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Consiglio comunale Teramo: riprese vietate, giornalisti cacciati dall’aula

Brucchi si scusa e parla di «un malinteso»

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TERAMO. Giovedì pomeriggio è stata negata ad alcuni giornalisti e cittadini la possibilità di effettuare foto e riprese durante il Consiglio Comunale di Teramo.
«Le sedute del Consiglio Comunale sono pubbliche e possono essere liberamente riprese e diffuse in ossequio ai principi costituzionali di libertà d'informazione e comunicazione senza consenso», ha contestato il consigliere comunale Gianluca Pomante, «salvo limitazioni imposte da esigenze di riservatezza riguardanti dati sensibili e giudiziari. Insomma, un pasticcio, generato probabilmente da un errore di valutazione. Poichè le sedute sono già assicurate da un'emittente televisiva, dietro pagamento, si è ritenuto non corretto consentire ad altri le riprese».

Protestano anche dal Movimento 5 Stelle. I grillini parlano di «una bruttissima pagina per la democrazia di questa città. L'Amministrazione Brucchi, infatti, ha impedito al nostro consigliere Fabio Berardini e ad alcuni cittadini presenti, di registrare gli interventi in Consiglio Comunale come già avviene da parte dell'emittente televisiva Teleponte».
Giovedì, ricostruiscono i pentastellati, «all'arrivo in Consiglio comunale, il presidente del Consiglio Milton Di Sabatino ha riferito al nostro consigliere comunale che non è assolutamente possibile riprendere l’assise dietro parere del nuovo segretario Generale, motivando con il fatto che il Regolamento del Consiglio prevederebbe solo le riprese televisive. Questa motivazione è certamente priva di logica, a nostro parere, perchè non è possibile vietare ad un Consigliere Comunale di riprendere il proprio intervento e conservarlo in archivio sul proprio computer quando già è presente un’emittente televisiva che ha la possibilità di registrare».

Erano presenti in aula un paio di cittadini, ed uno di essi ha iniziato a riprendere gli interventi dei consiglieri con il proprio smarthphone. A quel punto il vigile urbano presente ha cercato di oscurare l’obiettivo del cellulare ed alla fine ha accompagnato fuori la cittadina. Intanto il consigliere Fabio Berardini è intervenuto chiamando la Polizia visto che, nello Statuto della città di Teramo, all’articolo comma 8, si legge che “alle sedute del Consiglio Comunale va data la più ampia diffusione anche attraverso le riprese televisive”.
I grillini hanno chiesto alla polizia di fare rapporto sulla questione e di chiedere un parere sia al Questore e sia al Prefetto. «Successivamente», raccontano ancora dal M5S, «il segretario generale ha ordinato di cacciare dall’aula sia la telecamera di Veratv presente lì gratuitamente in ossequio al diritto di cronaca e sia il fotografo ufficiale del Messaggero, giustificando l’azione dicendo che visto che era già presente la telecamera di Teleponte che viene pagata con i soldi dei cittadini, non ci possono essere altre telecamere che riprendono i lavori del Consiglio Comunale».

I Gruppi consiliari Partito Democratico e Teramo Cambia parlano di «una delle pagine più tristi nella storia politica della nostra città»: «una vicenda che segue e che ricorda altre scelte politiche incomprensibili e ingiustificate cui abbiamo assistito sotto la gestione Brucchi, fra le quali, su tutte, l’individuazione di zone rosse in città per vietare indiscriminatamente ogni forma di manifestazione pubblica. In una democrazia rappresentativa che voglia definirsi veramente tale l’ Assemblea civica dovrebbe corrispondere all’agorà della polis, la piazza principale, il luogo aperto per antonomasia che accoglieva anche l'assemblea popolare nella quale si discutevano le questioni pubbliche e venivano assunte le decisioni politiche. La democrazia rappresentativa o è questo o non è democrazia».

LE SCUSE DI BRUCCHI
Il sindaco Maurizio Brucchi, compreso l’errore, ha chiesto formalmente scusa: «è stato con evidenza frutto di un malinteso. Basta appena ricordare, a sostegno di ciò, che abbiamo fatto della trasparenza e della libertà di partecipazione alle sedute consiliari, non solo principi continuamente ribaditi ma anche “fisicamente” riscontrabili. L’Ufficio stampa dell’Ente comunica, anche con ripetuti passaggi, ogni data di convocazione del Consiglio, aggiungendo ovviamente l’ordine del giorno ed inserendo tale informazione sul sito istituzionale; nell’aula abbiamo riservato postazioni fisse proprio agli organi di informazione; infine, abbiamo espletato una gara tra le emittenti televisive del territorio per la ripresa integrale delle sedute stesse, la quale viene poi trasmessa anche con repliche».
Secondo Brucchi sarebbe «ingeneroso» l’atteggiamento di alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle, i quali, «anche a dispetto delle disposizioni del Regolamento, esigono di fare riprese o foto con cellulari, in dispregio non solo di norme che il Consiglio si è già date, ma anche di regole di civile comportamento, che dovrebbero invece essere alla base di chiunque pretenda di rappresentare la pubblica opinione. E’ evidente, d’altronde, che prevedendo l’esito di tale atteggiamento, lo scopo è quello di sollevare fumo, ingenerando “casi” che sono inesistenti ed impegnando energie che andrebbero spese per cause più degne».

Ai giornalisti che sono stati allontanati, «manifestiamo il nostro profondo dispiacere e confermiamo il nostro assoluto – e verificabile – rispetto per il diritto di cronaca. Scusandoci ancora, ci permettiamo di invitarli – con la stessa franchezza che detta questa nota – a ravvisare con maggior discernimento nell’assoluta libertà d’opinione, gli atteggiamenti di chi si arroga il diritto di agire per il bene pubblico».