TAGLI

Tagli ai patronati. Inas-Cisl: «Un dimezzamento inaccettabile»

«Renzi aveva preso un impegno pubblico e adesso non è coerente»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1051

Tagli ai patronati. Inas-Cisl: «Un dimezzamento inaccettabile»

ABRUZZO. «Il dimezzamento dei tagli al Fondo patronati rischia di mettere in ginocchio il sistema della tutela gratuita assicurata dagli stessi».
E' quanto affermano il direttore Inas-Cisl della provincia dell'Aquila, Gianluca Guetti, e il segretario Cisl provinciale, Paolo Sangermano.
I due sostengono che la decisione assunta non sia coerente, inoltre, con l'impegno che il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, aveva assunto pubblicamente. Impegno, confermato anche dal ministro Poletti, teso a trovare le risorse necessarie per salvaguardare l'esistenza di un servizio di pubblica utilità, indispensabile per tutti i cittadini.
«L'intenzione manifestata dal Governo, è quella di ridurre da 150 a 75 milioni di euro i tagli al Fondo patronati, contenuti nella legge di Stabilità», evidenziano Guetti e Sangermano, «75 milioni di euro continuano ad essere una cifra enorme, insopportabile per una rete che, ogni anno, assicura a milioni e milioni di persone la gratuità dei servizi di tutela e assistenza in ambiti che vanno dalla previdenza alle prestazioni socio-assistenziali. Per questa ragione, è opportuno continuare la loro campagna di sensibilizzazione verso le istituzioni e il Parlamento, nel tentativo di cancellare del tutto una norma inaccettabile sia sotto il profilo economico, che per ciò che riguarda il merito e il metodo».
Inas e Cisl evidenziano come il Fondo dei Patronati è alimentato da una quota dei contributi previdenziali obbligatori versati ogni anno da lavoratori e imprese «e non può e non deve rientrare nelle disponibilità del bilancio dello Stato. Il Governo, di fatto», proseguono Guetti e Sangermano, «si renderebbe responsabile di introdurre una tassa occulta a carico delle persone più bisognose che, pur continuando a pagare integralmente la contribuzione previdenziale, dovranno rinunciare alla gratuità dei servizi offerti dal sistema dei patronati, vedendosi sottrarre una parte dei propri soldi».
In Italia già 700.000 persone hanno firmato la petizione “ No ai tagli ai Patronati”, mentre si moltiplicano le dichiarazioni di sostegno ai patronati da parte di enti ed istituzioni.
«La partita non è chiusa», concludono Guetti e Sangermano, «ci auguriamo che l'annuncio sia solo un indizio positivo della disponibilità del governo a rivedere l'orientamento espresso nella legge di Stabilità, un primo passo verso la cancellazione definitiva dei tagli».