ARRIVANO LE TRIVELLE

Sblocca Italia, arriva la fiducia al Senato. Pezzopane contro il no dei senatori abruzzesi

«Avete votato contro la ricostruzione aquilana»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

5548

Sblocca Italia, arriva la fiducia al Senato. Pezzopane contro il no dei senatori abruzzesi


ROMA. Con 157 voti favorevoli e 110 contrari, l'Assemblea ha rinnovato la fiducia al Governo, approvando, nel testo licenziato dalla Camera, il decreto-legge sblocca Italia.
Durante la chiama la seduta è stata sospesa perché senatori di M5S ostacolavano il passaggio dei votanti sotto il banco della Presidenza. Il Presidente di turno Calderoli ha autorizzato il voto dal posto e, al termine della chiama, richiamando l'articolo 289 del codice penale, che punisce chi impedisce il funzionamento degli organi costituzionali, ha deferito alcuni senatori di M5S al Consiglio di Presidenza.
Dopo la protesta del Movimento 5 Stelle, nell'aula del Senato è poi esplosa l’ira dei senatori di Sel, che hanno alzato uno striscione con la scritta 'No Triv', subito rimosso dai commessi. In particolare hanno contestato la norma del decreto che autorizza "almeno 100 concessioni" per trivellare «un Paese già disastrato», come ha sottolineato la capogruppo Loredana De Petris.

Tra gli abruzzesi ha votato la fiducia solo la senatrice del Pd, Stefania Pezzopane, mentre il voto contrario è arrivato dai due senatori di Forza Italia, Antonio Razzi e Paola Pelino, e dai due del Movimento 5 Stelle, Enza Blundo e Gianluca Castaldi. Quest’ultimo nel pomeriggio aveva sferrato un attacco durissimo al Governo definendolo «un becero comitato d’affari».
Pezzopane ha poi accusato i colleghi, via Facebook, di aver votato contro L’Aquila, la ricostruzione post sisma e lo stanziamento di 250 milioni ma non ha commentato il fatto che con il suo voto ha dato il via libera alle trivelle.
Sempre nella giornata di ieri era stato respinto in Commissione congiunta Ambiente e Lavori Pubblici un ordine del giorno del Movimento 5 Stelle per la salvaguardia anche del territorio d'Abruzzo dalle trivellazioni "selvagge", con una proposta che impegnava a «prevedere obbligatoriamente una consultazione pubblica, vincolante sulla realizzazione di ogni opera connessa allo sfruttamento di idrocarburi con trivelle e infrastrutture».

BLUNDO A PEZZOPANE: «LEI CI SPIEGHI IL SI’ ALLE TRIVELLE»
«Solo chi è dotato di una bella faccia tosta può arrivare ad insinuare che avendo votato no allo Sblocca Italia i parlamentari abruzzesi del MoVimento Cinque Stelle non vogliano bene alla città di L’Aquila», replica Blundo.
«La collega Pezzopane sa benissimo che i 250 milioni di euro previsti per L’Aquila per il prossimo triennio non saranno destinati alla ricostruzione, ma alla manutenzione straordinaria di 19 complessi antisismici costruiti dopo il terremoto, edifici che peraltro hanno già ingiustamente assorbito in passato molte risorse sottraendole alla ricostruzione».
«La Senatrice Pezzopane – continua la Cittadina –  considera forse il pagamento delle utenze sulla base dei metri quadri e non dei consumi, da parte degli abitanti delle New Town, secondo quanto stabilito nel Decreto Sblocca, come un norma pensata solo ed esclusivamente nell’interesse degli aquilani?. Non oso pensare a quali specchi si aggrapperà, ancora una volta, per giustificare questa ingiustizia. Perché invece la Senatrice Pezzopane non spiega a tutti gli abruzzesi come abbia potuto votare a favore di un decreto che permette prospezioni e trivellazioni permanenti in Abruzzo ed in tutta Italia, nonostante avesse presentato a sua prima firma, dopo quello depositato dalla sottoscritta, un uguale Disegno di Legge finalizzato a vietare questo tipo di operazioni entro un’area di 12 miglia dalla costa».

