FANTASMI DELLE OPERE

Abruzzo. Che fine ha fatto il progetto dell’Urp Regionale da 400mila euro?

D’Alfonso prova a dare la sveglia all’ennesimo fantasma che si aggira in Regione

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Abruzzo. Che fine ha fatto il progetto dell’Urp Regionale da 400mila euro?





ABRUZZO. Di professione fa il presidente ma come vocazione è “Ghostbuster”, l’acchiappa fantasmi. Il governatore Luciano D’Alfonso dice di non aver paura dei fantasmi e dichiara guerra (per ora verbale) ai tanti fantasmi che ha scoperto aggirarsi nelle buie stanze della Regione.
In principio fu il «fantasma Dedalus» un mega progetto da 7 mln di euro proposto da un intimo amico di Matteo Renzi nonché suo finanziatore mai messo a regime ed entrato in funzione. Dicono molte fonti «per colpa della politica» ma sarà D’Alfonso a dire l’ultima parola: per ora ha scritto e intimato risposte dalle varie direzioni interessate che non rispondono con la solerzia desiderata.
La lista dei fantasmi (conosciuti) è lunga e al secondo posto arriva il fantasma dell’Urp regionale, un altro mega progetto del 2013 che non si sa che fine abbia fatto nonostante almeno 400mila euro stanziati dalla vecchia giunta Chiodi  nella figura dell’assessore Alfredo Castiglione.
Ieri D’Alfonso in una riunione ha provato a dare una “strigliata” ai dirigenti ma per ora non ne ha cavato nulla. Difficile dire se quella di D’Alfonso sia una guerra vera ed il tempo dirà se vittoriosa o meno.
Così, dopo essersi scagliato contro la spa dell’amico Renzi, D’Alfonso sceglie un ulteriore «fantasma», quasi scegliendoselo con il “lanternino” e se possibile pure più potente, il Formez al quale la scorsa giunta ha affidato il progetto dell’urp regionale.
Il Formez gestisce per conto della Regione anche il programma dei fondi Fas oltre ad aver avuto molta fortuna anche nella zona dell’Aquila del post terremoto.
Evidentemente i risultati sono stati giudicati ottimi (se si esclude l’’inciampo del concorsone de L’Aquila) per cui nel 2013 arriva un nuovo protocollo d’intesa che prevede una spesa di 400.000 euro, soldi che saranno pescati dalle risorse Fas e che basteranno però solo per i primi 12 mesi.

CHE COSA E’ L’URP
L’Urp (Ufficio per le Relazioni con il Pubblico), così come si legge nella delibera di giunta dell’11 novembre 2013, servirà «per trasferire e diffondere le informazioni e le comunicazioni verso l’esterno, per garantire la trasparenza amministrativa e la qualità dei servizi».
La proposta è stata formulata, come si evince dai documenti, dopo due incontri tecnici avvenuti presso la sede della regione Abruzzo tra rappresentanti della struttura regionale e i rappresentanti del Formez.
L’ufficio doveva essere aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 15. Il servizio doveva essere erogato attraverso l’attivazione da parte della regione di un numero verde.
La Regione doveva fornire la logistica e le attrezzature hardware necessarie (server-postazioni) mentre il Formez doveva curare la gestione e la realizzazione del sistema di risposta e «l’ingegnerizzazione dell’Urp con proprio personale operante all’Aquila».
Erano state previste due postazioni di risposta in front office e due postazioni interne.
Belle intenzioni rimaste sulla carta perché il servizio non è mai partito ma i soldi sono stati erogati oppure no?
E perché tutto questo ritardo ormai dopo quasi due anni dalle “intese”?
Chissà.
Di sicuro i dipendenti regionali non erano in grado da soli di offrire il servizio che dunque è stato affidato direttamente a Formez.
La prima fase indicata nel cronoprogramma, infatti, doveva essere «conoscitiva e preparatoria», una conoscenza lenta e difficoltosa visti i risultati.
Bisognava  «mappare» le competenze e le strutture dell’ente nelle sedi aquilane e pescaresi, «conoscere le persone», scrive il Formez nella proposta, «i responsabili e dirigenti degli Uffici e Servizi nonché le loro competenze cui illustrare il nascente servizio Urp e la sua organizzazione, ascoltare i loro bisogni e le loro osservazioni in merito all’inserimento nel loro flusso di lavoro».
Bisognava  poi definire «il panel delle informazioni generaliste che inizialmente gli operatori del front office avranno a disposizione», verificare insieme all’ente regionale «la disponibilità e tempi per la logistica e le attrezzature presso la sede regionale, verificare insieme all’ente individuazione di personale regionale da destinare al servizio».
Cosa dovevano fare però non è stato specificato.

D’ALFONSO CI PROVA
«La nascita dell'Ufficio per le Relazioni con il Pubblico (URP) della Regione Abruzzo è una esigenza non più rinviabile che si colloca nella più ampia cultura della trasparenza amministrativa e nella aumentata attenzione verso la qualità dei servizi al cittadino».
Partendo da questo assunto, il Presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, ha incontrato gli stati generali della struttura regionale che dovrà dare vita a questo importantissimo presidio di trasparenza e di partecipazione democratica.
Rivolgendosi ai referenti di tutte le direzioni e servizi della Regione che costituiranno il back office dell'Urp, D'Alfonso, ieri, ha detto che questa dovrà rispondere alla duplice esigenza di garantire «la trasparenza amministrativa e di fornire uno strumento organizzativo adeguato alle esigenze di attuazione delle funzioni di comunicazione istituzionale e contatto con i cittadini».
 Presenti all'incontro anche alcuni esponenti del Formez P.A. che avrà il compito di formare il personale regionale e di affiancarlo in questa prima fase di start up per la durata di un anno.
Durante la riunione è stato analizzato «il lavoro di preparazione svolto finora da Formez ed è emersa la necessità di dare impulso a un sistema di comunicazione interna anche in virtù della prossima riorganizzazione degli uffici regionali».
 D'Alfonso ha anche chiesto ai rappresentanti del Formez di «predisporre un nuovo piano operativo che individui modalità e attività che portino in tempi rapidi all'apertura del servizio con livelli di qualità da egli stesso indicati».
 Il Presidente ha infine indicato l'esigenza di potenziare l'attività di formazione ai dipendenti regionali in modo da rafforzare le competenze di comunicazione verso l'utenza in termini di semplificazione del linguaggio, chiarezza delle informazioni e cordialità nelle risposte.
Sul perché dei ritardi nessuna spiegazione. Nessun dettaglio nemmeno sui costi sopportati finora e su quelli futuri.