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Occupazione Intesa Meccanica, Fiom: «situazione ridicola»

«Meglio restituire l’azienda al curatore fallimentare»

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Occupazione Intesa Meccanica, Fiom: «situazione ridicola»


ATESSA. La produzione è ferma e i 42 lavoratori stanno occupando la fabbrica. Questa la situazione che si vive all'azienda Intesa meccanica di Atessa .
«La condizione che si è determinata - dice Davide Labbrozzi, Fiom Cgil Chieti - è a dir poco ridicola. Dopo quasi sei anni di affitto, dopo aver per così tanto tempo munto la mucca, quelli che diedero vita a questa società, che dal nome tentava di rappresentare un forte intendimento con i valori della meccanica, si accorgono che forse è meglio scappar via».
Secondo il sindacato sarebbe meglio riconsegnare l'azienda al curatore fallimentare « che, com'è noto, ha gestito nel 2008 il fallimento Europainting affittando il sito di Atessa appunto alla Intesa Meccanica. Parliamo di un'azienda, la Intesa Meccanica, - prosegue Labbrozzi - che ha avuto commesse da importanti società, Honda in primis (per la verniciatura dei ricambi in plastica) e anche indirettamente da Sevel, tramite la Emarc. Parliamo di un'azienda che non ha investito molto sul sito di Val di Sangro, tranne che per alcuni particolari necessari per il filtraggio delle polveri pesanti. Parliamo di una società che, dopo aver intascato gli utili, si accorge oggi che forse è meglio non riconoscere i sacrifici a tutta quella povera gente che in questi anni ha dato l'anima per produrre la ricchezza che lor signori hanno messo in tasca».
«Va però riconosciuto alla Intesa Meccanica – prosegue l’esponente della Fiom - che in questi anni ingenti sacrifici sono stati fatti per tener fuori dallo stabilimento la Fiom, sindacato troppo esigente, organizzazione troppo attenta nel pretendere il rispetto delle persone, perciò incompatibile con i gusti dell'azienda. Oggi, la Fiom, da pieno appoggio alle lotte dei dipendenti della Intesa Meccanica riconoscendo quale giusta la lotta che le altre organizzazioni sindacali stanno guidando. Consideriamo importante l'occupazione della fabbrica e la vigilanza continua dei macchinari perché è bene non fidarsi di chi pensa soltanto al profitto. Nei prossimi giorni valuteremo la possibilità di presentare un esposto alla Procura della Repubblica».