DISTRAZIONI

Centro turistico Gran Sasso, dipendenti senza stipendio: «l’amministratore deve dimettersi»

Beomonte Zobel ‘dimentica’ di accantonare le cifre per i lavoratori

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Centro turistico Gran Sasso, dipendenti senza stipendio: «l’amministratore deve dimettersi»

Beomonte Zobel

L’AQUILA. «Umberto Beomonte Zobel deve andarsene».
E’ netto il pensiero del segretario provinciale Ugl Autoferrotranvieri, Guido Pignacci, che chiede la testa dell’amministratore unico del centro turistico Gran Sasso.
Come ogni anno la stagione sciistica a Campo Imperatore rischia di non iniziare. Questa volta, però, il problema che si aggiunge è anche un altro: «le responsabilità sono chiaramente riconducibili nell’operato dell’amministratore unico».

Il riferimento è tutto economico: infatti pur avendo avuto dal Comune, nel corso del 2014, ingenti somme (circa 1,5 milioni di euro) per sanare debiti pregressi, «l’amministratore unico», denuncia Pignacci, «ha “dimenticato” di accantonare l’importo per gli stipendi. Così facendo ha sanato la posizione con i creditori ma ha costretto i dipendenti, privi di stipendio da due mesi, ad entrare in sciopero».
Zobel, laureato in ingegneria nucleare, è stato nominato amministratore unico ad aprile del 2014 ma faceva parte del cda già da gennaio 2012. Dal 1995 al 2011 ha lavorato come Direttore ingegneria e EHS alla Dompè di L’Aquila, mentre dal 1984 al 1995 è stato responsabile ufficio tecnico e manutenzione alla Montedison di Bussi.
A ridosso della riapertura della stagione invernale, infatti, le casse sono miseramente vuote. Tanto vuote da non permettere di pagare gli stipendi ai 30 dipendenti della S.p.A. comunale. 

«Tale errore», continua l’esponente dell’Ugl, «compiuto sicuramente in buonafede, appare ancora più grave considerato che il Centro turistico esiste per permettere agli aquilani ed ai turisti di fruire della montagna soprattutto nel periodo invernale ed è proprio in questo periodo che sarebbe lecito aspettarsi il massimo dell’efficienza».
Solo due mesi fa, mentre si svolgeva l’iniziativa del Festival della Montagna, si disegnavano scenari di rilancio della montagna aquilana, progetti però che oggi cozzano con le “miserie” dello strumento necessario per poterle realizzare.
E intanto mentre in Comune si fa la corsa contro il tempo per mettere l’ennesima “pezza a colori”, «Beomonte Zobel non si preoccupa neanche di scusarsi coi lavoratori e con la cittadinanza», denuncia l’Ugl. «Qualunque manager, nel settore privato, sarebbe stato rimosso seduta stante e per molto meno». Pignacci chiede dunque le dimissioni immediate dell’amministratore unico che ha palesemente dimostrato di non essere all’altezza del ruolo che riveste».