STANGATE IMPREVISTE

Imu su terreni agricoli, scadenza 16 dicembre. Ministero conferma: «dovete pagare»

Il decreto non è stato ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale

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Imu su terreni agricoli, scadenza 16 dicembre. Ministero conferma: «dovete pagare»

ROMA. La notizia del pagamento dell’Imu sui terreni agricoli è stata confermata anche dal Ministero delle Finanze che ribadisce che il pagamento deve essere effettuato in un’unica rata entro il 16 dicembre nonostante il decreto non sia stato ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Sempre il dicastero in una nota di lunedì scorso, conferma le tipologie esenti ovvero i terreni agricoli dei comuni ubicati a un’altitudine di 601 metri e oltre, e i terreni agricoli posseduti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola, dei comuni ubicati a un’altitudine compresa fra 281 metri e 600.
Il punto di riferimento per la verifica dei requisiti in questione è rappresentato dall’Elenco comuni italiani, pubblicato dall’Istat.
Tutti gli altri dovranno pagare e si parla di milioni di possessori di terreni ubicati in oltre 4 mila comuni italiani. Dall’Abruzzo, però, c’è chi chiede di bloccare il provvedimento, come Agrinsieme, il coordinamento di Cia, Confagricoltura ed Alleanza delle Cooperative agroalimentari: «mancano poco più di 10 giorni alla scadenza, non c’è ancora il decreto ufficiale e dobbiamo apprendere dal sito che comunque il pagamento dovrà avvenire inderogabilmente entro il giorno 16, contesta Battista Tamponi, direttore regionale Confcooperative Abruzzo.
«Se fosse confermato con la pubblicazione del provvedimento in gazzetta ufficiale si tratterebbe - stigmatizza Tamponi - di un atto di inaudita gravità da parte del governo e dei ministri competenti, dell’Economia e delle Finanze, dell’Interno e delle Politiche agricole, in violazione dei più elementari diritti ai più elementari diritti riconosciuti ad ogni contribuente dal nostro ordinamento, di certezza del tributo, sostenibilità dell’imposta, temporalità del pagamento dei tributi».

Gran parte della maggiore imposta Imu di 350 milioni – osserva Agrinsieme - ricadrebbe sugli agricoltori, con importi in molti casi, di alcune migliaia di euro, che entro due settimane dovrebbero calcolare l’imposta e versarla; oltre tutto in una condizione di forte criticità per il settore ed in particolare per coloro che sono stati colpiti da avversità atmosferiche e rischiano, in una condizione di estremo disagio, di dover corrispondere l’Imu anche su terreni agricoli colpiti da calamità naturali.
Agrinsieme aveva chiesto al ministero dell’Economia e delle Finanze il necessario rinvio, ricordando quanto sancito nello “Statuto del contribuente” che vieta di prevedere adempimenti a carico dei contribuenti prima di 60 giorni dalla entrata in vigore di provvedimenti di attuazione di nuove leggi.

Le sollecitazioni di Agrinsieme sono state ignorate dall’Amministrazione dello Stato, così come le numerose interpellanze parlamentari che hanno certificato una situazione irragionevole.
La stessa Associazione Nazionale dei Comuni Italiani ha criticato questa situazione «surreale» che si è venuta a creare, affermando che è del tutto inverosimile che il gettito possa essere versato con la necessaria completezza alla scadenza del saldo Imu del prossimo 16 dicembre. Gli oltre 4 mila Comuni coinvolti, in cui risiedono 28 milioni di abitanti, si ritroveranno così con un ulteriore taglio di risorse (per 700 enti maggiore del 5% del totale delle entrate), non coperto da un corrispondente maggior gettito Imu.
Al Ministro dell’Economia e delle Finanze Agrinsieme torna a chiedere con forza di sospendere immediatamente la pubblicazione del decreto in modo da valutare con equilibrio i parametri assunti per determinate le nuove fasce di esenzione ed i termini di pagamento dell’Imu che comunque dovranno essere necessariamente prorogati al 2015. E interroga: «che Stato è quello che non tutela i suoi cittadini, quello che non offre neanche certezze sul dovere impositivo?»

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