SEGRETO BANCARIO

Abruzzo. Carichieti, l’interrogazione getta scompiglio ed il direttore viene licenziato

Acque sempre più agitate dentro e fuori l’unica banca abruzzese rimasta (e decapitata)

Redazione Pdn

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Abruzzo. Carichieti, l’interrogazione getta scompiglio ed il direttore viene licenziato

Andrea Colletti



CHIETI. Un’interrogazione parlamentare del Movimento 5 Stelle sul commissariamento della Carichieti e la notizia filtrata ieri, secondo la quale il commissario Riccardo Sora avrebbe licenziato il direttore generale Roberto Sbrolli, hanno fatto tornare la tensione attorno alla Cassa di Risparmio.
Notizie che hanno squarciato il velo su quello che succede nella sede di via Colonnetta, visto che nella pagina on line della banca i comunicati sono fermi al 19 settembre scorso, solo con la notizia della decapitazione dei vertici Carichieti e l’avvio dell’amministrazione straordinaria.

COSA STA SUCCEDENDO?
Con un’interrogazione a risposta in Commissione, l’onorevole Andrea Colletti ha infatti chiesto al Ministro dell’economia - che ha firmato il decreto di commissariamento della Carichieti su richiesta Bankitalia - di valutare se questa decisione è fondata su dati certi. Se invece, come risulta all’interrogante, questi dati tanto certi non sono, che farà il Ministero?
Annullerà il provvedimento in autotutela, visto che il commissariamento potrebbe essere a rischio di decadenza per i possibili ricorsi? Vista la contestualità dell’interrogazione e del ventilato licenziamento, le due vicende sembrerebbero accomunate, quasi che Bankitalia non avesse gradito la richiesta di chiarimento approdata in Parlamento. Ma forse non è così, perché è vero che non bisogna “disturbare il manovratore”, ma mentre il deputato pentastellato Colletti fa il suo mestiere di politico e brucia sul tempo gli altri partiti che su Carichieti tacciono imbarazzati e distratti, l’eventuale licenziamento del direttore Sbrolli ha altre origini. Secondo le regole ed i riti di osservanza bancaria, il commissario Sora non dovrebbe avere più potere degli ispettori Bankitalia che nella loro relazione conclusiva hanno sanzionato gli amministratori in carica, ma non il direttore. Però è possibile che al momento dell’insediamento, nel pacchetto di incarichi assegnato dai vertici al commissario ci fosse l’emarginazione a tutti i costi del direttore il quale è stato prima in ferie, poi in malattia e poi inaspettatamente è rientrato in servizio i primi di novembre, tanto che – a quanto riferiscono i bene informati – in questi giorni ai piani alti di via Colonnetta era palpabile l’imbarazzo, quando Sora e Sbrolli si incontravano nel corridoio. E non è escluso perciò che qualcuno abbia consigliato al dg di mettersi in malattia, proprio per levarsi di torno. Un “consiglio” (se vero) del tutto irrituale, che però Sbrolli non ha accettato. E così dopo pochi giorni sarebbe arrivato il licenziamento, che lo stesso Sbrolli non smentisce, rispondendo al telefono mentre è a colloquio con i suoi legali.

COLLETTI (M5S): «COMMISSARIAMENTO BASATO SU UN FATTO INESISTENTE»

Ma è l’interrogazione parlamentare a creare più problemi al commissariamento ed a risvegliare l’attenzione su questo provvedimento che fino ad oggi non ha contestato nemmeno la Fondazione, che pure è proprietaria dell’80% delle azioni della banca. Come si legge nell’interrogazione presentata martedì dall’onorevole Andrea Colletti (Movimento 5 Stelle) al Ministro dell’economia e delle finanze, la Carichieti è stata commissariata su proposta della Banca d’Italia, anche perché erano state registrate «anomalie dell’operatività dell’attuale direttore generale in qualità di amministratore delegato di Flash Bank, ente creditizio in precedenza posto in liquidazione coatta». Però questo direttore «per quanto risulta all’interrogante non ha mai ricoperto alcuna carica ovvero svolta operatività nella nominata Flash Bank». Se le cose stanno così,  Colletti chiede «quali urgenti iniziative il Ministero interrogato intende assumere, anche in via di autotutela amministrativa, evitando gli imminenti ricorsi dei soggetti legittimati, per accertare la regolarità della proposta (di commissariamento) della Banca d’Italia e del decreto adottato».
 Infatti, conclude l’interrogazione, «a fondamento della procedura dell’amministrazione straordinaria, la Banca d’Italia sembra abbia posto un “fatto inesistente” cui – ad avviso dell’interrogante – consegue la chiara invalidità dell’atto del Ministro per eccesso di potere».
Insomma sarebbe in arrivo una battaglia legale con ricorsi di tutti i tipi, dal Tar alla magistratura del lavoro. Cioè l’esatto contrario di quello che voleva Bankitalia, impegnata ad operare in silenzio per decidere quali e quante rettifiche apportare al bilancio della Cassa (cioè quanti crediti inesigibili dovranno essere cancellati). Da questa decisione dipende infatti il futuro di Carichieti: se ci saranno rettifiche da centinaia di milioni, sembra inevitabile l’arrivo “in soccorso” di un gruppo bancario più grande. Se invece la pulizia del bilancio si fermerà attorno ai 100 milioni, si potrà ipotizzare il ritorno ad una gestione autonoma, più gradita all’imprenditoria locale che sembra ben disposta ad un contestuale, sopportabile aumento di capitale.

Sebastiano Calella