LA SEDUTA

In apertura di seduta, il senatore Palma (PdL) ha espresso perplessità sulla decisione, assunta mercoledì mattina dalla Presidenza, di non procedere alla votazione della proposta di non passaggio agli articoli e di dare la parola al Governo per la replica.
Richiamando una prassi che prevede la votazione della proposta prima della posizione della questione di fiducia, ha chiesto la convocazione della Giunta del Regolamento per fare chiarezza sull'applicazione degli articoli relativi alle questioni sospensive.
Il senatore Crimi (M5S) ha chiesto alla Presidenza di mettere ai voti la proposta di non passaggio agli articoli avanzata ovvero di convocare immediatamente la Giunta del Regolamento.
Il Presidente della Commissione bilancio Azzollini (NCD), nel riferire sui profili di copertura finanziaria, ha evidenziato la necessità di tempi di esame più congrui. La quinta Commissione ha chiesto l'espunzione del comma 7 dell'articolo 34 (esclusione dal patto di stabilità interno delle spese per bonifica), che risulta scoperto. Ha poi formulato osservazioni sugli articoli 5 (concessioni autostradali), 7 (utilizzo di risorse del fondo per lo sviluppo), 16-bis (Anas), 20 (società immobiliari quotate) e 40 (ammortizzatori sociali in deroga).
Il Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento Pizzetti non ha accolto la richiesta della Commissione bilancio. Non potendo modificare il testo del decreto-legge, pena la sua decadenza, il Governo si è impegnato, nell'ambito di un provvedimento correttivo, a provvedere alla copertura dell'articolo 34.
Dopo che il sottosegretario Pizzetti ha consegnato il testo della convenzione per le concessioni autostradali, richiamato all'articolo 5, i sen. Loredana De Petris (SEL), Malan (FI-PdL), Centinaio (LN), Cioffi (M5S) hanno rilevato che lo schema fornito dal Governo è incompleto, contiene numerosi omissis e non indica la durata delle concessioni.

CRITICHE SUL METODO E MERITO
Nella discussione sulla fiducia le opposizioni hanno avanzato critiche di metodo e di merito. L'ennesima fiducia su un decreto privo dei requisiti costituzionali usurpa il potere legislativo del «Parlamento e segna il passaggio ad un monocameralismo di fatto», hanno detto.
«Il provvedimento viola le competenze delle autonomie territoriali, contrasta con la normativa europea, manca di copertura finanziaria, affastella norme prive di coordinamento che, lungi dal semplificare, sono destinate a complicare la legislazione e a provocare contenzioso con enti locali e organi comunitari. Avendo difficoltà ad emanare regolamenti e decreti-attuativi, il Governo ricorre in modo ipertrofico a decreti-legge che peggiorano la qualità della legislazione».

PROROGA TRENTENNALE DELLE CONCESSIONI AUTOSTRADALI
Secondo Forza Italia il decreto «è la cifra dell'azione farraginosa e inconcludente del Governo». Il Gruppo ha criticato in particolare l'articolo 5 che prevede il rinnovo, con proroga trentennale, delle concessioni autostradali a favore di società private che non hanno vinto alcun bando di gara e figurano tra i finanziatori del Partito Democratico.
«E' incredibile», peraltro, è stato sottolineato, «che concessioni del valore di decine di milioni di euro non comportino benefici per la finanza pubblica. Infine, le norme sui poteri sostitutivi e sulle trivellazioni espropriano le competenze di regioni e comuni».

«NESSUN FUTURO TRA CEMENTO E TRIVELLE»
M5S, SEL eGruppo Misto hanno criticato il modello di sviluppo sotteso al decreto che «non garantisce alcun futuro al Paese»: «il Governo scommette sulle grandi opere inutili, sulla cementificazione, l'asfalto, gli inceneritori, le trivellazioni, e reitera la logica dei commissariamenti, delle deroghe ai vincoli urbanistici e ambientali, che tanti danni ha arrecato al territorio. Hanno inoltre richiamato l'attenzione su norme che favoriscono interessi lobbistici, sul tentativo di privatizzare la gestione dell'acqua, sull'accentramento di poteri in capo al Presidente del Consiglio, sul tentativo di esautorare gli enti locali e ridurre al silenzio le associazioni dei cittadini».
Secondo la Lega Nord il decreto «sblocca solo le trivellazioni, blocca le fonti rinnovabili e riempie di spazzatura le regioni settentrionali, spostando i rifiuti delle regioni meridionali. I dati economici evidenziano i fallimenti di un Governo che ha disatteso puntualmente le promesse in tema di dissesto idrogeologico, edilizia scolastica, pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione e, in continuità con gli Esecutivi Monti e Letta, sta portando il Paese al baratro».
GAL ha criticato in particolare le norme sugli inceneritori «che vanno in direzione opposta alla raccolta differenziata e ha denunciato le autorizzazioni per trivellazioni in comuni a rischio sismico».
Con accenti diversi i Gruppi di maggioranza hanno sottolineato che obiettivo del provvedimento è il rilancio produttivo e occupazionale del Paese. Sono state ricordate in particolare le norme per lo sblocco di cantieri e fondi europei, gli interventi a sostegno del sistema produttivo, il finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga.