IL CASO

Cimitero Pescara, bufera sull’affidamento diretto a Fidia per l’ampliamento

Masci: «delibera avventurosa ed ambigua»

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Cimitero Pescara, bufera sull’affidamento diretto a Fidia per l’ampliamento

PESCARA. L’ultimo Consiglio comunale ha registrato l’ennesima bagarre che ha lacerato, con una profonda frattura, maggioranza di centrosinistra e opposizione.
Il tema del contendere è l’affidamento automatico alla ditta Fidia (De Cesaris) dei lavori di ampliamento del cimitero.
La diatriba -che rischia di scomodare la magistratura penale e contabile- è strettamente tecnica e si gioca sul filo delle interpretazioni delle norme. Di fatto nel 2007 l’allora amministrazione comunale guidata da Luciano D’Alfonso affidò alla ditta De Cesaris il project financing del cimitero unitamente alla gestione.
Si registrarono negli anni seguenti l’impennata delle tariffe cimiteriali e per anni si agitarono polemiche e fantasmi. Poi intervenne la magistratura che inserì anche questa vicenda nel maxiprocesso Housework che, come si sa, è finito in primo grado con assoluzioni per tutti e per tutti i quaranta capi di imputazione.
Ora c’è da allargare nuovamente il cimitero di Pescara e la maggioranza che sostiene Alessandrini ripesca quella vecchia delibera che è il perno su cui ruota il nuovo affidamento diretto a Fidia.
In pratica, hanno fatto notare i consiglieri del M5S, non solo si affida direttamente un appalto alla ditta ma di fatto si concede la certezza di aumentare i profitti di quella ditta che avrà in gestione anche gli ulteriori loculi realizzati. In pratica un vero terno al lotto garantito per tutta la durata della concessione.
Intanto Carlo Masci (Pescara Futura) fa notare che «anche Alessandrini, come D'Alfonso, si appassiona al project financing del cimitero».


«Anche in questo caso», dice Masci, «la delibera approvata dal Consiglio è avventurosa ed ambigua, autorizza un ampliamento in una zona di piano regolatore che ha un'altra destinazione (modificando di fatto il prg), non dice nulla sulle tariffe insostenibili dei servizi cimiteriali. Tutti ricordiamo la delibera di D'Alfonso che ha dato il via all'aumento indiscriminato ed esagerato di quelle tariffe (con importi anche triplicati in un giorno), cosa ci aspetta ora con l'omologa di Alessandrini? E' il caso di portare la vicenda in Commissione di vigilanza, in modo da cercare di far luce su una situazione veramente oscura. Una cosa e' certa: Alessandrini, con le sue scelte, celebra ogni giorno il funerale di Pescara».
Qui però oltre le polemiche c’è da capire se il Consiglio comunale poteva votare quella delibera e affidare questo nuovo appalto senza gara. Si poteva fare? Sì o no?
Semplice. Ma qui occorre l’impegno di un giurista specializzato.
Secondo un orientamento normativo la stazione appaltante potrebbe affidare in via diretta al gestore (concessionario) «lavori complementari che non figurano nel progetto iniziale e nel
Contratto» ma si specifica che questi debbano «essere divenuti necessari a seguito di una circostanza imprevista».
Nel caso pescarese, però, non sembra essere in questa ipotesi visto che l’ampliamento del cimitero era cosa più che scontata.
Altra condizione necessaria per l’affidamento diretto di nuovi lavori è che questi debbano essere «complementari» ai primi e non possano essere tecnicamente o economicamente separati dall’appalto principale.
Anche questa occorrenza non interviene nel caso pescarese visto che si tratta di lavori che possono ritenersi nuovi, diversi e slegati dai precedenti.
C’è anche l’ipotesi in cui questi nuovi lavori siano separati dai precedenti: in questo caso si può affidare direttamente al concessionario i lavori ma questi devono essere «strettamente necessari» al perfezionamento dei primi lavori.

In ogni caso l’importo dei lavori non può superare il 50% dei primi.
Questo direbbero le norme secondo un orientamento giuridico che potrebbe anche essere smentito, sta di fatto che la legge e la sua ratio limita il più possibile gli affidamenti diretti favorendo le gare pubbliche.
Altro elemento che ricorre, però, è che addirittura in alcuni contratti che regolano i rapporti tra ente pubblico e ditta vincitrice di project financing si legge chiaramente che eventuali altri lavori di ampliamento del cimitero saranno appannaggio della medesima ditta che ha in gestione il servizio.
Tale clausola ricorrerebbe in diversi comuni abruzzesi e questo potrebbe far protendere per la sua legittimità…
Un caso accertato e verificato è quello che riguarda un caso quasi sovrapponibile a quello pescarese. Ad Ortona alcuni anni fa si espletò una gara per il project financing del cimitero che comprendeva anche la sua gestione. Gli eventuali lavori di ampliamento furono poi affidati direttamente alla stessa ditta che già gestiva il cimitero. Quell'affidamento è al momento sotto l'osservazione del Tar che non si è ancora pronunciato.
In quel caso si trattava della ditta del super dirigente Antonio Sorgi...