CULTURA

Pescara, verifica del Comune sulle Fondazioni: «emerse criticità da chiarire»

La Commissione cultura analizza la situazione di Fondazione Paparella, Museo delle Genti d’Abruzzo e Emp

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Pescara, verifica del Comune sulle Fondazioni: «emerse criticità da chiarire»

PESCARA. Dopo l’approvazione del Bilancio Preventivo del Comune di Pescara e della relativa assegnazione di fondi alle Fondazione “Paparella Treccia”, “Museo delle Genti d’Abruzzo” e all’ Ente Manifestazioni Pescaresi, la Commissione Cultura del Comune, ha deciso di approfondire la situazione riguardante i contratti e le convenzioni che regolano i rapporti tra le parti.
«Sono emerse alcune criticità», come spiega il presidente della Commissione, Emilio Longhi, «frutto soprattutto delle datate modalità di istituzione dei citati soggetti che si riflettono nei metodi gestionali, a tratti inficiando la capacità d’innovazione pure rinvenibile in alcuni casi».
L’analisi della Commissione parte, in ordine cronologico, dalla prima audizione, quella del presidente della Fondazione “Paparella Treccia”,  Augusto Di Luzio.
La Fondazione agisce sia da gestore del Museo di Villa Urania, in cui sono esposte maioliche castellane di elevatissimo valore storico e artistico, appartenenti al patrimonio dell’Ente, sia da soggetto organizzatore di mostre, che si tengono o all’interno di Villa Urania, o nel Museo Vittoria Colonna (mostre che, stando alle dichiarazioni del presidente, si sono chiuse con un bilancio in pareggio, senza che il Comune di Pescara, nonostante fosse co-finanziatore, abbia mai speso un euro).
Questa Fondazione ha un capitale sociale molto elevato (circa 6 milioni di euro), cui contribuiscono sia la Villa, che la collezione di opere artistiche.  Per quanto riguarda la situazione amministrativa, il presidente, nominato a seguito della morte del professor Paparella, svolge il proprio ruolo a titolo gratuito.
Giuridicamente l’ente si configura come una Fondazione di partecipazione, in cui le funzioni principali (modifiche di statuto, nomina di 4 membri Cda, del direttore scientifico e dei revisori dei conti) sono di competenza dell’Assemblea dei Soci Fondatori.  
«Nel complesso», è stato rilevato dalla Commissione, «a livello economico, il contributo del Comune è necessario per il mantenimento delle strutture, che devono essere messe in sicurezza, e il pagamento di personale qualificato (che aumenta le ore di lavoro durante l’estate per permettere l’orario estivo dalle 17 alle 24, una delle poche strutture in questa città ad adeguare l’orario ai ritmi estivi).  Le altre attività si remunerano essenzialmente con la bigliettazione e gli sponsor».

 MUSEO DELLE GENTI D’ABRUZZO
La seconda audizione ha riguardato la Fondazione “Museo delle Genti d’Abruzzo” rappresentata dal direttore Ermanno De Pompeis. Il presidente della Fondazione è un membro della Commissione Cultura, il consigliere Albore Mascia (anche questo incarico è a titolo gratuito). La Fondazione ha un capitale inferiore a quella della Fondazione Paparella, ha sede in locali di proprietà comunale (che sono stati ceduti al Comune dallo Stato con vincolo alla destinazione a “Museo delle Genti d’Abruzzo”) e il Comune paga anche le utenze, in base a una convenzione rinnovata nel 2009. Sempre con tale convenzione, il Comune si impegnava a versare non meno di 201.000 euro/annui alla Fondazione. «L’audizione ha evidenziato, come, nonostante la mole di attività della Fondazione sia elevata sin dalla sua nascita, vada fatta maggiormente luce sulla situazione a livello gestionale», spiega Longhi.
L’attenzione della Commissione si è concentrata particolarmente  sulla “Genti d’Abruzzo S.r.l.”, una società controllata dalla Fondazione, che la utilizza per i servizi, dalla bigliettazione alla riscossione degli affitti, fino all’assunzione di personale. «Amministrativamente, non si evince bene la situazione economica della s.r.l.», annota Longhi, «il cui bilancio finisce per incidere su quello della Fondazione, senza tuttavia che il Comune riesca ad avere su di questa il controllo che meriterebbe in quanto finanziatore principale».
Allo stato attuale, infatti, pur trattandosi anche in questo caso di una Fondazione di partecipazione, nel Cda della Società, il cui direttore è sempre De Pompeis, il Comune esprime un solo membro su 3, attualmente nella figura della senatrice Chiavaroli (eletta quando era membro per conto del Comune del Cda della Fondazione). Per quanto riguarda invece, la Fondazione, anche in questo caso il Cda è composto da 9 membri, 5 di nomina comunale, (attualmente sono 4 per le dimissioni di Sulpizio: Di Pino, Masci, Corneli, Dogali).
«Occorre che il Comune», sottolinea Longhi, «che ha importanti oneri economici nella gestione della Fondazione, riveda struttura e organizzazione dell’ente. Va sicuramente modificato lo Statuto, per renderlo compatibile con la legge 39/2013 ed eventualmente cogliendo anche l’occasione per una ristrutturazione della gestione».

ENTE MANIFESTAZIONI PESCARESI
L’ultima audizione è stata quella del direttore dell’Emp (Ente Manifestazioni Pescaresi), Lucio Fumo. Tra le attività dell’Ente Pescara Jazz e Funambolika.
L’Emp gestisce, inoltre il Teatro D’Annunzio e l’Auditorium Flaiano, strutture che stanno per rientrare nel pieno possesso del Comune di Pescara, al termine di un lungo iter burocratico col demanio. Ormai buona parte delle entrate dell’Emp derivano da privati (sponsorizzazioni, fitti e bigliettazione) e il contributo del Comune è pari al 26% del bilancio dell’ente mentre si è notevolmente abbassato il contributo regionale e la Provincia ha dato un contributo “a progetto” nel 2013, e nulla nel 2014.
«Per quanto riguarda il futuro, potrebbe essere arrivato il momento di portare a conclusione due processi prospettati alla Commissione dal Direttore Fumo», sottolinea Longhi, «la fusione tra l’Emp e la Società del Teatro e della Musica “Luigi Barbara” (che garantirebbe una programmazione per l’intero anno), e la trasformazione in una Fondazione (senza tuttavia perdere i finanziamenti che già adesso riceve dal Fondo Unico per lo Spettacolo). Questa è una grande sfida, da accogliere subito, nominando i cinque membri del Cda tra persone competenti, che dovranno agevolare tale passaggio (magari che abbiano quindi conoscenza di gestione di analoghe strutture o competenze giuridiche/economiche), anche se le modifiche statutarie passano attraverso l’assemblea dei soci, non attraverso il Cd’A. Medesima considerazione vale anche per il Presidente, che dovrà fare da “traghettatore” di questa necessaria trasformazione in Fondazione, destinata a essere il vero “produttore culturale” del Comune di Pescara nei prossimi anni».
La Commissione ritiene inoltre che vada fatta chiarezza sulle contribuzioni da parte degli Enti pubblici, sia nell’Emp che nella Fondazione Genti d’Abruzzo, in quanto in il Comune risulta essere l’unico soggetto pubblico (esclusa la Camera di Commercio nell’Emp) a erogare le quote associative, «ma a questo non corrisponde spesso una presenza in Cda superiore ad altri enti».