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Bando rifiuti Giulianova, Consiglio di Stato respinge i ricorsi di Rieco e Consorzio AM

Il Comune: «acclarata la correttezza dell'iter amministrativo»

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Francesco Mastromauro

Francesco Mastromauro

ABRUZZO. Il Consiglio di Stato, sezione V, ha dichiarato improcedibile il ricorso incidentale presentato dal Consorzio AM respingendo al contempo il ricorso di Rieco Spa.
Scende così l’ ultima parola sulla questione dell'affidamento del servizio di igiene aggiudicato in via definitiva, mediante bando di gara, il 30 maggio 2013 all'associazione temporanea di imprese costituita dalla Te.Am. Teramo Ambiente e dalla Diodoro Ecologia.
l'iter per l'affidamento del servizio è stato in seguito rallentato dai ricorsi presentati dalla A.M. di Pineto (arrivata seconda alla gara) e dalla Rieco di Pescara (giunta terza), respinti dal Tar lo scorso mese di maggio.
Le due società, però, non si sono date per vinte e l’estate scorsa hanno presentato un nuovo ricorso al Consiglio di Stato che adesso, però, mette la parola fine alla questione.
La A.M ha contestato l'ammissione alla gara della Team/Diodoro, in quanto l'Ati, secondo loro, non avrebbe fatto chiarezza sui propri requisiti tecnico-finanziari; il secondo ricorso invece era quello della Rieco, che aveva contestato l'ammissione della A.M., il secondo posto raggiunto dallo stesso consorzio e il primo conquistato dalla Team/Diodoro, ed aveva inoltre richiesto la riedizione delle procedure di gara. 

I ricorsi erano già stati respinti dal Tar che aveva ritenuto infondate ed inammissibili le doglianze manifestate dalle due società.
«Il Consiglio di Stato con questa sua pronuncia», commentano oggi dal Comune di Giulianova, «ha definitivamente acclarato la correttezza dell'iter amministrativo del bando di gara europeo che il Comune di Giulianova, tra i primi in Italia, aveva concepito nel settembre del 2011, quindi approntato per poi pubblicarlo nel novembre 2012». 
Proprio in queste settimane il Comune di Giulianova, così come quello di Roseto e Silvi, è nel mirino della magistratura teramana per l’affidamento del servizio di raccolta rifiuti alla società Diodoro.
Sotto la lente degli investigatori sono finiti i presunti reati «commessi in occasione di procedimenti amministrativi gestiti e definiti» in seno alle tre amministrazioni comunali.
Secondo l’ipotesi accusatoria «emergerebbero plurime condotte fraudolente poste in essere da organi di vertice e da dirigenti amministrativi dei suddetti enti locali al fine di favorire l’impresa Diodoro Ecologia srl nell’aggiudicazione delle relative gare d’appalto», come è stato scritto nel decreto di perquisizione.
Gli inquirenti hanno iscritto nel registro degli indagati 12 persone.
Le accuse sono di turbata libertà degli incanti e, a dirigenti e amministratori, viene contestato anche l’abuso d’ufficio. Gli indagati sono l’ex sindaco di Mosciano, Orazio Di Marcello, il sindaco di Roseto, Enio Pavone, il dirigente del settore urbanistica del Comune di Roseto, Lorenzo Patacchini, il dirigente del settore urbanistica del Comune di Giulianova, Maria Angela Mastropietro, l’imprenditore, Stefano Di Filippo, l’ex vice sindaco di Silvi, Enrico Marini, i due funzionari del Comune di Silvi, Carlo Durante e Nazareno Ferrante, Ercole Diodoro, legale rappresentante della Diodoro e i tre collaboratori Alessandro Di Marzio, Agostino Di Febo, Gianluca Ferreo.