INDAGATO E LICENZIATO

Posti di lavoro in cambio di soldi, l’Arta licenzia il direttore amministrativo indagato

Di Odoardo avrebbe promesso assunzioni all’Università D’Annunzio

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Posti di lavoro in cambio di soldi, l’Arta licenzia il direttore amministrativo indagato

Luciano Di Odoardo




PESCARA. L’Arta ha licenziato oggi «per giusta causa» il direttore amministrativo Luciano Di Odorardo, 69 anni di Ortona.
Di Odoardo è stato arrestato una settimana fa dai carabinieri di Chieti con l’accusa di aver promesso (insieme ad altre 4 persone) posti di lavoro all'università 'D'Annunzio’ in cambio di denaro, millantando conoscenze con elementi di spicco dell'ateneo.
Le indagini sono scattate due mesi fa, ma i fatti sarebbero andati avanti per un paio di anni.
Secondo l’ipotesi accusatoria quella di Di Odoardo, già dirigente apicale dell'Asl Lanciano Vasto Chieti, era una posizione di spicco all’interno dell’organizzazione smantellata dai militari: gli inquirenti sostengono che l’uomo utilizzasse «la propria autorevolezza per dare spessore alle promesse», avrebbe inoltre seguito con attenzione l’evolversi degli eventi, dando consigli e disposizioni direttamente a Patrizia Marino, ovvero colei che aveva il compito di procacciare le vittime.
La notizia dell’arresto ha creato molto scalpore all’interno dell’Agenzia regionale, totalmente estranea ai fatti contestati, e ad una settimana dallo scoppio dell’inchiesta il direttore generale Mario Amicone ha firmato la risoluzione del contratto del direttore amministrativo.
Ieri in occasione dell’interrogatorio di garanzia Di Odoardo, così come gli altri indagati, non ha rilasciato dichiarazioni.

«Sono molto dispiaciuto per l'accaduto - commenta il direttore Amicone - e spero che Di Odoardo riesca a dimostrare la sua totale estraneità ai fatti che gli vengono contestati. In ogni caso ritengo che la rescissione del suo contratto, di natura privatistica, sia un atto dovuto: pur mancando la certezza del reato, che sarà la Magistratura ad appurare, è di fatto venuta meno la garanzia di trasparenza e legalità negli atti amministrativi di sua competenza».
Di Odoardo era arrivato all’Arta il 31 gennaio del 2012 e l’incarico (intuitu personae) di direttore amministrativo gli era stato rinnovato il 28 marzo scorso.
Nel documento di risoluzione per giusta causa l’Arta rileva che Di Odoardo «dal giorno 13 novembre» (ovvero il giorno prima dell’arresto) «non si è più recato in ufficio ed è attualmente irreperibile». Si trova infatti ai domiciliari con divieto di contatto con persone estranee al nucleo familiare.
Nel documento Amicone ricorda anche che tra i requisiti indicati dall’articolo 3 comma 11 del decreto legislativo 502/1992 che stabilisce i requisiti di nomina del direttore generale, del direttore amministrativo e del direttore tecnico è prevista l’assenza di procedimenti penali in corso, «requisito venuto meno». «A seguito del provvedimento emesso dalla procura di Chieti», si legge ancora, «si è verificata una situazione di incompatibilità tale da rendere impossibile la prosecuzione del rapporto di lavoro».