OMICIDIO

Aquilano ucciso Birmingham, autopsia conferma morte per accoltellamento

Il coinquilino ancora in stato di fermo

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Aquilano ucciso Birmingham, autopsia conferma morte per accoltellamento

LONDRA. Resta in custodia il giovane sospettato dell'omicidio di Francesco Leccese, il 21enne aquilano morto a Birmingham dove viveva da qualche mese.
E' quanto ha riferito all'Ansa la polizia delle West Midlands, secondo cui il 20enne - che sarebbe un altro italiano, coinquilino della vittima - non è stato ancora formalmente incriminato.
Ieri pomeriggio i genitori della vittima hanno dovuto effettuare il riconoscimento del corpo di Leccese. I genitori erano giunti mercoledì mattina a Londra dove sono stati assistiti dal personale consolare, per poi recarsi a Birmingham.
Francesco, che ha due fratelli, era arrivato in Inghilterra nell'agosto scorso e da inizio novembre era stato assunto a tempo indeterminato come croupier in un casino di Chinetown. Il giovane sarebbe stato accoltellato al culmine di una lite scoppiata per futili motivi nell'appartamento che probabilmente divideva con l'omicida e altri connazionali.
La polizia delle West Midlands è nel pieno delle indagini: al grave fatto di sangue avrebbe assistito un altro giovane italiano, anch'egli abitante nello stesso stabile, che ha fornito la sua testimonianza alle forze dell'ordine che, comunque, sull'accaduto mantengono il più stretto riserbo.
Intanto l’autopsia ha confermato che il giovane aquilano è morto a causa di ferite da accoltellamento.
«Le indagini sulla morte e sulle circostanze che hanno portato al fatto continuano e le ricerche della polizia scientifica sono in corso», ha affermato il detective a capo delle indagini, Justin Spanner.
«Vorrei fare un appello a rivolgersi alla polizia per chiunque vive vicino a Daley Close (luogo del delitto, ndr) e ha visto o sentito qualcosa fra le 5 e le 8.30 di mattina di martedì 18 novembre».
Un vicino di casa ha raccontato al giornale Birmingham Mail: «ero abituato a vederlo fumare fuori casa, sono in stato di shock. Non lo conoscevo, ma era un ragazzo molto cordiale, sempre sorridente e salutava sempre. Non so con chi vivesse ma c’era sempre gente che andava e veniva da quella casa. Abbiamo vissuto da queste parti per 20 anni e non ricordo eventi così tragici».