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Carichieti, decreto corretto a commissariamento deciso

Perciò i 5 Stelle chiedono al ministro un “ravvedimento operoso”

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Carichieti, decreto corretto a commissariamento deciso

Ignazio Visco

CHIETI. Ecco l’errore contenuto nel decreto di commissariamento della Carichieti. Si tratta di una correzione fuori tempo massimo che giustificherebbe la richiesta di ritiro in autotutela di questo provvedimento, almeno secondo le interrogazioni parlamentari del Movimento 5 Stelle al ministro dell’economia Pier Carlo Padoan. Infatti, oltre l’onorevole Andrea Colletti, anche il senatore Gianluca Castaldi ed altri sei hanno chiesto l’intervento del ministro per «un ravvedimento operoso», cioè per il ritiro del commissariamento.

Castaldi definisce «un errore “clamoroso” porre a base del provvedimento Mef - su indicazione della Banca d’Italia - “un fatto inesistente” e cioè la contestazione al direttore Roberto Sbrolli del suo ruolo di amministratore delegato di Flash bank, carica che non ha mai ricoperto».
 Senza dire che è anche molto disinvolta la tempistica  del “cambio frase”, avvenuto dopo la firma del decreto da parte del ministro dell’Economia che getta nuova luce sulle contestazioni che hanno portato al commissariamento. In sostanza Padoan – inconsapevolmente – avrebbe firmato un decreto basato su almeno un dato ed un giudizio che si sono rivelati del tutto infondati e perciò falsi.
 
LA CORREZIONE DI BANKITALIA ALLA RELAZIONE PRESENTATA AL MINISTRO
Al punto 2, paragrafo 6 (ultimo capoverso, pag. 5) della relazione Bankitalia sottoposta al ministro si legge «del nuovo direttore dr. Sbrolli, il cui operato era risultato connotato da significative anomalie in qualità di Ad (amministratore delegato) della Flah bank».
 Ma il provvedimento di scioglimento degli organi della Carichieti notificato agli organi della Cassa e che riporta anche la nomina a commissario Riccardo Sora (più tre  altri componenti del Comitato di sorveglianza), contiene un’appendice di modifica: «si precisa  che l’ultimo capoverso del paragrafo 2.6 (pag. 5) deve intendersi così modificato: “il nuovo direttore , dott. Sbrolli, ha manifestato ecc. ecc.», con tanto di firma digitale del responsabile del procedimento in Banca d’Italia. Frase nuova e diversa, che cancella completamente il passaggio sulle «anomalie in qualità di Ad di Flash bank» riferito al direttore. Detto in altre parole: scusate, ci siamo sbagliati: Sbrolli non era stato Ad di Flash bank.
 Come in realtà è, visto che la Banca d’Italia – in una precedente ispezione – aveva accertato che Sbrolli era solo il responsabile del credito e non l’Ad di questa banca poi incorporata per fusione nella Carichieti.
Il problema nasce, dunque, dal fatto che questa non è solo una questione di galateo, ma la modifica di un atto amministrativo che rischia di renderlo nullo o almeno ad essere riscritto e rifirmato a correzione avvenuta.
La modifica getta una luce di incertezza su tutte le altre irregolarità rilevate da Bankitalia nella gestione della Carichieti e nell’operato del direttore, qui scambiato per un’altra persona, e soprattutto pone il ministro Padoan nel ruolo imbarazzante di chi ha firmato un decreto conoscendo una realtà diversa da quella vera.
Al di là della correzione che è sostanziale e non solo formale, sono le date a mettere in luce la gravità dell’errore della Banca d’Italia.

L’ERRORE SUL DIRETTORE È STATO CORRETTO DOPO LA FIRMA DEL COMMISSARIAMENTO
Questa la scansione temporale dei fatti: il 2 settembre viene presentata al ministro la relazione Bankitalia con la richiesta di commissariamento a firma del governatore Ignazio Visco (delibera 443/2014). Il 5 settembre il ministro decreta che «gli organi di amministrazione e di controllo della Carichieti sono sciolti e la stessa è sottoposta alla procedura di amministrazione straordinaria».
 Il 16 settembre (delibera 477/2014) il governatore Ignazio Visco nomina il commissario ed il comitato di sorveglianza.
Il 17 settembre, cioè il giorno dopo ed a procedura ultimata, il servizio Bankitalia che gestisce le amministrazioni straordinarie comunica a Riccordo Sora - nella sua qualità di commissario – che c’è stata la correzione. Insomma dopo la “condanna” dell’imputato Sbrolli, arriva la notizia che “è innocente”. Hanno perciò buon gioco gli onorevoli pentastellati a prevedere ricorsi ed a chiedere il “ravvedimento operoso” e cioè il ritiro del commissariamento.

IL LICENZIAMENTO IMPROVVISO DEL DG ATTIVA UN CONTENZIOSO MOLTO ONEROSO
Per il momento, però, la risposta di ieri, come anticipato da PrimaDaNoi.it, è stato il licenziamento di Sbrolli, comunicato al personale con una nota molto scarna in cui si legge che «il rapporto con il direttore Sbrolli era risolto».
Qui si apre la strada ad un contenzioso che rischia di costare molto oneroso per la Cassa di risparmio, ed in definitiva ai correntisti sui quali andranno a cadere questi costi aggiuntivi. Inevitabile sembra il ricorso del direttore licenziato al giudice del lavoro, per conoscere se c’è stata giusta causa (visto anche l’errore che lo riabiliterebbe), per sollecitare il reintegro ed ottenere magari il pagamento del mancato preavviso e dell’indennità suppletiva. Un totale che è difficile quantificare, ma che si prevede di un certo “spessore” e che trasformerà un commissariamento fatto per risanare in un’occasione di spesa aggiuntiva che forse si poteva evitare.
Sarà forse questa incertezza di Bankitalia nella gestione della pratica “Chieti” a dare spazio alle ipotesi di un intervento dell’economia locale per salvare il bilancio della Cassa, messo sotto pressione per un’altra rettifica dei crediti incagliati ed inesigibili. Potrebbe essere questo il cuore dell’intervento sanzionatorio di Bankitalia che avrebbe voluto maggiori cancellazioni di questi crediti rispetto ai 300 mln già rettificati e che nei giorni scorsi ha effettuato due audizioni a Roma (una del consigliere avvocato Giuseppe Martino, l’altra dello stesso Sbrolli). Le domande poste dagli “esaminatori” e le risposte fornite hanno evidenziato che lo stato di salute di Carichieti è sostanzialmente accettabile.
Risulta anche dalle controdeduzioni in preparazione da parte degli organi sciolti e dello stesso direttore. Ora però l’aspetto giudiziario (Tar, giudice del lavoro, addirittura si parla anche di un ricorso al presidente della Repubblica) indebolisce i contenuti della relazione ispettiva a causa di questa correzione postuma e/o di altri errori eventualmente contenuti nelle valutazioni negative degli ispettori. Perché se la conoscenza della realtà di Carichieti è quella sui ruoli in Flash bank e se Bankitalia usa le date come variabili indipendenti, qualche dubbio sull’intera vicenda è legittimo.

Sebastiano Calella

CARICHIETI. RETTIFICA COMMISSARIAMENTO