CIFRE DIFFERENZIATE

Raccolta differenziata Chieti: il Comune paga 2,4 mln in più ma i conti non tornano

I misteri delle cifre e del progetto mai realizzato

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Umberto Di Primio

Umberto Di Primio

CHIETI. D’accordo gli imprevisti ma qui i conti non tornano proprio e tutta la storia zoppica così come ce la raccontano i documenti ufficiali.
L’appalto con al Cns/Formula ambiente (subentrata a Mantini srl) per la raccolta differenziata non è nato sotto una buona stella (2010). I residenti hanno da subito lamentato problemi per il recupero dei rifiuti, la distribuzione dei mastelli ed i cattivi odori.
Ora tutto è alle spalle ed anche differenziare i rifiuti è diventata una buona abitudine per molti ma i chietini -come è stato subito chiaro- non pagheranno meno tasse.
Non si tratta di una novità perché da queste pagine più volte è stato detto; ora, però, le cose sembrano peggiorare ulteriormente perché di fatto l’appalto in corso costerà diversi milioni in più per effetto di alcuni “imprevisti”.
Il Comune ha già accordato 2,4 milioni di euro all’Associazione temporanea di imprese ma si tratta solo di un anticipo perché sono rimaste fuori cifre non ancora accertate e che saranno pagate comunque in seguito.
Si badi bene non è il prezzo del servizio messo a gara ma un di più, appunto, “imprevisto”.
A non tornare sono cifre e fatti: per comprendere le carte occorrono poche nozioni basi di aritmetica e qualche spunto di logica elementare.

SOVVALLO QUANTO MI COSTI E QUANTO CE N’E’?
Il Comune di Chieti ha riconosciuto parte di questa cifra (2,4mln) per il conferimento in discarica del “sovvallo” cioè rifiuti normali contenuti nella differenziata (come se la differenziata non fosse “pura”). Siccome per effetto della percentuale di differenziata raggiunta si hanno bonus fiscali, sarebbe il caso di sapere a quanto ammonta il sovvallo e dunque di quanto la percentuale di differenziata del Comune di Chieti deve essere rettificata. Mistero.
E poi non torna nemmeno il fatto che il sovvallo debba essere a carico del Comune.
Il dirigente comunale, Giuseppe La Rovere, dice chiaramente nel 2012 che «per quanto riguarda lo scarto presente nelle varie frazioni (di rifiuto) si ricorda che il rischio è a totale carico dell’affidataria».
Poi però nel 2014 la giunta paga anche questo evidentemente si deve essere sbagliato.
A non tornare sono anche le cifre scritte in decine e decine di documenti che hanno caratterizzato gli ultimi due anni di interlocuzione tra ditta e Comune.
Si è già detto delle presunte “utenze in più”, cioè circa 8mila cittadini (di fatto evasori perché non censiti…) che avrebbero usufruito del servizio di raccolta rifiuti e per questo l’Ati vuole essere pagata. Ma di tali persone non vi è traccia e il sindaco ha dato mandato ai tecnici di costituire una commissione per accertare quanti utenti in più esistono a Chieti.
Più volte il dirigente del VII settore, seppure in forma ufficiale e burocratica, dunque fredda e pacata, ha chiarito che l’Ati per addurre costi e spese in più non ha fornito alcuna documentazione. Insomma gli utenti in più per ora sono solo… “verbali”.

ADDIZIONI E SOTTRAZIONI
Tornando alle cifre l’Ati inizialmente aveva richiesto soldi in più per 3,1 mln di euro ma scorporando i costi delle utenze in più (perché non accertate ancora) e quelle del trasporto dell’organico fuori Ato (costo al quale la ditta ha rinunciato) si è giunti ad una cifra di 2,4 mln di euro che la giunta Di Primio in una recente delibera di novembre ha accordato alla ditta.
Eppure nella proposta transattiva del 30 novembre 2012 che riporta voce per voce la spesa in più per il Comune le cifre sono diverse.
In totale l’accordo si era assestato su 1,1mln di euro in più per il 2011 e 1,6mln di euro per il 2012 per un totale di 2.774173.
Tuttavia siccome a questo importo devono essere detratte voci di costo per gli utenti in più e per l’organico fuori Ato si arriva ad una cifra totale da detrarre di 1,4mln di euro.
Dunque secondo le voci di costo riportate nella proposta di atto transattivo il dovuto in più che il Comune avrebbe dovuto pagare doveva essere 1,3 mln invece che 2,4 mln.
Dove sono allora i costi analitici che compongono la soma scritta in delibera?
Che ci sia il fondato dubbio che un errore sia stato commesso viene evidenziato più di una volta anche dallo stesso dirigente del VII settore, Giuseppe La Rovere, che già nel 2012 redarguiva l’Ati perché «come fatto più volte rilevare in sede di riunioni si torna a confermare che codesta spettabile Ati non solo non ha fornito la documentazione necessaria a dimostrazione di quanto afferma ma continua a confondere i prezzi a forfait con i prezzi a misura».
Sono poi stati controllati dal Comune questi prezzi?

IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO GETTATO VIA
C’è poi un altro fatto che rimane in ombra ed è la progettazione per un impianto di compostaggio della sostanza organica da differenziare presso il depuratore. Nel 2012 era stata presentata al Comune solo una bozza che non era idonea per ritenerla una vera “progettazione”. Il problema non è secondario visto che l’Ati rivendica tra i costi in più anche quello dello smaltimento fuori dall’ambito territoriale dell’organico.
Insomma fosse stato operativo il centro di smaltimento messo a gara quel costo sarebbe scomparso.
Ma il punto è rilevante anche rispetto alla gara di appalto vinta dalla stessa Ati anche grazie a maggiori punteggi assegnati proprio a questo progetto poi mai realizzato.
Difficile dire per quale ragione il Comune non abbia preteso -come suo diritto- la immediata realizzazione in tempi brevi di questo impianto.
E ci si domanda tale impianto era oppure no un obbligo contrattuale da rispettare dopo la gara?
Per ora questo importo non è stato pagato ma risulta che l’Ati vi abbia rinunciato volontariamente a titolo di transazione che è come dire: visto che dobbiamo arrivare ad un accordo e tu Comune non vuoi pagarmi tutto quello che ti chiedo, allora io rinuncio ai costi per lo smaltimento dell’organico.
E tra le cose che non tornano c’è anche una multa di circa 90 mila euro che il Comune aveva comminato all’Ati nel 2013 per presunta inadempienza su mancata raccolta in un giorno particolare. La multa è stata contestata dall’Ati ma non si conosce l’esito finale e non sembra che la cifra sia stata poi versata al Comune né vi è cenno di una sua detrazione dall’importo che la giunta riconosce nella delibera di novembre.