IL FANTASMA E L'OPERA

«Fantasma Dedalus», ecco il verbale di collaudo

La storia recente è costellata di affidamenti diretti per manutenzione dei sistemi e aggiornamenti

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4755

«Fantasma Dedalus», ecco il verbale di collaudo

Il sito internet

ABRUZZO. A ben leggere i documenti prodotti negli ultimi mesi si direbbe che c’è stato e c’è un gran lavoro dietro il progetto “Dedalus” denominato “MMg - Rete di Medici di medicina generale” per la creazione del fascicolo elettronico.
Sono molti i documenti prodotti soprattutto dall’Arit (stazione appaltante) e vistati dal Crit, l’organismo della Regione per il controllo del settore informatico. Tra questi vi sono ulteriori affidamenti diretti all’Ati Dedalus-Telecom per componenti aggiuntivi, manutenzione dei sistemi full risk, aggiornamenti di alcuni pacchetti e soprattutto i collaudi dell’opera fatti in più step.
Una procedura amministrativa che va avanti dal 2005 e che ha prodotto anche una serie di intoppi giudiziari ma soprattutto, secondo il presidente Luciano D’Alfonso, l’opera sarebbe «collaudata ma inesistente».
Di sicuro al momento l’opera non è in funzione, non è attiva e, dunque, non può essere utile agli uffici pubblici mentre i soldi erogati a Dedalus sfiorano i 7 milioni in 10 anni.

«ADEGUAMENTO E AGGIORNAMENTO»
Il 22 settembre 2011 si stipula il secondo atto integrativo per l’intervento affidato a Dedalus; questo perché si rileva la necessità di adeguamento del «software presente presso l’attore», occorrono specifiche integrazioni, l’istallazione di componenti aggiuntivi sui server, la formazione degli operatori alle nuove funzionalità.
Più volte nei documenti dell’Arit si fa riferimento ad «aggiornamenti software» sarebbe però utile (magari necessario) capire se sia stato aggiornato via via un software mai utilizzato.
Viene richiesta poi una offerta a Dedalus che la presenta all’Arit: costo 93mila euro.

«LIQUIDAZIONE FINALE A SEGUITO DI COLLAUDO»
A fine dicembre 2011 arriva finalmente l’atto più importante a firma del dirigente amministrativo Lucia Del Grosso ed è la liquidazione dell’ultima fattura «a fronte del collaudo finale».
Infatti il 19 aprile 2011 era stata disposta la commissione di collaudo composta da Angelo Flavio Mucciconi, Roberto Rodolfo Di Lorenzo, Domenico Di Martino.
Il verbale di collaudo finale è stato protocollato il 5 ottobre 2011 con il numero 3665 e si è concluso con «esito positivo».
Pronta è giunta in Arit (stazione appaltante) la fattura di Dedalus per 1,2 mln di euro.
Nel verbale di collaudo si legge: «il nodo centrale dell’architettura espone i principali servizi oggetto di fornitura, mentre i nodi periferici dislocati presso le Asl ospitano i repository documentali. L’accesso ai servizi è di tipo multicanale e prevede sia accessi diretti di operatori e utenti sia accessi di applicativi. In questo modo è possibile ottenere il massimo della fruibilità e della flessibilità del servizio».
«L’architettura applicativa è stata costruita prediligendo il più possibile framework o librerie largamente diffuse in modo da facilitare l’evoluzione ed il riutilizzo. Quando possibile si è cercato di impiegare prodotti open source principalmente basati su linguaggio Java».
E poi il documento più importante di tutto il progetto decanta tutti i lati positivi e le ricadute benefiche di questo importante sistema informatico, ricadute per ora teoriche visto che il software non è mai stato utilizzato né è in dotazione alla Regione.
Nel verbale si dà conto di sei stati di avanzamento a conclusione dei quali sono state eseguite dalla ditta tutte le attività previste dal PED» (piano economico).
Seguono dunque i costi sostenuti: 30.737 euro per un server Ibm, 52.700 per uno «Switch rete Catalyst Cisco», 100mila euro per il software di base, 965 mila euro per sviluppo sistemi applicativi, 426mila euro per integrazione di sistemi informativi esistenti, manutenzione e assistenza 525mila euro, avviamento 172mila euro, gestione del sistema a regime 191mila euro. Totale 2,4 milioni.

