DEBITI E MISTERI

L’Ater Chieti ci riprova: vendita di immobili per ripianare i debiti

Nei prossimi giorni un nuovo bando per tentare di incassare 3 milioni di euro

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2804

Domenico Recchione

Domenico Recchione

CHIETI. L’Ater di Chieti ha bisogno di una nuova boccata di ossigeno per le proprie casse e così ha deciso di mettere in vendita dei beni.
L’Azienda, dichiarata in condizione di deficit strutturale, è stata travolta alcuni mesi fa da vicende giudiziarie: adesso non può fare diversamente e vende i propri beni.
Non è una novità: ad aprile del 2011 il Consiglio regionale approvò il programma dell’Ater di Chieti per l’utilizzo dei proventi derivanti dall’alienazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica di proprietà dell’ente.
Cioè si erano già venduti immobili al solo fine di colmare il deficit creato dalle precedenti gestioni.
I fondi disponibili incassati ammontarono a circa 9,7 milioni di euro: di questa somma, 1,3 milione è stata destinata al ripiano del deficit dell’Ater, il resto per la manutenzione straordinaria di condomini già esistenti e per concludere la costruzione di nuovi stabili.
Alla manutenzione straordinaria sono andati 2,3 mln di euro.

Sempre nei mesi scorsi ha fatto molto discutere il super stipendio all’ex direttore Domenico Recchione, arrivato a percepire uno stipendio lordo di 324 mila euro a cui nel 2013 si sarebbero aggiunti 53mila euro di arretrati, un emolumento superiore a quanto percepito dal presidente degli Stati Uniti Obama e quello italiano Napolitano.
Questo particolare però non ha destato alcun allarme negli anni scorsi da parte degli organi di controllo (tra cui la giunta regionale) e sotto la lente della procura di Chieti che indaga ci sono finiti anche i trattamenti economici dei dirigenti, due dei quali percepiscono rispettivamente 180 mila euro e 128 mila euro l'anno.
Tornando ad oggi: il primo bando, di prossima pubblicazione con scadenza 22 dicembre, mette in vendita 2 lotti di fabbricati e 4 lotti di terreni per un valore a base d'asta di €2.842,000.
«Le vendite rientrano nel piano di risanamento finanziario autorizzato dalla Regione e si riferiscono esclusivamente al patrimonio non destinato a finalità sociali», spiega il Commissario dell’Ater di Chieti, Antonella Gabini. «In questo bando – chiarisce la Gabini – sono posti in vendita terreni e fabbricati vuoti ed inagibili da almeno un decennio. Nei prossimi giorni, con ulteriori bandi, saranno messi all’asta locali commerciali e magazzini».
Il termine per la presentazione delle offerte per questi primi lotti di immobili è fissato per il 22 dicembre alle ore 13.00. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito.

LA PROTESTA DI PIO RAPAGNA’
Intanto da Roseto, Pio Rapagnà, del comitato ‘Mia Casa’ contesta il nuovo decreto amministrativo firmato dal Ministro delle Infrastrutture, dell'Economia e per gli Affari Regionali, con l'intesa della Conferenza unificata dei Presidenti delle Regioni, con il quale si stabiliscono le procedure per la “vendita all'asta” degli immobili di Edilizia Residenziale Pubblica di proprietà dei Comuni, delle Ater- ex Istituti Autonomi Case Popolari.

«La vendita attraverso bandi ad asta pubblica non solo di singoli alloggi ma anche di interi edifici e caseggiati popolari», protesta Rapagnà, «sconvolgerà la vita quotidiana di migliaia di famiglie abruzzesi, molte delle quali, non avendo i mezzi economici per acquistare la loro attuale abitazione, saranno sottoposte a “mobilità obbligatoria”, mentre la maggior parte di esse perderanno, per sempre, il diritto al riscatto. La colpa è tutta di coloro che, pur di difendere la loro posizione di potere clientelare acquisita all'interno degli ex-IACP e delle ATER, nel controllo dei fondi GESCAL e nella “gestione diretta” degli alloggi pubblici, in questi anni si sono sempre opposti al ripristino del “riscatto graduale e sociale” delle Case Popolari».