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Bimbo di 20 mesi ingerisce droga: è uscito dal coma

Altro caso ad Ascoli bimbo ustionato da ceretta

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Bimbo di 20 mesi ingerisce droga: è uscito dal coma




PESCARA.  Due incidenti di diversa natura, che vedono entrambi coinvolti due bambini, entrambi abruzzesi, si sono verificati in poco più di 24 ore.
Nel caso pescarese  un bimbo di un anno e otto mesi è ricoverato in Rianimazione per aver ingerito della droga; nell'altro, in provincia di Ascoli, un piccolo di nove mesi residente nel Teramano è rimasto gravemente ustionato dopo che la cera depilatoria usata dalla madre, estetista, gli è caduta sul volto.
 Il primo episodio si è verificato ieri nel capoluogo adriatico. Il bimbo, figlio di due tossicodipendenti e con il padre in carcere, era con la madre, nel popoloso quartiere 'Rancitelli' di Pescara, quando, secondo la versione fornita dalla donna agli investigatori, avrebbe raccolto da terra un involucro e ne avrebbe ingerito il contenuto.
E' stata la madre stessa ad accompagnarlo in ospedale, dove il piccolo è arrivato praticamente incosciente. E' in prognosi riservata e le sue condizioni, stando a quanto riferito dal direttore dell'Unità operativa di Rianimazione dell'ospedale di Pescara, Tullio Spina, sono «critiche, ma stabili».
 Il bambino è intubato, assistito dal punto di vista respiratorio e sotto sedativi. 

C’è attesa per oggi poiché i medici valuteranno se sia il caso di ridurre i farmaci ed, eventualmente, di staccare il respiratore meccanico.
Il referto parla di cannabinoidi e cocaina, ma si attendono i risultati delle analisi tossicologiche per capire di che tipo di droga si tratti. Sulla vicenda indagano gli uomini della squadra Mobile della Questura, che hanno effettuato alcune perquisizioni e sono al lavoro per accertare se l'involucro sia stato davvero trovato in strada. 

CONDIZIONI MIGLIORANO
Migliorano le condizioni del bambino: la prognosi resta riservata, ma il piccolo è uscito dal coma. Intanto proseguono gli accertamenti della Polizia per fare luce su quanto accaduto.
«Abbiamo prima ridotto e poi sospeso i sedativi - spiega all'Ansa il direttore dell'Unità operativa di Rianimazione, Tullio Spina - il bimbo non è più intubato e respira autonomamente. Per ora resta in prognosi riservata in Rianimazione, ma nei prossimi giorni, se non dovessero insorgere complicazioni, valuteremo il trasferimento nel reparto di Pediatria».
Gli agenti stanno ascoltando persone che potrebbero aver assistito ai fatti. Con il passare delle ore sembrano aumentare i dubbi sulla ricostruzione fornita dalla madre, secondo la quale il bimbo avrebbe trovato per strada l'involucro contenente la droga. L'episodio è avvenuto giovedì pomeriggio. La donna, 20 anni, secondo la versione fornita agli investigatori, dopo aver fatto visita con il piccolo al marito 22enne in carcere, avrebbe raggiunto il popoloso quartiere 'Rancitelli' del capoluogo adriatico.
Qui, nei pressi del complesso chiamato 'ferro di cavallo', zona considerata la centrale dello spaccio abruzzese, il piccolo avrebbe trovato a terra un involucro e ne avrebbe ingerito il contenuto. E' stata la madre stessa, a quel punto, ad accompagnare il bambino in Pronto soccorso.

IL CASO DI ASCOLI
L’altro episodio è accaduto  dopo circa 24 ore, in un paese della provincia di Ascoli Piceno, invece, un bimbo di nove mesi è rimasto gravemente ustionato al volto dalla cera depilatoria che la mamma, estetista, stava utilizzando nel suo negozio. Ad accompagnarlo all'ospedale di Sant'Omero (Teramo) è stata la donna, che risiede nel Teramano.
I medici gli hanno diagnosticato ustioni di primo e secondo grado e hanno deciso di trasferirlo al reparto grandi ustionati del Bambino Gesù di Roma. Il trasferimento, organizzato dalla centrale del 118 di Teramo, è avvenuto in ambulanza. Secondo una prima ricostruzione, il passeggino del bimbo era vicino ai tavoli di lavoro, dove c'era il barattolo con la cera bollente che si sarebbe rovesciato. Sull'episodio sono in corso accertamenti dei Carabinieri.