Alla fine il 27 settembre 2011 presso la sede dell’Arit a Tortoreto, in via Napoli, i collaudatori hanno convocato la dottoressa Catia Giorgiani quale procuratore della Ati Dedalus spa – Telecom spa, hanno analizzato scrupolosamente tutta la documentazione relativa al progetto, hanno effettuato le verifiche funzionali allegate al documento e «certificano che le attività previste da progetto possono considerarsi ultimate, ad esclusione dei servizi di manutenzione ed assistenza e di quelli riportati in Tabella 2.2 i quali decorrono come da contratto dalla data di collaudo finale il 27 settembre 2011 e che le stesse sono state eseguite in tempo utile in conformità alle norme contrattuali e alle previsioni di progetto».
Insomma nessun impiccio, nessun imprevisto, persino il collaudo finale giunto dopo sei anni era tutto previsto.
Resta da capire materialmente come sia stato condotto il collaudo di un sistema informatico che prevede una interconnessione tra diverse strutture e l’afflusso di dati e la loro elaborazione in un gigantesco database.
Dunque tutto è bene quel che finisce bene.
A questo punto uno si aspetterebbe una sontuosa presentazione del progetto, il taglio del nastro, champagne e finalmente l’entrata in funzione dello strumento.
Invece niente di niente silenzio tombale: all’orizzonte non si ode alcun rombo di Ferrari… i motori rimangono spenti.
Tutto dimenticato? Nient’affatto. Il progetto continua a macinare soldi (in uscita dalle casse pubbliche) perché pur non utilizzato c’è bisogno di cura così come tutte le vere fuoriserie anche se in garage.
Ma il sistema è davvero pronto per il suo utilizzo pigiando solamente il tasto di accensione come un collaudo finale «positivo» farebbe pensare oppure no? Questa è la domanda a cui bisognerebbe rispondere per confutare le parole del presidente Luciano D’Alfonso.

PROGETTO MINISTERIALE: INTEGRAZIONE AL PROGETTO
Nel 2012 intanto la Regione ed il Ministero collaborano ad un progetto “Ipse, sperimentazione di un sistema per l’interoperabilità europea e nazionale delle soluzioni del fascicolo sanitario elettronico”.
Alt: proprio il progetto che in Abruzzo ha appena finito di realizzare la società Dedalus. La Regione Abruzzo non può non partecipare ma per fare questo occorre una integrazione al sistema principale già appaltato e costato 4,6 mln di euro. Spesa aggiuntiva poco meno di 48mila euro.

MANUTENZIONE FULL RISK
Il 19 luglio 2013, dunque a due anni dal collaudo finale, il direttore generale Carlo Greco approva una clausola aggiuntiva al contratto che prevede «servizi di assistenza e manutenzione full risk» si tratta di una procedura negoziata per «servizi complementari». Secondo il documento dal 1 ottobre 2012 al 31 maggio 2013 Dedalus spa ha provveduto ad un aggiornamento tecnologico e funzionale del componente applicativo che è «a disposizione delle aziende sanitarie abruzzesi per supportare il personale medico». Risalta il passaggio «è a disposizione» ma chissà se viene utilizzato e se risulta conosciuto dai medici e, dunque, utile alla collettività.
Eppure questi aggiornamenti dovrebbero favorire i medici nel prescrivere prestazioni ambulatoriali (visite, esami.,..) e prescrivere farmaci.
Si ribadisce che la società ha provveduto «con continuità» ad effettuare attività sulla infrastruttura «per garantirne la piena efficienza»…
Ora però serve la garanzia di manutenzione full risk e si richiede il preventivo alla stessa società che presenta l’offerta: 326.887 euro per poco più di due anni.

NUOVO APPALTO PER L’ANAGRAFE VACCINALE
Nel frattempo nel 2013 Dedalus (mandante) vince un nuovo appalto con la Infoteam srl di Pescara (mandataria) per la fornitura di un sistema per la gestione della anagrafe vaccinale per la Regione Abruzzo dal costo di 270mila euro.

ALTRO INTERVENTO NECESSARIO
Il 25 settembre 2013 l’Arit rileva ancora una «necessità dell’esecuzione delle attività di assistenza sistemistica sull’infrastruttura elaborativa, comunicativa e applicativa per la corretta prosecuzione» del progetto del fascicolo sanitario elettronico. Viene richiesta una offerta a Dedalus che la presenta all’Arit. Costo 35mila euro.

SETTEMBRE 2014
Il 26 settembre 2014 il direttore generale facente funzioni, Lucia Del Grosso, firma la delibera numero 100 che ha per oggetto “Nomina commissione di collaudo finale” dei servizi complementari del progetto della “rete di medici di medicina generale”.
Vengono nominati Alessio Albani, Mauro Di Marco e Donato Colangelo.
Nulla si sa sull’esito di questo ultimo collaudo ma a questo punto nessuno nutre dubbi di sorta.

Alessandro Biancardi

Collaudo e Liquidazione Finale Dedalus