LA SENTENZA

Strada dei Parchi contesta pagamento Cosap: «non siamo un abuso edilizio»

La società ricorrerà alla Cassazione e su sconto dei pedaggi spiega: «non dipende da noi»

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Strada dei Parchi contesta pagamento Cosap: «non siamo un abuso edilizio»

ABRUZZO. Una infrastruttura pubblica, realizzata dall'ente pubblico, per eccellenza il Ministero delle Infrastrutture, può essere considerata alla stregua di un qualsiasi abuso edilizio a 40 anni dalla sua costruzione da un ente pretende il pagamento di imposte?
E’ questa la domanda che pone la Strada dei Parchi annunciando che presenterà ricorso alla sentenza della Corte d’Appello che ha definito «abusiva»  l'occupazione di Strada dei Parchi che non avrebbe mai chiesto alla Provincia di Teramo il rilascio della concessione per l’occupazione degli spazi sovrastanti le strade provinciali, «occupati» dai viadotti autostradali.

Da un punto di vista strettamente economico, i canoni annuali a carico di Strada dei Parchi e Autostrade per l’Italia ammontano a circa 200 mila euro e sono stati richiesti a far data dal 2007 per un importo complessivo che insieme alle sanzioni ammonta a 3 milioni e 200 mila euro.
Una parte di questi canoni sono già stati versati da una delle due concessionarie, la Società Autostrade Spa, mentre Strada Dei Parchi, fino ad oggi, non ha versato nulla.
«Non esprimiamo giudizi su una sentenza, di cui ancora non conosciamo le motivazioni», commenta Strada dei Parchi. «Come concessionario però dobbiamo ricordare e precisare alcuni elementi che sembrano completamente sfuggire dalle ricostruzioni che abbiamo letto sui giornali e sui siti abruzzesi. Le autostrade A24 e A 25 non solo sono delle strutture pubbliche, ma sono state costruite, direttamente dallo Stato ormai 40 anni fa. Dunque, la proprietà dei viadotti, sui quali la Provincia di Teramo chiede il pagamento della Cosap per "occupazione abusiva" di suolo pubblico, è dello Stato, precisamente del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. La domanda che rimane sospesa in tutta questa paradossale vicenda è la seguente: una infrastruttura pubblica, realizzata dall'ente pubblico, per eccellenza il Ministero delle Infrastrutture, può essere considerata alla stregua di un qualsiasi abuso edilizio?» 

Un interrogativo che, secondo Strada dei parchi, susciterebbe dubbi macroscopici se si considera che le autostrade italiane sono state progettate e costruite sulla base di leggi approvate dal parlamento.
«Che hanno generato procedure di esproprio e creazione di diritti da parte dello Stato. Ora dopo 40 anni a Teramo scopriamo che questa procedura avrebbe generato un abuso edilizio. Il tutto per consentire ad un Ente come la Provincia, che si avvia allo smantellamento, di incassare una imposta per la parte di viadotto autostradale che passa sopra una strada di sua competenza. Capiremo, leggendo la sentenza, dove i giudici abruzzesi hanno individuato e hanno ancorato le ragioni della Provincia di Teramo».
Strada dei Parchi Spa ricorda che in quanto vincitrice di una gara europea è concessionario di un'infrastruttura pubblica. «Per questo paga allo Stato, proprietario, un canone di concessione che si aggira sui 57 milioni di euro l'anno. Così che tra oneri pubblici diversi, per ogni euro incassato da Strada dei Parchi, 62 centesimi vanno allo Stato, sotto diverse formerà a vario titolo. Mentre al concessionario restano solo 38 centesimi ogni euro di pedaggio, con i quali far andare avanti la gestione ordinaria e straordinaria di A24 e A25».

TAGLIO DEI PEDAGGI?
«La generosa offerta del presidente della Provincia di rinunciare a parte della tassa Cosap in cambio di sconti sulle tariffe, è una proposta che strada dei Parchi apprezza, ma alla quale non può dare accoglienza», osserva l’ingegnere Cesare Ramadori, Ad della società.
«Il motivo è semplice, la Concessionaria non può per legge aumentare o diminuire le tariffe. In caso riduzione poi essendo la gran parte della tariffa di competenza dello Stato, verrebbe accusata di danno erariale, stante l’attuale normativa. Evidentemente, il presidente Di Sabatino non è a conoscenza della circostanza che le tariffe autostradali non sono negoziabili dai Concessionari, in quanto stabilite dal Ministero concedente nell'ambito della disciplina del rapporto concessorio. Compito questo resta in capo allo Stato. Dunque, la Provincia», conclude l’amministratore delegato, «se vuole vedere accolta la sua richiesta, una volta concluso tutto l’iter giudiziario, deve proporla al Ministero, che con decreto fissa le tariffe autostradali, sia quelle abruzzesi sia quelle del resto d'Italia. La Regione Abruzzo ad esempio ci risulta che si sta muovendo in questo senso a seguito di una mozione unitaria di tutto il Consiglio».
Quanto alla decisione presa dalla Corte aquilana, la società sottolinea che si tratta ancora di decisione soggetta ad impugnativa dinnanzi alla Suprema Corte di Cassazione, «che recentemente ha già avuto modo di pronunciarsi in senso contrario a quanto stabilito dalla Corte d'Appello. Presenteremo immediatamente ricorso avverso una sentenza che ritiene ingiusta e gravemente errata anche nei suoi presupposti in fatto».