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Sblocca Italia passa alla Camera, deputati Pd votano per le trivelle in Abruzzo

Nel voto definitivo i parlamentari compatti ascoltano Renzi. Ormai è quasi fatta

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Sblocca Italia passa alla Camera, deputati Pd votano per le trivelle in Abruzzo


 
 
ABRUZZO. Coerenti con se stessi, meno che con la linea del partito locale: ieri in aula per il voto definitivo alla Camera (ora c’è il passaggio in Senato) sullo Sblocca Italia i deputati del Partito Democratico non hanno avuto ripensamenti.
Tutti favorevoli alle nuove disposizioni dettate del governo Renzi,  compreso «l’ interesse strategico, di pubblica utilità, urgente e indifferibile» delle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi e quelle di stoccaggio sotterraneo di gas naturale.
Il riferimento è ovviamente all’articolo 38, quello che dall’Abruzzo la maggioranza di governo vuole impugnare davanti alla Consulta e che a Roma, i parlamentari abruzzesi sostengono.
Esponenti locali del Pd abruzzese, dal sindaco di Vasto Luciano Lapenna fino al presidente di Regione Luciano D'Alfonso, si sono dichiarati contrari agli effetti deleteri dello Sblocca Italia per l'Abruzzo, (addirittura un terzo del territorio ne sarebbe interessato). Ma niente, a Roma sembra tutta un’altra storia.
Lo hanno riconfermato per la seconda volta in 7 giorni Maria Amato, Antonio Castricone, Vittoria D’Incecco, Gianluca Fusilli, Tommaso Ginoble, Izthak Yoram Gutgeld.
Favorevoli anche Giulio Sottanelli (Scelta civica) e Paolo Tancredi (Ncd).

Difficile ipotizzare una mancanza di dialogo tra esponenti regionali e nazionali dal momento che in Parlamento siedono elementi di fiducia del presidente D’Alfonso, non solo la deputata D’Incecco ma anche Gianluca Fusilli, neo ingresso dopo l’elezione di Legnini al Csm.
Alla votazione di ieri non ha partecipato, invece, Filippo Piccone, che si era astenuto una settimana fa e che proprio ieri ha vissuto la sua giornata più nera con la caduta del suo governo cittadino, a Celano.
Presenti in aula, ieri mattina, anche i tre deputati dei 5 Stelle: Vacca, Del Grosso e Colletti. Quest’ultimo assente alla prima votazione per un problema di salute ieri era in aula con il suo voto contrario. No secco anche per Vacca e Del Grosso.
Così come ha votato no il deputato di Forza Italia, Fabrizio Di Stefano, assente alla votazione della settimana scorsa. «Era questa la votazione importante», ha commentato ieri mattina dopo il voto, «alle 11:45 ero presente in Aula e, come tutto il gruppo di FI, ho votato contro il decreto».
Intanto il Movimento 5 Stelle invitano i consiglieri vastesi del Pd e di qualsiasi altra forza politica a fare propria una mozione e una proposta di legge contro lo Sblocca Italia, già presentate a Bucchianico a firma del consigliere comunale M5S Alfredo Mantini.


L’ARTICOLO CONTESTATO
L'articolo 38 consente di applicare le procedure semplificate e accelerate sulle infrastrutture strategiche ad una intera categoria di interventi, senza che vengano individuate le priorità, senza che venga chiarito se il "piano delle aree", come previsto dalle leggi vigenti, e senza che si applichi la Valutazione Ambientale Strategica.
Inoltre, altro punto molto contestato dagli ambientalisti, dal marzo 2015 le procedure di VIA sulle attività a terra diventino competenza del Ministero dell'Ambiente e non più delle Regioni. Si prevede inoltre una concessione unica per ricerca e coltivazione di gas e petrolio, in contrasto con la distinzione comunitaria tra le autorizzazioni per prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi. Anche gasdotti, rigassificatori e stoccaggi di gas naturale, si dispone all'articolo 37, rivestono “carattere di interesse strategico e costituiscono una priorità a carattere nazionale e sono di pubblica utilità, nonché indifferibili e urgenti”, e di conseguenza avranno diritto a una serie di semplificazioni.