GAS E TRIVELLE

Abruzzo. Forest Oil Bomba, Consiglio di Stato approva sospensiva

Bloccata l’efficacia della sentenza del Tar che a maggio aveva dato ragione alla multinazionale

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Abruzzo. Forest Oil Bomba, Consiglio di Stato approva sospensiva

 

 



ABRUZZO. Il Consiglio di Stato ha accolto la sospensiva richiesta da Regione Abruzzo, Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Wwf (assistito dall’avvocato Claudio Di Tonno) che avevano impugnato una sentenza del Tar del maggio scorso.
Al centro del contenzioso la Forest Oil e il progetto da realizzare nel territorio del comune di Bomba di una centrale di trattamento del gas, la perforazione di altri tre pozzi oltre ai due già realizzati, e la costruzione di un metanodotto di 7,5 chilometri a due passi dal lago e dalla diga sul Sangro.
Il Comitato Via regionale un anno fa aveva espresso il suo secondo parere negativo contro l’insediamento dell’impianto di estrazione e raffinazione di gas naturale.
Il Comitato era stato nuovamente chiamato in causa dopo che la Forest aveva ottenuto dal Tar la sospensiva del precedente diniego della Via.

L’anno scorso, di questi tempi, la società ha presentato un nuovo ricorso al Tar e i giudici amministrativi hanno dato ragione alla multinazionale rilevando che il Comitato VIA aveva motivato in modo troppo laconico e superficiale il proprio giudizio di diniego.
Dunque era previsto un nuovo ritorno al Via al quale però Regione e Ministero si sono opposti.
Il Consiglio di Stato adesso ha dato via libera alla sospensiva, ovvero ha sospeso per il momento l'esecutività della sentenza impugnata. Inoltre ha fissato la trattazione del merito che si terrà il 17 febbraio 2015.

«Si tratta di una vittoria importante per la Regione e per tutti coloro che hanno a cuore la salvaguardia del territorio abruzzese – ha commentato il consigliere regionale Alberto Balducci – perché il Consiglio di Stato ha deciso di attendere il giudizio di merito senza far tornare la vicenda al Comitato Via. Sono fiducioso in un pronunciamento futuro che tenga conto della peculiarità della nostra natura, messa a rischio da un progetto fortemente impattante».

La Forest mesi scorsi ha anche annunciato la richiesta alla Regione Abruzzo di un risarcimento di oltre 140 milioni di euro in caso di bocciatura definitiva del progetto.
In attesa ci sono i residenti della zona che da anni contestano il progetto. L’Istanza presentata dalla Forest prevede di estrarre gas in una zona «altamente compromessa da dissesti idrogeologici naturali», denunciano i rcittadini, «piena di frane attive e quiescenti, a poche centinaia di metri dal Lago di Bomba che contiene 64 milioni di metri d’acqua e per di più è realizzata con una diga in terra battuta che poggia anch’essa su un corpo di frana».

Da parte della Forest, invece, sono sempre arrivate rassicurazioni sulla sicurezza del progetto.
La società prevede 30,4 mln di euro in royalties alla Regione Abruzzo (2,2 milioni l'anno), 5,37 mln in royalties per il Comune di Bomba (383 mila euro annui), 148,2 mln in tasse per lo Stato, 20,477 mln in Irap per la Regione Abruzzo, 95.000 euro in tasse e contributi sociali per il Comune di Bomba ai quali andranno aggiunti i pagamenti di Ici e Tosap, al momento non quantificabili.