ALLARME VACCINO

Chi usa il Fluad? I medici: «ogni giorno muoiono 800 anziani che si sono vaccinati»

Difficile per ora trovare correlazioni. Facile l'allarme ingiustificato

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ABRUZZO. Tra allarmismi veri e presunti, la corsa a tranquillizzare per evitare il panico, la corsa a continuare le vaccinazioni «perché è opportuno e necessario» è difficile districarsi tra il fiume di informazioni che arrivano oggi sulle morti sospette da tutt Italia.
Anche in Abruzzo il 118 ne avrebbe segnalato ai carabinieri due: una a Lanciano e l’altra a Francavilla al mare. Ma non c’è ovviamente alcuna certezza né è stata finora stabilita una relazione certa e diretta tra il Fluad ed i decessi.
«Ogni giorno, secondo le statistiche, muoiono 800 anziani che si sono vaccinati per l'influenza, ma non c'è alcuna correlazione tra il vaccino e i decessi», dice oggi Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (Simg).
«'I dati dell'Istat dicono che ogni giorno in Italia muoiono circa 1800 persone, con punte fino a duemila nei mesi invernali - ha sottolineato Cricelli - La maggior parte dei decessi, circa 1600 al giorno, avviene in persone anziane. Il tasso vaccinale supera il 50% negli over 65. Quindi ogni giorno muoiono circa 800 persone che si sono vaccinate. Non vi è alcuna correlazione tra la somministrazione del vaccino e i decessi. Salvo circostanze eccezionali, tutte da dimostrare, le cause della morte sono le solite: cancro, malattie cardiovascolari, respiratorie e altro».
 Secondo Cricelli il legame tra vaccini e morti sospette è smentito dai dati epidemiologici.
«Dobbiamo dunque ricondurre gli eventi che si stanno verificando nelle ultime ore a una seria analisi scientifica. - ha sottolineato - Come dimostrano i dati epidemiologici a nostra disposizione, è evidente che le morti fra gli anziani, da sempre, sono più frequenti e non sono causate dalla vaccinazione antinfluenzale. Gli anziani - ha aggiunto Cricelli - costituiscono la popolazione più fragile e, indipendentemente dalla vaccinazione antinfluenzale, fanno registrare percentuali di mortalità più elevate. Ma, proprio per la loro condizione di fragilità, è importante che si vaccinino contro l' influenza. Altrimenti assisteremmo a un numero di morti sicuramente maggiore».

CHI USA IL FLUAD?
E' over 65 e nella maggior parte dei casi affetto da patologie cardiovascolari, broncorespiratorie o croniche come il diabete, che potrebbero evolvere in situazioni gravi, fino in qualche caso al decesso, in seguito alle complicanze dell'influenza.
E' questo l'identikit del paziente tipo a cui viene somministrato il Fluad, il vaccino antinfluenzale della Novartis per il quale l'Aifa ha disposto il blocco di alcuni lotti che potrebbero essere collegati a delle morti sospette.
A delinearlo Michele Conversano, direttore del Dipartimento di Prevenzione dell'Asl di Taranto e Past-President della SItI (Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica).
«L'età e già un indicatore importante per il medico di medicina generale nel momento in cui ha davanti a sè il paziente e deve scegliere quale vaccino somministrargli tra quelli che gli sono stati distribuiti dalla Asl, che sono generalmente tre: a una certa età il sistema immunitario anche in assenza di particolari patologie non è più giovane - spiega Conversano, che e «anche presidente di Happy Ageig, alleanza per l'invecchiamento attivo - se poi a questo si aggiungono delle malattie, magari concomitanti tra loro, che rendono il paziente più fragile allora c'è bisogno di un vaccino che, come il Fluad, sia un po' più stimolante per il sistema immunitario e lo induca a produrre più anticorpi».
«Il medico di medicina generale solitamente conosce molto bene la storia clinica del paziente, tuttavia prima di effettuare il vaccino deve fargli delle domande precise, per verificare che non vi siano controindicazioni- aggiunge- ad esempio deve accertarsi che non abbia una malattia acuta febbrile con temperatura che supera i 38 gradi e mezzo, che non abbia una patologia immunitaria che porta a una grave carenza di anticorpi e che non abbia avuto gravi effetti collaterali dopo aver fatto precedenti vaccinazioni».