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Cartello contro Chieti nella redazione del Tg3 Abruzzo, Di Primio si infuria

«E poi vogliono anche il pagamento del canone…»

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Cartello contro Chieti nella redazione del Tg3 Abruzzo, Di Primio si infuria




CHIETI. Una foto pubblicata su Facebook ha fatto andare su tutte le furie il sindaco di Chieti Umberto Di Primio che lancia strali contro la sede locale della Rai, tra rigurgiti campanilistici e problemi, a quanto pare, pregressi.
L’immagine è stata pubblicata lunedì mattina sulla pagina Facebook di ‘Buongiorno Regione Abruzzo’, il contenitore mattutino del Tg3 locale. Attorno ad una scrivania si vedono tre giornalisti, alle loro spalle, affisso ad una bacheca, di vede un cartello che il primo cittadino Di Primio proprio non ha gradito e che dice: «Quando tutto va male sorridi pensa che potevi nascere chietino».
L’immagine, adesso sparita dal profilo della trasmissione Rai, è stata però pubblicata (ingrandita) da Di Primio che non ha risparmiato un commento al vetriolo: «Vedo che a Pescara (dove c’è la sede della Rai, ndr) continuano ad avere un sacco di problemi... Questa è la banale prova dell'esistenza di preconcetti in chi da Rai3, come anche da altri organi di informazione, con la falsa informazione cerca di fare danno a Chieti, a noi. Lo fa perché sono un po' di sinistra e un po' pescarocentrici, la cosa che mi da più fastidio rispetto ad altri, è che vogliono anche il pagamento del canone».
«A me non fanno paura, ma pensateci cosa potrebbe accadere se la nostra città finisse (caso remoto e usato solo come esempio) in mano a gente sbagliata che magari deve rispondere ed obbedire politicamente a chi pensa che Pescara è il centro del mondo... Orgoglio, cavolo, orgoglio teatino, non per campanilismo, ma per andare avanti a testa alta, per la nostra strada che, a differenza di quella di altri, è lunga tremila anni», chiude il sindaco.

Di Primio in poche ore ha collezionato una cinquantina di ‘mi piace’ e anche commenti che lo a protestare ufficialmente con la Rai: «Quel cartello nella sede di ciò che hanno il coraggio di definire "Servizio Pubblico" pagato con i soldi di tutti», scrive un amico del sindaco, «mostra un'evidente discriminazione, peraltro già chiara dalla tipologia e dal contenuto dei servizi mandati in onda. Il fatto che tale foto sia stata pubblicata sul profilo Facebook della Rai regionale (anche se prontamente rimossa dopo le rimostranze apparse in rete) dimostra chiaramente come ci sia comunque una mancanza di rispetto verso i teatini, e questo non è bello».
«Sono stupidaggini», tranquillizza Mauro, «pensate agli 11.000 elettori chietini di D'Alfonso, con un Sindaco di sinistra a Chieti sarebbe la fine!»
«Se permetti pago il canone, mi scoccia un po' vedere ste cose...... eh!!!!», scrive invece Arianna.
«Sindaco», suggerisce un altro utente, «potrebbe indire una conferenza stampa in cui annuncia che non pagherà più il canone Rai (mostrando il cartello incriminato), e chiederà di fare lo stesso ai suoi cittadini. Intanto si alzerebbe il polverone mediatico, e così sputtanare i giornalisti Rai Pescara».

Una goliardata che vale un "incidente diplomatico" ai tempi dei social.