oreste: abbiamo vintooooooo!!!!!».
 
 GLI AMICI
Che il rapporto tra Buzzi e Chiaravalle fosse stretto e di totale fiducia lo dimostrerebbe anche un’altra intercettazione del giugno del 2013 a bordo dell’autovettura Audi Q5 in uso a  BuzziI.
Gli inquirenti ascoltano un dialogo tra quest’ultimo, la collaboratrici abruzzese ed un’altra dipendente, Anna Maria Bufacchi.
I tre discutevano di quelli che sarebbero potuti essere i ruoli in Municipio per i loro “amici” sperando che il sindaco avrebbe lasciato loro un posto nel campo del sociale, di fondamentale importanza per le attività economiche delle Cooperative e, di conseguenza, del sodalizio.
I tre proseguivano parlando del fatto che quasi nessuno dei dirigenti esterni, che il neo sindaco Marino stava cercando di impiegare presso il Comune, stava dando la propria disponibilità in considerazione che lo stipendio da assessore o consigliere ammontava solo a 3.500 euro mensili.
Buzzi aggiungeva che probabilmente Luca (Odevaine) sarebbe diventato il nuovo capo di Gabinetto del Sindaco, una circostanza più che positiva per il sodalizio poiché «ci si infilano tutte le caselle...qualche assessore giusto...ci divertiremo parecchio».
 E’ lo stesso Buzzi ad assicurare a Piera Chiaravalle che «tu c’hai idea quanto ce guadagno sugli immigrati? (…) il traffico di droga rende di meno».

Alessandra Lotti