LA CROCE E IL ROSSO

Abruzzo. Sanità degli sprechi: lo strano caso delle spese dinamiche della Croce Rossa

La Asl di Chieti eroga milioni per il trasporto malati in deroga al Decreto Baraldi

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Abruzzo. Sanità degli sprechi: lo strano caso delle spese dinamiche della Croce Rossa

ABRUZZO. Domanda all’assessore Silvio Paolucci a caccia di soldi per ritrovare la liquidità che manca alle casse regionali ed al sub commissario alla sanità Giuseppe Zuccatelli, custode dell’ortodossia per i regolamenti del Piano di rientro dai debiti: c’è un provvedimento amministrativo che ha annullato il decreto Baraldi che imponeva risparmi importanti sul costo del trasporto malati?
E se c’è, viene rispettato o sono altre le tariffe che la Regione riconosce per le convenzioni con le ambulanze della Croce rossa e delle altre associazioni di volontariato?
La domanda sorge spontanea a leggere le fatture saldate dalla Asl di Chieti alla Croce rossa, anche se molta sorpresa non c’è. Infatti PrimaDaNoi.it ha segnalato da subito le “stranezze” di questa vicenda subito dopo la delibera 1821 del 30 dicembre 2013 con cui Asl di Chieti decise di utilizzare solo le ambulanze Cri, pagando un importo di circa 1,7 mln. Ma questo costo – a leggere le fatture - ora sembra aumentato di molto, peraltro non illegittimamente, perché la delibera considerava “dinamico” l’importo allora deciso. Capita così che se la Cri presenta fatture mensili che moltiplicate per 12 fanno ben più di 1,7 mln, la Asl le paga.
E se in queste fatture per il trasporto si aggiungono altre spese, la Asl paga anche quelle: dal vestiario per il personale, alla manutenzione, al costo del carburante, alla pulizia dei locali per lo stazionamento del personale. E se le stesse fatture riportano anche le rate di ammortamento del mezzo, la Asl paga pure quelle, così invece di acquistare le sue ambulanze compra quelle della Cri. 

Chi controlla che tutto sia in regola e che non ci siano sprechi?
Certo è che quando scoppiò questo caso, le associazioni di volontariato protestarono e presentarono ricorso al Tar (accolto solo in parte), la Cisl Fp protestò, molti politici di centrodestra (Emidio Nasuti, Mauro Febbo, Giuseppe Tagliente, Nicola Mincone) si allarmarono e chiesero di vederci chiaro,
http://www.primadanoi.it/news/cronaca/546229/Trasporto-malati-alla-Cri--i.html
ma di queste proteste non si è saputo più nulla. Come nulla si è saputo del ricorso presentato a marzo dall’allora consigliere di opposizione Camillo D’Alessandro, che ora ricopre un ruolo di punta molto vicino a D’Alfonso.  


AUMENTATI TAGLI E TICKET, MA GLI SPRECHI NON SONO CESSATI
L’impressione di chi segue da vicino la sanità è che mentre ci sono stati tagli ai servizi e aumenti ticket, queste fatture segnalano che in certi casi continuano sprechi milionari e corsie preferenziali.
Il fiume di soldi che esce dalle casse della Asl Chieti continua “come prima più di prima”,  quasi come se godesse di un regime di extraterritorialità, dove anche i decreti commissariali vengono ignorati o bypassati senza che succeda nulla. Almeno per la convenzione con la Croce rossa sul trasporto malati che costa milioni e su cui si potrebbe risparmiare se il nuovo commissario Luciano D’Alfonso recuperasse il decreto del sub commissario Baraldi che nel 2011 dettò le regole per il trasporto malati. E su questo l’assessore Paolucci potrebbe aiutarlo. Infatti nei giorni scorsi il Tar

ha bocciato una delibera della Asl di Chieti che ancora una volta favoriva la Cri riportando l’attenzione su quel decreto di tre anni fa che aveva normato il settore suscitando molte proteste.
Allora la scelta della Baraldi fu ritenuta un pò troppo restrittiva sul pagamento del servizio ambulanze, perché imponeva il costo medio nazionale che era molto più basso di quello praticato in Abruzzo. Ebbene, non solo sembra che quel decreto non sia mai stato mai applicato, ma addirittura nel dicembre scorso è stato bypassato dalla Asl di Chieti, se è vero che nella corrispondenza che preparava la delibera 1821 che assegnò il servizio solo alla Croce rossa, si legge esattamente: «stante il superamento del decreto Baraldi» (senza però far riferimento ad un atto amministrativo preciso per l’annullamento di questo atto ufficiale).

E così oggi, tanto per chiarire i termini della questione, un’ambulanza attrezzata che con il decreto Baraldi costava 75 mila euro e che alle varie associazioni veniva pagata 98 mila euro, ora viene pagata alla Cri 145 mila euro. E mentre la Baraldi pagava 12 euro come rimborso massimo a chiamata ed alle associazioni andavano 0,74 euro a km, ora la Asl di Chieti paga alla Cri il rimborso benzina (circa 700 euro ad ambulanza) ed anche altri costi.
Come tecnica per risparmiare non c’è male. Ce la farà l’assessore a recuperare i soldi che mancano, se continuano queste spese «dinamiche»?

Sebastiano Calella