CARTE SEGRETE

Elettrodotto Villanova-Gissi: autorizzato da atto di Antonio Sorgi mai pubblicato

Cercasi disperatamente una determina dirigenziale del 2008 che avrebbe dato il via all’opera

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Antonio Sorgi

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ABRUZZO. Possibile che un’opera così mastodontica possa essere stata autorizzata da un uomo solo? Possibile che l’elettrodotto Villanova-Gissi di Terna -che è parte del più vasto progetto che coinvolge anche il famoso cavo sottomarino dal Montenegro- sia stato approvato con una determina dirigenziale praticamente segreta?
E’ quanto sostiene oggi il Forum abruzzese dei Movimenti dell'Acqua, partecipando alla mobilitazione in corso sull'elettrodotto Villanova-Gissi.
Secondo Augusto De Sanctis si tratta della Determina Dirigenziale n.130/2008 del 19 novembre 2008 a firma della Direzione dell'allora megadirettore Antonio Sorgi, con la quale sono stati decisi i criteri sulla localizzazione di queste infrastrutture in Abruzzo.
«Questa Determina che è stata di centrale importanza per la pianificazione del percorso del Villanova – Gissi riguarda tutto il territorio regionale e non appare pubblicata sul BURA o su altri siti della Regione. Dalle prime informazioni a nostra disposizione l'atto disciplinerebbe le aree dove escludere del tutto la costruzione di nuovi elettrodotti (criterio escludente), quelle in cui sarebbe meglio non intervenire ma in cui comunque alla fine è comunque possibile consentire la costruzione (criterio penalizzante) e le altre aree senza particolari vincoli».

Possibile che non sia stata mai pubblicata?
Invero la Regione Abruzzo per ragioni non chiare non dispone di un albo pretorio così come sono obbligati a fare Comuni e Province ed enti partecipati, la Regione, invero, è indietro e inottemperante anche per quanto riguarda l’attuazione delle norme anticorruzione…
 Il sospetto potrebbe trasformarsi in certezza anche perché non è certo questo il tempo delle buone notizie anche alla luce delle risultanze emerse dalla recente inchiesta della procura di Pescara proprio sul superdirigente che oltre che occuparsi di qualunque cosa attenesse a maxiprogetti,  ambiente, energia e finanziamenti europei, riusciva a trovare il tempo anche per svolgere una sua personale e privata attività imprenditoriale, ovviamente in pieno conflitto di interessi e sfruttando la sua posizione pubblica decisionale.

Dalle intercettazioni di quella inchiesta è emerso anche che Sorgi avrebbe interessi anche in campo energetico, anche se conferme e particolari per ora non si conoscono. Certo è che la Regione facilissima e velocissima di D’Alfonso dovrebbe fare chiarezza assoluta su questa e molte altre vicende molto simili, parimenti contestate dal territorio e con ombre difficili da dissipare.
Opere così importanti non possono né essere imposte in questo modo né portare con sé il benchè minimo dubbio.
«Sarebbe bene divulgare il testo della determina», propone De Sanctis, «per capire chi e come ha deciso in che categoria deve rientrare un dato territorio della regione e se, ad esempio, sono state seguite le procedure e i criteri adottati nelle regioni limitrofe. E' stato coinvolto il Consiglio regionale? Era tra i poteri del Direttore determinare il futuro di interi territori della regione? Quale trasparenza è stata data alla procedura regionale?».