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Filò: Comune Pescara chiede lo stop dei lavori: «troppa confusione»

Oggi riunione del Comitato Via. Gtm trema

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Filò: Comune Pescara chiede lo stop dei lavori: «troppa confusione»

PESCARA. Giornata campale oggi per il progetto della filovia.
Per la terza volta, infatti, il comitato per la Via (Valutazione di impatto ambientale) delle opere pubbliche della Regione dovrà occuparsi di Filò.
L'istruttoria sarà a cura degli uffici legali per verificare le criticità tecnico-giuridiche emerse dopo le recenti sentenze del Tar (a seguito dei ricorsi delle associazioni ambientaliste).
I giudici infatti hanno di fatto sancito che il procedimento di Screening di Via è, allo stato, in “fase interlocutoria non conclusiva”, per questo motivo non impugnabile (di qui il rigetto dei ricorsi).
Se si deciderà che è necessaria una Valutazione di impatto ambientale il progetto subirà un nuovo stop. Ed è proprio quello che si augurano gli ambientalisti.
Una ipotesi vista con allarme, invece, in casa Gtm perché causerebbe ritardi e danni economici, come ha chiarito il presidente Michele Russo.
Intanto nella giornata di ieri il vice sindaco, Enzo Del Vecchio, ha annunciato che il Comune ha chiesto al Comitato di VIA «di sospendere tutte le attività in essere che la Gtm sta portando avanti sulla strada parco, fin quando non sarà stata fatta chiarezza sul percorso, sulle modalità e sugli effetti che questa infrastruttura porta con sé».
Una scelta, chiarisce Del Vecchio, dettata «della confusione che si è generata».

Dopo le tante voci che sono circolate in questi giorni sui lavori della filovia, è emerso in maniera indiscutibile che il progetto del Filò, non è rappresentato solo dal lotto Montesilvano-Pescara, ma anche da altri lotti che collegano Pescara con l'aeroporto e Francavilla.
Una condizione, questa, che secondo l’amministrazione Alessandrini mette «totalmente in discussione» la procedura di screening di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) in corso di predisposizione sul primo lotto da parte del competente Comitato regionale, ma dallo stesso successivamente sospesa.
«Una "scoperta" che oggi, invece - prosegue il vicesindaco - diventa il punto nevralgico dell'intera infrastruttura, in quanto il comitato di Via stesso in data 1 settembre 2013 con giudizio n. 2275 aveva posto come indispensabile, proprio nell'eventualità che i lotti fossero più di uno, che doveva essere valutato il "cumulo" degli effetti prodotto dai diversi lotti, sottoponendo quindi alla procedura di VIA l'intera infrastruttura».
«Tale assunto è stato ribadito dall'Ufficio Regionale di Valutazione Ambientale con nota del 22 ottobre scorso, con cui si invita la Gtm a sospendere la conferenza di servizi già convocata e rinviare il tutto all'esito delle valutazioni che il Comitato di VIA avrebbe assunto il prossimo 6 novembre», ovvero oggi.
«La lettura congiunta della nota dell'Ufficio Ambientale e del giudizio del Comitato di VIA rappresentano di fatto il giudizio finale sull'iter della filovia che ha bisogno, come prescrive la legge e senza alcuna possibilità di deroga, della Valutazione di Impatto Ambientale al fine di verificare tutti i riflessi, specie all'interno della città di Pescara, di quanto stabilito dalla Gtm, ma anche in merito alle iniziative assunte dalla passata amministrazione. Ci troviamo di fronte alla solita incertezza di una politica che non ha voluto mai decidere prima di ogni iniziativa e che oggi, anche in questo caso, rischia di produrre effetti pesanti sia per i lavori fatti, sia per quelli che si dovrebbero ancora fare.
E anche l’ex consigliere regionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, si augura che oggi dal Via arrivi uno stop. «Auspico che dalla riunione venga uno stop a questa opera illegittima», sottolinea Acerbo. «Di sicuro noi continueremo la battaglia per la legalità e la trasparenza su questo appalto. Il comitato VIA si è reso responsabile sotto la presidenza del direttore Sorgi, oggi agli arresti domiciliari, di una serie di pronunciamenti la cui irregolarità è stata evidenziata non solo da noi ambientalisti ma dai periti incaricati dalla Procura di Pescara e dalla stessa Unione Europea. Il paradosso è che nonostante sia evidente l'iter illegittimo il comitato V.I.A. presieduto per anni da Antonio Sorgi ha lasciato andare avanti i lavori pur essendo l'opera priva del titolo autorizzativo. Come sottolineato nelle diffide, in base all'articolo 29 comma 4 del Dgls 152/2006 il Comitato V.I.A. avrebbe dovuto disporre la sospensione dei lavori».