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Villa Pini: bloccati i 30 mln per gli stipendi arretrati

Il rapporto riepilogativo fotografa entrate ed uscite del fallimento

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Villa Pini: bloccati i 30 mln per gli stipendi arretrati

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CHIETI. Un passivo accertato di 228 mln per il fallimento Villa Pini, una gestione dell’esercizio provvisorio che ha incassato 51,5 mln e ne ha spesi quasi 22 per lavori di adeguamento della clinica e per retribuzioni e tasse, un attivo in cassa di quasi 30 mln, depositati alla Carichieti.
C’è una marea di cifre e di notizie sulla storia complicata di questo fallimento nell’ultimo rapporto riepilogativo datato 10 ottobre scorso e depositato alla Camera di Commercio di Chieti ed inviato al Comitato dei creditori.
Una sintesi che completa tutti gli altri rapporti che semestralmente sono stati depositati sempre alla Cciaa (Ufficio del registro delle imprese) fin dal 2010 e che sono stati disponibili anche nella Cancelleria del Tribunale fallimentare di Chieti.
Si tratta di un documento elaborato dal curatore fallimentare e dai suoi collaboratori in vista della definizione del programma di liquidazione, con tutti gli aggiornamenti via via autorizzati dal giudice delegato Nicola Valletta, compresi i vincoli decisi dallo stesso giudice.
Un suo provvedimento ha bloccato l’utilizzazione dei 31 mln incamerati con la vendita di Villa Pini a Santa Camilla spa «fino a sentenza passata in giudicato» della causa intentata dal Policlinico S. Maria de Criptis – aggiudicatario dell’asta - contro la sua esclusione dal contratto di acquisto finale. Causa che impedisce il pagamento degli stipendi arretrati ai dipendenti: infatti – scrive il rapporto – «conseguenza ovvia è l’impossibilità di procedere anche solo a riparti parziali in favore dei creditori». Queste notizie, peraltro di dominio pubblico, hanno assunto una maggiore rilevanza dopo le istanze presentate al giudice da un gruppo di dipendenti che premono per ottenere il riparto dei loro crediti e che chiedevano anche la sostituzione di uno dei componenti del Comitato dei creditori che si è dimesso (Sabrina Cavallucci), nomina che il giudice ha effettuato l’8 ottobre scorso chiamando Agri srl (che tra l’altro è il gestore della mensa di Villa Pini) che si affianca ad Unicredit ed a Sorin Group Italia srl perché in questa fase pre-liquidazione i creditori chirografari (cioè i fornitori) sono preferiti ai creditori privilegiati (cioè i lavoratori) in quanto questi ultimi hanno diritto a tutti i loro stipendi arretrati, mentre i fornitori si dovranno accontentare solo di una percentuale del credito rimasto sospeso e quindi sono più interessati ai controlli.

RIEPILOGO IN NUMERI
Le cifre più importanti di questo rapporto riepilogativo sono: lo stato passivo pari a 228.958.844 euro (ammesso) e 39.706.836 (tardivo), con l’avvertenza che contro lo stato passivo sono state presentate opposizioni, in parte accolte, in parte rigettate e per un’altra parte ancora pendenti.
«All’esito delle definizioni di tutti i procedimenti» si conoscerà l’importo esatto dello stato passivo. Per il piano di riparto delle somme lo schema riepilogativo è pieno di 0,00.
Infatti «non vi è disponibilità di somme da ripartire considerati gli esborsi resisi necessari per continuare l’attività di impresa e per i lavori di messa a norma della struttura, condizione necessaria per conservare le autorizzazioni della Regione e che avrebbero dovuto essere effettuati dalla proprietà prima del fallimento per rendere la clinica conforme ai requisiti di legge».
 In sostanza questa relazione riepilogativa certifica che la clinica è stata recuperata dall’esercizio provvisorio sul mercato della sanità privata, il che ha consentito al curatore fallimentare di assicurare gli stipendi ai dipendenti solo in forza dei lavori eseguiti che sono costati diversi milioni. Così come all’esercizio provvisorio sono costati i quasi 800 dipendenti (quindi ben di più dei 650 iniziali) ai quali è stato assicurato il pagamento della cassa integrazione.
C’è poi un elenco delle cause in corso, anche per il recupero di crediti milionari che potrebbero andare ad ingrossare la cifra da spartire per tutti i creditori.
«Inoltre – si legge ancora - sono proseguite le azioni giudiziarie volte al recupero dei crediti verso le Asl» ed è stata avviata, con il consenso del Comitato dei creditori «un’azione di responsabilità nei confronti dell’organo amministrativo e di controllo della società Villa Pini d’Abruzzo e della Novafin per abuso di direzione e coordinamento ex art. 2497 c.c.».
 Chiude il rapporto il conto della gestione del fallimento dal 16 febbraio 2010 al 31 dicembre 2013. Totale entrate: 51.588.163,40, totale uscite: 21.879.393,99, risultato (entrate-uscite): 29.708.789,41.
Per le entrate le cifre maggiori sono gli incassi dalle Asl (8,4 mln), l’affitto dal Policlinico Abano Terme (8,6 mln) e la vendita (32 mln, pari ai 31 mln da Santa Camilla spa più 1 mln di cauzione persa da S. Maria de Criptis). Per le uscite ci sono oltre 10 mln di spese per l’esercizio provvisorio e per l’adeguamento antincendio, circa 6 mln per oneri di procedura, contributi e ritenute fiscali-previdenziali e Iva, imposte e tasse e 2,5 mln per retribuzioni dipendenti e collaboratori. Disponibilità liquide presso la Carichieti: 29.708.789,41 che è pari al risultato della gestione (entrate-uscite) di cui sopra.

Sebastiano Calella