SANITA'

Ospedale di Vasto: mancano i posti letto, primari in rivolta

Drammatico appello del direttore sanitario ai vertici Asl

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Ospedale di Vasto: mancano i posti letto, primari in rivolta




VASTO. Ormai all’ospedale di Vasto siamo alla rivolta dei primari contro la mancanza dei posti letto.
Ed all’impossibilità da parte della direzione sanitaria di presidio di inventare altri “miracoli” per reperire posti a disposizione dei pazienti, tanto che è stato chiesto l’intervento della direzione generale, peraltro da tempo informata di questa situazione di emergenza che si protrae da oltre un anno.
«Non posso più ricoverare pazienti – scrive il primario Carmine Lanci – nemmeno quelli programmati ed in attesa di un intervento chirurgico. Senza dire che è insostenibile la situazione che si crea, con malati “appoggiati” in altri reparti e con pazienti con altre patologie ricoverati presso di noi. Ne va di mezzo la dignità dei pazienti, la sicurezza del lavoro di medici ed infermieri sotto stress per questo lavoro indecoroso».
«E’ una problematica che si trascina da 18 mesi – rincara la dose Rosanna Florio, direttore sanitario dell’ospedale di Vasto – è una situazione insostenibile che ci obbliga a lavorare senza tranquillità. Servono urgentemente almeno altri 10 posti letto di lungodegenza, 6 infermieri professionali e 3 operatori sociosanitari. Perché non si capisce perché la delibera che taglia i posti letto è subito operativa e la stessa delibera 757/13 che prevede questi altri posti letto rimane inapplicata».
Da quello che si legge nell’appello al manager ed alla direzione sanitaria della Asl di Chieti, anche la direzione sanitaria di Vasto è chiamata a fare miracoli, a monitorare i posti letto disponibili almeno due volte al giorno, a cercare “appoggi” in altri reparti, sostenere i ricoveri del Pronto soccorso, ad “imbonire” i familiari che protestano quando un malato viene ricoverato in reparti che ci azzeccano con la sua malattia, a dimettere precocemente i pazienti per liberare un posto letto. «Non se ne può più – conclude il direttore di Vasto - questo stato di cose ci impedisce di lavorare con tranquillità ed espone operatori e malati al rischio di errori».

Sebastiano Calella