LA PROTESTA

Ricostruzione L’Aquila, 150 subappaltatori in rivolta. «mai pagati». Cialente va in procura

Ance: «ancora una volta aleggia spettro malaffare»

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Ricostruzione L’Aquila, 150 subappaltatori in rivolta. «mai pagati». Cialente va in procura

L’AQUILA. Centinaia di certificazioni falsificate, 150 subappaltatori raggirati
e finiti in un giro di false autocertificazioni, presentate dalle imprese edili affidatarie degli interventi, attestanti pagamenti mai avvenuti.
La vicenda l’ha raccontata qualche giorno fa il sindaco di L’Aquila, Massimo Cialente, annunciando di essere pronto ad andare in Procura per denunciare l’accaduto.
In un lungo sfogo su Facebook il primo cittadino si chiede «cosa aspettano questi subappaltatori a denunciare al Comune le imprese e ad andare loro stessi alla Procura, oppure a dare a noi gli strumenti per andare? Ma i direttori dei lavori, pagati tutti benissimo, non vedono, non sentono, non parlano?».
Cialente ricorda che si tratta di «una vicenda che da tempo abbiamo denunciato. Circa due anni fa il Comune provò, con scarsissimo successo, ad organizzare un incontro tra le associazioni delle imprese edili ed artigianali della provincia. L’idea era l’uovo di colombo. Creare una filiera: fornitori aquilani o abruzzesi, subappalti ad imprese abruzzesi ed aquilane, manodopera il più possibile abruzzese ed aquilana. Non che avessi inventato niente. La ricostruzione del Friuli fu soprattutto questo. Successo dell’operazione nullo. È mancata e manca la volontà, forse non c’è stato l'interesse delle organizzazioni regionali, ad accezione del Comune dell’Aquila, delle altre istituzioni, in primis la Regione, e poi delle Camere di Commercio».
Preoccupata per tutto questo l’Ance che contesta «il silenzio e la rassegnazione dei vessati» ma anche il sindaco ‘reo’ di agitare «senza verifiche preliminari, ancora una volta lo spettro del malaffare e di un territorio votato alla furberia di basso cabotaggio, quando non alla conclamata truffa».

Cialente fa una casistica enorme 150 subappaltatori e per di più, lo moltiplicherebbe verosimilmente per tre o per quattro.
«Come associazione di categoria, che tutela la legalità e la correttezza del libero mercato e che mai si è sottratta ai richiami alla collaborazione del Ssndaco e ai numerosi tavoli istituzionali ad essi dedicati», commenta dall’Ance Gianni Frattale, «rabbrividiamo di fronte ad un segnale che, se venisse confermato, metterebbe in seria difficoltà la credibilità di tutto il processo della ricostruzione, fatto anche di tecnici, progettisti, amministratori di condominio, impiegati pubblici, direttori dei lavori eccetera. Nondimeno ci preoccupa che anche uno solo di questi anonimi segnalatori non sia pagato per il lavoro prestato». L’associazione sollecita gli interessati a non tollerare soprusi e ricatti e a rivolgersi alle associazioni di categoria di riferimento e nei casi estremi alla procura, come suggerito dal sindaco Cialente, per far valere i propri diritti.
«Basta una segnalazione al Comune dell’Aquila, infatti», ricorda Frattale, «per bloccare un pagamento non dovuto. Inoltre, mentre la certificazione vale per i fornitori, per i subappaltatori è il Comune stesso a richiedere il DURC prima di erogare il dovuto».

«Le regole ci sono e sono stringenti, non è moltiplicandole che si inibisce chi le aggira ma attivando gli strumenti di controllo già esistenti», insiste Frattale. «Eppure, ad ogni nuovo fatto di cronaca torna il refrain del rafforzamento delle norme. Temiamo che questo possa concretizzarsi in vuote formule che, più che sortire effetti apprezzabili, appesantiscano una già pachidermica burocrazia. Restiamo convinti che enfatizzare oltre il realistico gli allarmi sia autolesionista per questa comunità alle prese con una delicatissima prova di efficienza, fatta anche di immagine e reputazione nei confronti del Paese e già fortemente attenzionata dal Governo, che deve decidere di quali e quante risorse dotarci. Le imprese scorrette vanno chirurgicamente individuate ed escluse da ogni appalto e affidamento senza allarmismi vaghi e generalizzati, nell’interesse dei cittadini e della categoria, fatta di operatori virtuosi a centinaia. E queste centinaia sì che sono realistiche e certificate».